Pagare per perdere soldi (la vera storia dei fondi obbligazionari di oggi)

Post non molto lungo quello di oggi ma che credo possa servire come spunto di riflessione a chi ancora oggi sta pagando fior di quattrini per investire i propri soldi in strumenti che non offriranno rendimenti in modo matematicamente certo nei prossimi 5-10 anni.

Come investire i propri soldi in questo momento di mercato non è semplice soprattutto per chi ha una propensione al rischio bassa.

La BCE riaprirà il QE forse tagliando ancora i tassi in un contesto che si fa sempre più delicato con un’inflazione attesa in Europa che non supera lo 0,5%, in Italia come in Germania.

Non sto a ripetermi sull’importanza del controllo dei costi su ogni tipo di investimento ma su quelli obbligazionari ancora di più.

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Illusione Volontaria

houdiniI tassi sui mercati obbligazionari oggi sono molto bassi, in alcuni casi negativi. Questo è il caso anche delle emissioni italiane più classiche (Bot e Btp) che fino alle scadenze a 2 anni offrono rendimenti inferiori allo zero. Coloro che sulle obbligazioni hanno costruito i loro portafogli di investimento per decine di anni lamentano l’eccezionalità del momento che impedisce loro di estrarre una rendita dal proprio capitale.

Wikipedia indica l’illusione come una distorsione di una percezione sensoriale causata dal modo in cui il cervello normalmente organizza ed interpreta le informazioni che riceve.

Questo è quello che è successo in questi ultimi 15 anni, sul mercato obbligazionario italiano, ma non solo. L’investitore riceveva cedole “nominalmente” positive del 2%, 3% o anche 4% illudendosi di ottenere un guadagno o ancora meglio illudendosi di aumentare la sua ricchezza.

La realtà è che l’investitore italico non è mai stato abituato ad affiancare al rendimento nominale di un bond quel numeretto che rema contro e che si chiama tasso di inflazione. Il risultato sono i tassi reali, ovvero quanto effettivamente in termini di potere d’acquisto accresco il mio capitale grazie all’investimento. Continua a leggere

Con un Esempio il Rialzo dei Tassi non fa così Paura

Interessante simulazione fatta sul WSJ da Allan Roth. Come sempre è molto facile fare esempi quando la pancia è piena, molto più complicato quando si è nel mezzo della tempesta, ma questo pezzo mi sembra azzeccato.
Quello che trovo interessante è la casistica reale dell’esempio. L’autore dell’articolo infatti ha simulato i risultati total return da 1 a 10 anni di un fondo “intermediate bond” assumendo come livelli di partenza del 2,3% nel rendimento a scadenza con una duration di 5,6 anni. Ovviamente lo scenario è quello di rialzo dei tassi. Continua a leggere

Conoscere i Mercati: Obbligazionario Global Aggregate

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Uno degli errori che frequentemente si verificano tra gli investitori è quello di indirizzare il proprio denaro verso una serie di strumenti consigliati da terzi o consulenti, oppure scovati in rete prendendo spunto da qualche analisi di mercato, o ancora estratti da articoli di giornale. Spesso però la decisione non è supportata da una corretta ponderazione dell’impatto  che questi strumenti avranno sul nostro portafoglio globale di investimento e soprattutto sulla sua diversificazione. Con questo post proseguiamo una serie di analisi  sintetiche che possano quanto meno favorire una presa di coscienza maggiore di quello che state facendo quando comprate un ETF o un fondo a replica passiva di un benchmark.
Questa settimana l’analisi viene effettuata sull’indice Global Aggregate Bond replicato dall’ETF db-X Trackers. Continua a leggere