Un Piano di Accumulo Perfetto per Mercati in Discesa (replica)

Visto il momento…è sempre attuale (post di settembre 2015)

Quando i mercati scendono i nervi degli investitori vengono messi a dura prova. Tutti i buoni propositi fatti nella fase iniziale di un investimento scompaiono in un mix di sconforto, delusione e amarezza. Chi legge questo blog sa che non parliamo quasi mai di investimenti di breve termine (per quello ci sono siti dedicati al trading) preferendo impostare i discorsi con un orizzonte di medio e lungo termine, quello dove metodo e disciplina riescono a spingere al massimo la redditività dei nostri risparmi.

Molto spesso i consulenti cercano di “invogliare” gli investitori a mettere denaro sui mercati più rischiosi proponendo i benefici del classico Piano di Accumulo o PAC. Indubbiamente questo è un metodo valido per investire denaro progressivamente attingendo a piccole dosi dal proprio capitale senza preoccuparsi troppo del timing. Ne abbiamo già parlato qui, ma è ovvio che questo tipo di procedura richiede costanza nel tempo sia in termini di denaro investito (se aumentato è meglio ma non sempre è possibile) e soprattutto la forte convinzione di non abbandonare il piano quando le perdite cominciano a diventare consistenti. E’ proprio in quel momento che il PAC lavora al meglio permettendovi di comprare più quote di un fondo azionario grazie al prezzo più basso.

L’acquisto periodico di quote per un importo costante (ad esempio 100 euro ogni mese) è chiamato in America Dollar Cost Average. Esiste però un altro metodo e che in Italia in pochi conoscono e che funziona in modo eccellente e spesso meglio del classico PAC a importo costante. Questa tecnica si chiama Value Averaging e fu ideata negli anni 80 da un professore di Harvard, Michael Edleson. Continua a leggere

Un’intervista di buon senso (replica)

Nel mese di agosto pubblichiamo gli articoli più cliccati dai nostri lettori nel corso degli ultimi 12 mesi. Buona lettura!

Pochi giorni dopo il pesante calo di Wall Street ad inizio febbraio è uscita un’intervista a Lars Kroijer, stimato ex gestore di hedge fund ed autore del libro [(Investing Demystified: How to Invest Without Speculation and Sleepless Nights)] [ By (author) Lars Kroijer ] [March, 2014]. Libro che consiglio a tutti di leggere. Poco pubblicizzato e conosciuto in Italia è veramente ricco di consigli su come investire i proprio soldi.

L’intervista potete leggerla qui http://www.evidenceinvestor.co.uk/sell-off-means-investors-interview-lars-kroijer-13/ ed a mio modo di vedere sintetizza in pieno la semplicità ed il buon senso con cui ognuno di noi dovrebbe investire. Continua a leggere

Un’intervista di buon senso

Pochi giorni dopo il pesante calo di Wall Street ad inizio febbraio è uscita un’intervista a Lars Kroijer, stimato ex gestore di hedge fund ed autore del libro [(Investing Demystified: How to Invest Without Speculation and Sleepless Nights)] [ By (author) Lars Kroijer ] [March, 2014]. Libro che consiglio a tutti di leggere. Poco pubblicizzato e conosciuto in Italia è veramente ricco di consigli su come investire i proprio soldi.

L’intervista potete leggerla qui http://www.evidenceinvestor.co.uk/sell-off-means-investors-interview-lars-kroijer-13/ ed a mio modo di vedere sintetizza in pieno la semplicità ed il buon senso con cui ognuno di noi dovrebbe investire. Continua a leggere

Tre cause di una bolla speculativa

In omaggio al premio Nobel per l’economia Richard Thaler questa settimana il nostro blog ripropone gli articoli nei quali è stato citato l’autore del libro  Nudge. La spinta gentile. La nuova strategia per migliorare le nostre decisioni sul denaro, salute, felicità

Nelle pagine conclusive del libro di Richard Thaler e Cass Sustein si parla di quali sono le cause che portano alla nascita di una bolla speculativa.

Tre sono i fattori citati: razionalità limitata, scarsa capacità di autocontrollo ed influenze sociali.

La razionalità limitata sopraggiunge quando l’ambiente si fa più complicato. Nel libro si citano i mutui; da semplici strumenti a tasso fisso o variabile facilmente analizzabili da ogni cittadino, sono diventati nel corso del tempo delle vere e proprie opere (fatte non sempre bene) di ingegneria finanziaria. Se ci pensiamo accade lo stesso con i prodotti finanziari dedicati all’investimento.

Razionalmente dovremmo prima capire cosa stiamo comprando poi procedere con l’azione. Invece più sale la complessità più ci facciamo travolgere dalle emozioni e diventiamo irrazionali come ben spiegato nel celebre libro di Robert Shiller Euforia irrazionale. Alti e bassi di borsa. Questo non significa che la complessità è un elemento negativo. Innovazione porta anche al progresso e non sempre le cose all’inizio sono semplici. L’importante però è spiegare perchè succede qualche cosa e quali sono le conseguenze nell’abusare di un certo prodotto o servizio.

Alla razionalità limitata si aggiunge la scarsa capacità di autocontrollo. Le tentazioni sono ovunque, dalla finanza allo shopping online. Quando su un piatto d’argento ci viene servita la possibilità di accedere in modo semplice semplice ad un prestito cadiamo nella trappola del tutto subito. Lo stesso vale per le transazioni finanziarie; avere a disposizione un supermercato di prodotti in ogni momento della giornata porta a praticare attività  che ci fanno perdere il controllo travolgendoci in un vortice di iperattività. Perdendo il controllo soteniamo elevati costi diretti (commissioni) ed indirette (potenziali perdite).

Il terzo pilastro che determina una potenziale bolla speculativa sono le influenze sociali. Quante volte i sentito dire hanno influenzato le nostre scelte di investimento? Gli amici si arricchiscono con il trading online comprando azioni tecnologiche e io che faccio, sto fermo? I guru della finanza confermano poi con i loro report quello che mi hanno detto gli amici e io che faccio, non ci credo? Informazioni spesso errate o confuse o fuori luogo confermate da media ed esperti (il luogo comune degli immobili che crescono sempre di prezzo è l’esempio classico) rappresentano il perfetto amplificatore di una bolla speculativa.

Pur esistendo altre concause nella formazione di un bolla speculativa crediamo che l’informazione, la cultura finanziaria, la modesta consapevolezza dei propri limiti , rappresentano alcune delle armi che ciascuno di noi può affilare per evitare di cadere nella prossima trappola.

 

Tre cause di una bolla speculativa

Nelle pagine conclusive del libro di Richard Thaler e Cass Sustein – Nudge. La spinta gentile. La nuova strategia per migliorare le nostre decisioni sul denaro, salute, felicità si parla di quali sono le cause che portano alla nascita di una bolla speculativa.

Tre sono i fattori citati: razionalità limitata, scarsa capacità di autocontrollo ed influenze sociali.

nudge

La razionalità limitata sopraggiunge quando l’ambiente si fa più complicato. Nel libro si citano i mutui; da semplici strumenti a tasso fisso o variabile facilmente analizzabili da ogni cittadino, sono diventati nel corso del tempo delle vere e proprie opere (fatte non sempre bene) di ingegneria finanziaria. Se ci pensiamo accade lo stesso con i prodotti finanziari dedicati all’investimento.

Razionalmente dovremmo prima capire cosa stiamo comprando poi procedere con l’azione. Invece più sale la complessità più ci facciamo travolgere dalle emozioni e diventiamo irrazionali come ben spiegato nel celebre libro di Robert Shiller Euforia irrazionale. Alti e bassi di borsa. Questo non significa che la complessità è un elemento negativo. Innovazione porta anche al progresso e non sempre le cose all’inizio sono semplici. L’importante però è spiegare perchè succede qualche cosa e quali sono le conseguenze nell’abusare di un certo prodotto o servizio.

Alla razionalità limitata si aggiunge la scarsa capacità di autocontrollo. Le tentazioni sono ovunque, dalla finanza allo shopping online. Quando su un piatto d’argento ci viene servita la possibilità di accedere in modo semplice semplice ad un prestito cadiamo nella trappola del tutto subito. Lo stesso vale per le transazioni finanziarie; avere a disposizione un supermercato di prodotti in ogni momento della giornata porta a praticare attività  che ci fanno perdere il controllo travolgendoci in un vortice di iperattività. Perdendo il controllo soteniamo elevati costi diretti (commissioni) ed indirette (potenziali perdite).

Il terzo pilastro che determina una potenziale bolla speculativa sono le influenze sociali. Quante volte i sentito dire hanno influenzato le nostre scelte di investimento? Gli amici si arricchiscono con il trading online comprando azioni tecnologiche e io che faccio, sto fermo? I guru della finanza confermano poi con i loro report quello che mi hanno detto gli amici e io che faccio, non ci credo? Informazioni spesso errate o confuse o fuori luogo confermate da media ed esperti (il luogo comune degli immobili che crescono sempre di prezzo è l’esempio classico) rappresentano il perfetto amplificatore di una bolla speculativa.

Pur esistendo altre concause nella formazione di un bolla speculativa crediamo che l’informazione, la cultura finanziaria, la modesta consapevolezza dei propri limiti , rappresentano alcune delle armi che ciascuno di noi può affilare per evitare di cadere nella prossima trappola.

Leggi anche: Almeno una volta nella vita ci siamo cascati tutti

                         Il selfie finanziario degli italiani

 

Come perdere denaro nel 2017

Il blog inglese Monevator pubblica da un paio di anni a questa parte post in cui “consiglia” come perdere denaro nel nuovo anno che arriva. Ovviamente un titolo che gioca sulle parole e che probabilmente attirerà meno i lettori alla ricerca del numero giusto sulla ruota dei mercati finanziari.

Ma se all’inizio di ogni anno troviamo oroscopi o consigli su come mangiare bene per il resto dell’anno, perché non stilare una lista dei comportamenti virtuosi in ambito di investimento?

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Estrapolando qualcosa da Monevator e aggiungendo qualcosa di nostro, vediamo dunque cosa evitare nell’anno appena iniziato per migliorare il benessere dei nostri investimenti:

  • Abbonarsi a siti internet smaccatamente negativi, pessimisti o ribassisti. Non è negare la realtà, è evitare di cadere nella trappola degli estremi (vi consiglierei di non abbonarvi nemmeno a quelli sempre ottimisti, ma ne vedo pochi in giro).
  • Acquistare libri dai titoli accattivanti. O troppo catastrofici (con parole tipo depressione, stagnazione, bolla, ecc…) oppure troppo tentatori (come diventare ricchi, soldi subito, arricchisciti come Buffett, ecc…).
  • Fare eccessiva movimentazione sul vostro deposito titoli. E’ ormai accertato da studi accademici che troppo trading nuoce alla salute dei vostri soldi. I costi sono certi, i risultati sono incerti e spesso negativi (ricordate sempre che la finanza è un gioco a somma zero, anzi peggio di zero).
  • Mediare al ribasso o vendere al rialzo. E’ un classico, ma la tentazione di mettersi in tasca 100 Euro di utile guadagnato in un paio di settimane è forte. Quando gli stessi 100 Euro se ne stanno andando difficile ammettere l’errore e allora via a rincarare la dose mediando al ribasso.

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Investire Con Buon Senso anche su Facebook!

face

Come il 2016, anche il 2017 parte con una novità per il nostro blog.

L’anno scorso l’esordio su Twitter,  quest’anno sbarchiamo anche su Facebook.

Cercate semplicemente Investire con Buon Senso su Facebook, oppure cliccate sul banner   laterale del  blog dedicato alla nostra pagina Facebook; da quel momento sarete aggiornati in tempo reale sui post del blog, ma anche sui Tweet giornalmente inseriti su Twitter.

Buona lettura!

Per dormire sonni tranquilli

sonno

Si parla tanto e giustamente della scarsa educazione finanziaria degli italiani, ma a mio parere non serve a molto trasmettere a forza qualche concetto a studenti e / o lavoratori se questo non si intreccia con una maggiore cultura relativa alla pianificazione finanziaria.

Tutti quanti abbiamo fatto un corso di scuola guida studiando anche il motore. Per questo possiamo dire di conoscere i pericoli che corriamo quando guidiamo un’automobile? Per questo possiamo dire di sapere esattamente come utilizzare al meglio il nostro mezzo motorizzato? No, anche perché spesso e volentieri in Italia il concetto di educazione legato a materie diverse da quelle classiche (vedi l’inglese o l’informatica a scuola tanto per fare unlo esempio) è spesso legato ad una volontà politica di sentirsi con la coscienza a posto lasciando poi ai singoli la capacità di approfondire. Ecco allora che fioriscono corsi privati di inglese per bambini o di informatica per adulti proprio per l’inadeguatezza passata e presente di educare con uno sguardo verso il futuro.

Finirà così anche con l’educazione finanziaria visto che il presupposto è evitare che il risparmiatore si faccia coinvolgere in truffe o raggiri e non insegnare al risparmiatore come pianificare ed investire al meglio il proprio denaro. Vedremo cosa accadrà, anche se meglio qualche cosa piuttosto che nulla. Continua a leggere

Prima o poi Risparmiate!

In un articolo di un mese fa apparso qui, un asset manager di Wells Fargo indicò in 26 dollari la settimana il risparmio che avrebbe consentito ad un Millennials di diventare milionario.

Ne abbiamo già parlato qui e qui, ma sarebbe sempre opportuno andare nel dettaglio dei numeri per spiegare meglio dei concetti che appaiono parecchio esoterici.

Detta così un giovanissimo “credulone” accantona il minimo indispensabile (ovvero i famosi 26 Dollari la settimana) per poi ritrovarsi a 60, 65 o 70 anni con cosa? Nessuna certezza, questo è sicuro. Quel numero magico 1 milione di Euro è stato generato con un ipotesi di rendimento che immagino assomiglino molto al 8,73%  annuo che ho ottenuto per deduzione.

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Dopo 50 anni di investimento (quindi se avete 20 anni e versate 1.352 Dollari o Euro all’anno) disporrete di 1 milione di Euro. Ma siamo sicuri che l’8,7% non è un numero un po’ troppo ambizioso alla luce dei rendimenti di bond e delle valutazioni delle azioni attuali? Questo numero andrebbe poi decurtato da inflazione e tasse, ed ecco che nel giorno magico in cui andrò a scartare il pacco la sorpresa sarà amara. Continua a leggere