Il lungo percorso per essere veramente ESG

La ESG mania avanza dirompente. Il marketing finanziario non si è fatto sfuggire la Conferenza Mondiale sul Clima COP26 di Glasgow per ricordare ai risparmiatori di tutto il mondo che la finanza è già attrezzata per combattere il cambiamento climatico.

Investire in maniera sostenibile è ormai diventato un tormentone. Pur riconoscendo la valenza dei principi che stanno alla base di questa filosofia di investimento, chi critica in maniera oggettiva il fenomeno (se sarà una moda passeggera lo capiremo nei prossimi anni) o viene attaccato, o semplicemente viene snobbato.

Poche ore è durata ad esempio l’accusa di una delle autorità monetarie più importanti al mondo, la banca centrale delle banche centrali, ovvero la Banca dei Regolamenti.

All’interno del report trimestrale che la BIS pubblica regolarmente, uno studio  dal titolo “Sustainable finance: trends, valuations and exposure” ha messo in luce tutte le fragilità sulle quali sta poggiando l’attuale collocamento di prodotti “sostenibili”.

Anna Zabai e Sirio Aramonte, i due autori dello studio, si sono chiesti se questa grande attenzione di investitori e gestori verso il tema ESG non stia per caso creando una bolla speculativa in settori fino a poco tempo fa molto marginali e di nicchia.

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