Siete veramente sicuri?

Siete veramente sicuri che acquistare prodotti aventi come sottostante delle obbligazioni societarie high yield rappresenti una buona idea? Personalmente credo che la “bonanza” del mondo del credito non è ancora arrivata a fine corsa (anche se manca poco), ma qui non conta sapere quando i prezzi di questi bond “spazzatura” svolteranno verso il basso, quanto fare i classici conti della serva.

I rendimenti sul mercato high yield europeo hanno fatto segnare nuovi record negativi in termini di rendimento. A maggio i principali indici di riferimento vedono un rendimento a scadenza sotto il 2.70%, ma cosa significa questo numero?

Se prendiamo ad esempio il factsheet più recente dell’ETF di iShares che investe in obbligazioni spazzatura europee, notiamo  come, ad un rendimento a scadenza del portafoglio del 3.16% (la scheda pubblicata  al momento è riferita a fine aprile), l’investitore dovrà sottrarre spese correnti dello 0.50%. (3.16% – 0.50%) = 2,66%

Come ben sappiamo i costi degli ETF non sono solamente quelli compresi nella voce TER, ma anche i costi di negoziazione per l’acquisto e la successiva vendita oltre allo spread tra denaro e lettera al momento dell’acquisto stesso (molto contenuto per lo strumento analizzato). Diciamo che arrivare a 2.50% di rendimento a scadenza al netto di questi costi è un attimo. Continua a leggere

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Obbligazioni High Yield ad elevato livello di Colesterolo

cole

Supponete di essere un proprietario di un ristorante molto “in” del centro città. Siete ricercati dai clienti perché offrite pasti certificati salutari accogliendo solo a coloro che dimostrano di avere esami del sangue perfetti. Il cliente arriva, mostra il suo “rating” e se è top lo fate sedere, tutti gli altri fuori a guardare.

L’ambiente riservato mal si concilia però con la crisi e progressivamente i clienti tripla A sono sempre meno; vi trovate perciò di fronte ad una decisione piuttosto difficile, fallire o abbassare le barriere all’ingresso. Optate per la seconda soluzione, ma mese dopo mese la crisi peggiora e per incassare avete bisogno di prendere dentro anche clienti che hanno il colesterolo sopra 200. Il locale si riempie sempre più, il prestigio accumulato in precedenza vi permette di avere prenotazioni anche per il mese successivo.

Tutto procede per il meglio per un po’ di tempo. Piano piano i clienti più affezionati tripla A però si allontanano da voi perché non sentono più esclusivo il locale e soprattutto non sopportano l’odore di quei fritti misti ordinati dalle triple C. Vi ritrovate un locale con pochi clienti sicuri e molti clienti a rischio infarto, esattamente ciò che non volevate qualche anno fa quando avete inaugurato il locale.

Un bel giorno accade il fattaccio. Continua a leggere

Per Non Avere Rimpianti

Continuo a ricevere da parte di alcuni lettori richieste circa la migliore asset allocation da utilizzare in momenti eccezionali come quelli che stiamo vivendo.

I tassi dei Btp a 10 anni  in termini di rendimento netto si stanno avvicinando a quota 0,7% (ricordate sempre che dovete detrarre tassazione del 12,5% sugli interessi, imposta di bollo e commissioni di intermediazione) con un’inflazione che andando sopra lo zero limerebbe ulteriormente il beneficio in termini reali. I tassi sui debiti societari spazzatura (i cosiddetti high yield) europei sono anch’essi su livelli molto compressi ed in termini netti siamo di poco sopra al 1,3%.

Ehi Archeowealth fermati un attimo ma che stai dicendo, l’high yield che rendo poco più del doppio di un Btp? E sì ragazzi mi dispiace ma è così.

Prendete la calcolatrice e sottraete al rendimento medio di un indice high yield europeo (ora il 3,4%) il 26% di tassazione sugli interessi, l’imposta di bollo, costi fissi di negoziazione ed infine il costo di gestione di un fondo o di un Etf. Ora guardate il risultato e tenete conto che siamo stati buoni stimando un TER sul fondo del 1%.

Pensate sia finita qui? E no. Dovete anche sottrarre quella percentuale che si chiama tasso medio di default di cui abbiamo parlato proprio qui pochi giorni fa. Continua a leggere

Quello che dovete sapere prima di investire in High Yield Bond

Il mercato delle obbligazioni ad alto rendimento esercita oggi un fascino ancora più alto a causa dei bassi rendimenti dei titoli di stato. Quando si comprano fondi o Etf high yield si tende sempre a gettare l’occhio sul rendimento a scadenza (YTM) del prodotto, ingolositi da tassi che solo fino a pochi anni fa erano tipici di un Btp o di un Bund.

Mi dispiace ma questo esercizio che fate (se lo fate) è sbagliato perchè manca di un’informazione chiave, anzi due. La prima è quella del tasso medio di default, ovvero di quante società del settore high yield falliscono nell’arco di un anno.

Tanto per fare un esempio, il tasso medio di fallimenti del settore high yield è in netta crescita tra gli emittenti “spazzatura” americani sfiorando a giugno quota 6%. Tradotto, se comprate un fondo con rendimento medio del 6% a scadenza e il tasso medio di default è del 6% correte seriamente il rischio di veder neutralizzate le cedole dai fallimenti. Qui sta la bravura del gestore nel cercare di evitare questo spiacevole inconveniente.

Come ho detto prima anche questa informazione però non è completa. Continua a leggere

Investire nei Bond che Rendono di Più, una Strategia alla Prova della Storia

Libri consigliato per l’estate: Meb Faber – Global Value: How to Spot Bubbles, Avoid Market Crashes, and Earn Big Returns in the Stock Market

Meb Faber – Global Asset Allocation: A Survey of the World’s Top Asset Allocation Strategies (English Edition)

Ringrazio Meb Faber per avermi segnalato un suo recente ed interessante studio sul mercato obbligazionario e che potete scaricare qui.
L’oggetto dell’analisi è come approcciarsi ad un mondo obbligazionario a tassi sempre più bassi cercando di spuntare numeri interessanti nel lungo periodo. Apparentemente la strategia è la più semplice del mondo, comprare i bond con rendimenti più elevati.
Lo so cominciate ad essere perplessi e qualche piccola premessa va fatta. Continua a leggere

Tacco e Punta

rally

Ogni investitore  ha un suo personale profilo di rischio, ma credo che il numero di coloro che indicano un certo momento storico come ideale per investire in azioni tende costantemente ad essere inferiore al 20%…e credo di essere ottimista. Chissà perchè il lamento sulla valutazione di un’azione è sempre molto alto. Quando viene giù tutto sta per arrivare la fine del mondo, quando va su tutto siamo in bolla speculativa.

Come sempre un approccio equilibrato appare la scelta più di buon senso, ma tra il dire e il fare c’è di mezzo tanta incapacità di ammettere che non avremo mai la certezza di sapere cosa succederà domani in borsa. La strategia del tacco punta è applicata nel mondo dei rally con l’obiettivo di mantenere alto il numero di giri, questo per poter inserire la marcia inferiore con il numero adeguato di giri motore senza scomporre il veicolo. Continua a leggere

Investire nei Bond che Rendono di Più, una Strategia alla Prova della Storia

Ringrazio Meb Faber per avermi segnalato un suo recente ed interessante studio sul mercato obbligazionario e che potete scaricare qui.
L’oggetto dell’analisi è come approcciarsi ad un mondo obbligazionario a tassi sempre più bassi cercando di spuntare numeri interessanti nel lungo periodo. Apparentemente la strategia è la più semplice del mondo, comprare i bond con rendimenti più elevati.
Lo so cominciate ad essere perplessi e qualche piccola premessa va fatta. Continua a leggere

Investire Soldi con il Social Lending

Sul sito Kitches.com è stato pubblicato uno studio interessante sul concetto di prestito tra privati o social lending inteso come investimento. Per quello che riguarda questa particolare forma di finanziamento vi rimando qui, ma ovviamente il core business di questa attività è legato al mondo del microcredito. Chi ha disponibilità di somme di denaro piccole (o anche meno piccole) le mette a disposizione di chi richiede denaro in prestito saltando il canale bancario ed affidandosi ad intermediari specializzati ed autorizzati.
Guardandolo dal lato investitore il rendimento offerto da questi strumenti in America oscilla dal 5,3% dei prestiti di alta qualità fino al 13% offerto da coloro che prendono in prestito denaro ma hanno rating creditizi scadenti.
In un mondo affamato di rendimento da reddito fisso questi numeri non possono passare inosservati ed il fatto che questo tipo di investimento non è solo riservato ad istituzionali ma anche a comuni investitori al dettaglio, un po’ di fascino lo esercita. Continua a leggere

Amanti delle Cedole Smarriti Cercano Rendimento

Annata complicata quella del 2015 per gli asset manager americani alle prese con rialzi nei tassi e azionario piatto. Qualunque scelta di portafoglio l’anno passato non vi avrebbe fatto uscire da performance finali molto modeste. Ecco la solita scaletta dei rendimenti degli ultimi 10 anni.

asset class 31.12.2015La tabella successiva ci mostra le performance annue dei principali ETF quotati a New York e, se mai ce ne fosse bisogno, viene confermata la potenza della diversificazione.
Diversificazione di asset, di duration e di rischio credito.

etf fine 2015 Continua a leggere