Qualche Pillola di Buon Senso

Sempre molto interessante la “Guide to Retirement” pubblicata ogni anno J.P. Morgan sul proprio sito.
Vi consiglio di andarvi a vedere tre slides in particolare che secondo me possono essere oggetto di riflessione da parte di ogni risparmiatore.
La prima a pagina 5, è quella chiamata dalla banca d’affari americana “The retirement equation”. In questa specie di sistema solare trovate tutti i concetti già espressi sul blog. Ciò che potete controllare (risparmio e spese oltre al grado di rischio del portafoglio), ciò che è completamente fuori dal vostro controllo (rendimento dei mercati ed altri elementi di politica economica e fiscale), infine ciò su cui avete una qualche margine di controllo (benessere fisico ma soprattutto lavoro e crescita professionale e salariale). Come ben sapete, la consapevolezza di questi elementi basici è un punto importante per partire nello stilare un piano di investimento. Continua a leggere

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Usare le Emozioni per Valutare le Azioni

In momenti di tensione finanziaria come quelli che stiamo vivendo le pillole di buon senso che fornisce Jason Zweig sul suo libro Il piccolo libro che salva i tuoi soldi. Come avere la meglio su mercati rischiosi, sui truffatori e su voi stessi possono tornare molto utili.

Con riferimento specifico al mercato azionario Zweig ricorda come sono le nostre emozioni a rappresentare uno dei miglior strumenti a costo zero per valutare un’azione e soprattuto il suo ritorno futuro. Quando pensate che i guadagni azionari saranno generosi anche in futuro (e soprattutto vi sentite tranquilli circa il fatto che l’investimento azionario è l’unico possibile, aggiungo io), le delusioni sono dietro l’angolo ed è probabile che i prezzi sono destinati a scendere. Quando il mondo vi sembra prossimo alla fine, allora le azioni sono probabilmente convenienti. Continua a leggere

Perchè il Rapporto Prezzo Utili non Serve a Chi fa Investimenti di Breve Periodo

Molto spesso si leggono sui giornali commenti circa le valutazioni dei mercati azionari. Noi abbiamo trattato l’argomento pochi giorni fa. Si medita se il mercato è caro oppure conveniente. Per fare questo ragionamento gli analisti utilizzano il Price Earnings, ovvero il classico rapporto prezzo utili che ci aiuta a capire se stiamo entrando sul mercato a prezzi interessanti o troppo surriscaldati.
E se vi dicessi che utilizzare il P/E per valutare quanto un indice azionario è conveniente non serve a nulla? Se dobbiamo semplicemente utilizzare il rapporto prezzo utili come misura capace di indicare a noi investitori se entro 12-24 mesi la nostra scelta risulterà vincente è proprio così. Continua a leggere

Sei un giovane investitore? Allora spera in un bel rialzo dei tassi…

Questo post è il seguito di “Sei un giovane investitore? Allora spera in un bel crash dei mercati” scritto nei primi mesi di vita del blog. Oggi giorno con tassi di interesse pari a zero sui titoli di stato italiani ed europei a breve scadenza la grande preoccupazione è quella di dover sopportare perdite in conto capitale su titoli a scadenza più lunga nel momento in cui i tassi saliranno. Dal punto di vista finanziario questo è vero, veniamo da decadi con tassi di interesse in calo, ma siamo sicuri che la scelta giusta è rimanere fuori dal mercato? Ovviamente sarebbe meglio investire al 4% o al 5%, ma le condizioni che ci offre il mercato sono queste e le due alternative che abbiamo sono attendere un ritorno a livelli ben più interessanti di quelli attuali o investire subito.
Grande stagnazione, demografia in declino, deflazione tecnologica, non so se da soli questi temi servono per giustificare decine di anni davanti a noi di tassi molto bassi, ma siccome in finanza tutto può succedere è sempre meglio avere un buon piano di investimento da portare avanti rendendolo adattabile ad ogni situazione. Continua a leggere

L’Asset Allocation di ArcheoWealth (Bilancio 2015)

Siccome all’epoca dei due post “L’asset allocation di Archeowealth” e “l’asset allocation di Archeowealth (aggiornamento)” avevo ottenuto diversi riscontri di interesse da parte dei lettori, credo sia giusto farvi sapere com’è andata quest’annata difficilissima per chi deve costruire portafogli di investimento.

Sicuramente la chiusura dell’anno è al di sopra delle attese di rendimento che avevo stimato a gennaio 2015.

Il +5,7% di performance raggiunta in 12 mesi è un risultato soddisfacente ottenuto con una volatilità di 10 punti ed un tasso di inflazione annuo dello 0,1% che perciò lima il rendimento reale al 5,6%. Al netto della tassazione fiscale il risultato finale è stato del 4,1%; considerando che un BTP italiano a 10 anni rendeva il 31 dicembre 2014 l’1,6% al lordo di tasse ed inflazione, c’è di che essere soddisfatti. Continua a leggere

Gli investimenti inglesi degli ultimi 115 anni

In questo post ho cercato di dare una spiegazione al perché le analisi che spesso trovate nel blog sono incentrate su borsa e bond americani. La semplicità di reperire fonti storiche affidabili e soprattutto uniformi (stessi indici) è alla base del ragionamento. Quando però si trovano in rete delle ricerche ex USA che possono allargare lo sguardo ad altri paesi sono ben contento di condividerle. Approfitto a questo proposito di un bel post di Monevator  il quale a sua volta riprende un recente studio di Barclays. Continua a leggere