L’Asset Allocation di ArcheoWealth (Update 3°trimestre 2017)

Consueto aggiornamento trimestrale del portafoglio di Archeowealth partito ufficialmente, come i nostri lettori più affezionati ben sanno, a gennaio 2015 con una dotazione di 50 mila Euro.

La nostra volontà era quella di mostrare ai lettori che è possibile costruire portafogli efficienti anche con importi modesti. Realizzato tramite strumenti a replica passiva (ETF), l’obiettivo è quello di minimizzare il costo dell’investimento con al massimo una decina di strumenti compresi all’interno del portafoglio.

Alla fine del secondo trimestre 2017 il montante era di poco superiore ai 57.300 Euro con una performance del 2,38%.

Alla fine del terzo trimestre 2017 la performance del 2017 sale ancora al 2,77% per un montante di oltre 57.500 Euro.

A tre mesi dalla fine dell’anno superiamo il 15% di performance dall’inizio di questa singolare corsa con un sentito ringraziamento a quel costo complessivo di 0,26% che rende il portafoglio particolarmente low cost ma efficiente. Continua a leggere

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L’Asset Allocation di ArcheoWealth (Update 2°trimestre 2017)

Consueto aggiornamento trimestrale del portafoglio di Archeowealth partito ufficialmente, come i nostri lettori più affezionati ben sanno, a gennaio 2015 con una dotazione di 50 mila Euro.

La nostra volontà era quella di mostrare ai lettori che è possibile costruire portafogli efficienti anche con importi modesti. Realizzato tramite strumenti a replica passiva (ETF), l’obiettivo è quello di minimizzare il costo dell’investimento con al massimo una decina di strumenti compresi all’interno del portafoglio.

Alla fine del primo trimestre 2017 il montante era di poco superiore ai 57.500 Euro in quella che definimmo una performance eccezionale (+2.8%) considerate le premesse della partenza e la durata temporale di appena tre mesi trascorsi.

Non siamo stati smentiti ed il mercato ha richiesto indietro una parte tutto sommato non così significativa di performance. Al giro di boa dell’anno arriviamo così con una performance del 2.38% ed un montante di poco superiore ai 57.300 Euro.  Diventa così +14.5% l’apprezzamento del capitale dalla partenza di questo investimento nel 2015, risultato al netto di costi quantificabili in 0.27% annuo.

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L’Asset Allocation di ArcheoWealth (Update 1°trimestre 2017)

Consueto aggiornamento trimestrale del portafoglio di Archeowealth pubblicato ufficialmente, come i nostri lettori più affezionati ben sanno,a gennaio 2015 con una dotazione di 50 mila Euro.

La nostra volontà era quella di mostrare ai lettori che è possibile costruire portafogli efficienti anche con importi modesti. Realizzato tramite strumenti a replica passiva (ETF), l’obiettivo è quello di minimizzare il costo dell’investimento con al massimo una decina di strumenti compresi all’interno del portafoglio.

A fine 2016 il montante di capitale investito era salito a 56 mila Euro.

archeo

Grazie al buon andamento dei mercati finanziari (soprattutto azionari) è diventato alla fine del primo trimestre 2017 di poco superiore ai 57.500 Euro. Una performance trimestrale al netto dei costi che segna +2,87%, percentuale che su base annua ci farebbe andare ben oltre quei 5,7% e 5,8% (sempre netto commissioni di gestione e intermediazione) collezionati rispettivamente nel 2015 e 2016.

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Alla Faccia del Mordi e Fuggi

Prudential  ha di recente pubblicato uno studio piuttosto interessante che ancora una volta mette all’angolo il cosiddetto fai da te. Studio che abbraccia un arco temporale molto vasto di 20 anni (1995-2015) e che si basa sul destino di un investimento da 10 mila dollari fatto l’1 gennaio 1995 sulla borsa americana S&P500. Attenzione perché in questo ventennio ci sono state due bear market devastanti e due crisi dei paesi emergenti mica da ridere.

Dunque, con il più classico dei “compra e tiene” o buy and hold come dicono gli anglofoni, 10 mila dollari investiti nel 1995 si sono trasformati in 48.250$ per un rendimento annuo composto del 8,19%. Ricordo che siamo sempre al lordo di tasse, di inflazione e commissioni di intermediazione.

Bene, togliendo i 10 migliori giorni (che coloro che si sentono dei fenomeni sicuramente sapranno già dirmi quali sono per i prossimi 20 anni…) ci saremmo trovati alla fine con esattamente la metà dei soldi (24.079$) per un rendimento annuo del 4,49%. Già qui cominciate a capire che togliendo tasse, commissioni e inflazione il rischio è quello di vedere evaporare parecchio di questo numero. Continua a leggere

Qualche Pillola di Buon Senso

Sempre molto interessante la “Guide to Retirement” pubblicata ogni anno J.P. Morgan sul proprio sito.
Vi consiglio di andarvi a vedere tre slides in particolare che secondo me possono essere oggetto di riflessione da parte di ogni risparmiatore.
La prima a pagina 5, è quella chiamata dalla banca d’affari americana “The retirement equation”. In questa specie di sistema solare trovate tutti i concetti già espressi sul blog. Ciò che potete controllare (risparmio e spese oltre al grado di rischio del portafoglio), ciò che è completamente fuori dal vostro controllo (rendimento dei mercati ed altri elementi di politica economica e fiscale), infine ciò su cui avete una qualche margine di controllo (benessere fisico ma soprattutto lavoro e crescita professionale e salariale). Come ben sapete, la consapevolezza di questi elementi basici è un punto importante per partire nello stilare un piano di investimento. Continua a leggere

Usare le Emozioni per Valutare le Azioni

In momenti di tensione finanziaria come quelli che stiamo vivendo le pillole di buon senso che fornisce Jason Zweig sul suo libro Il piccolo libro che salva i tuoi soldi. Come avere la meglio su mercati rischiosi, sui truffatori e su voi stessi possono tornare molto utili.

Con riferimento specifico al mercato azionario Zweig ricorda come sono le nostre emozioni a rappresentare uno dei miglior strumenti a costo zero per valutare un’azione e soprattuto il suo ritorno futuro. Quando pensate che i guadagni azionari saranno generosi anche in futuro (e soprattutto vi sentite tranquilli circa il fatto che l’investimento azionario è l’unico possibile, aggiungo io), le delusioni sono dietro l’angolo ed è probabile che i prezzi sono destinati a scendere. Quando il mondo vi sembra prossimo alla fine, allora le azioni sono probabilmente convenienti. Continua a leggere

Perchè il Rapporto Prezzo Utili non Serve a Chi fa Investimenti di Breve Periodo

Molto spesso si leggono sui giornali commenti circa le valutazioni dei mercati azionari. Noi abbiamo trattato l’argomento pochi giorni fa. Si medita se il mercato è caro oppure conveniente. Per fare questo ragionamento gli analisti utilizzano il Price Earnings, ovvero il classico rapporto prezzo utili che ci aiuta a capire se stiamo entrando sul mercato a prezzi interessanti o troppo surriscaldati.
E se vi dicessi che utilizzare il P/E per valutare quanto un indice azionario è conveniente non serve a nulla? Se dobbiamo semplicemente utilizzare il rapporto prezzo utili come misura capace di indicare a noi investitori se entro 12-24 mesi la nostra scelta risulterà vincente è proprio così. Continua a leggere

Sei un giovane investitore? Allora spera in un bel rialzo dei tassi…

Questo post è il seguito di “Sei un giovane investitore? Allora spera in un bel crash dei mercati” scritto nei primi mesi di vita del blog. Oggi giorno con tassi di interesse pari a zero sui titoli di stato italiani ed europei a breve scadenza la grande preoccupazione è quella di dover sopportare perdite in conto capitale su titoli a scadenza più lunga nel momento in cui i tassi saliranno. Dal punto di vista finanziario questo è vero, veniamo da decadi con tassi di interesse in calo, ma siamo sicuri che la scelta giusta è rimanere fuori dal mercato? Ovviamente sarebbe meglio investire al 4% o al 5%, ma le condizioni che ci offre il mercato sono queste e le due alternative che abbiamo sono attendere un ritorno a livelli ben più interessanti di quelli attuali o investire subito.
Grande stagnazione, demografia in declino, deflazione tecnologica, non so se da soli questi temi servono per giustificare decine di anni davanti a noi di tassi molto bassi, ma siccome in finanza tutto può succedere è sempre meglio avere un buon piano di investimento da portare avanti rendendolo adattabile ad ogni situazione. Continua a leggere