Aumentare la propria ricchezza in due semplici mosse

RICCHI IN POCHE MOSSE

Titolo che in apparenza sembra ridurre in modo semplicistico un esercizio che milioni di consulenti finanziari, gestori di fondi, guru dell’economia, cercano di fare con fatica enorme ogni giorno.

Se però usciamo un attimo dall’esercizio di come investire i nostri soldi per diventare ricchi, ma ci focalizziamo su quali sono i due elementi che modificano la nostra bilancia della ricchezza, capiamo subito che l’esercizio non è complesso.

Leggi anche: 9 Euro al giorno per 65 anni vi renderanno (forse) milionari

Si diventa più ricchi aumentando le entrate e diminuendo le uscite. Tutto qui.

Qualcuno sorriderà, altri chiuderanno questo articolo prima di andare avanti, ma se ci pensiamo bene basta fare in modo che questa differenza tra entrate ed uscite ogni anno risulti positiva. Indipendentemente da come andranno i mercati finanziari risulteremo più ricchi anno dopo anno. E considerando che i tassi obbligazionari in Europa stanno a zero (o sottozero), anche solo l’1% di risparmio in più vi offrirà un rendimento migliore dell’attuale panorama dei bond a basso rischio.

Aumentare le entrate non è facile, ma si può sempre provare. Lavoro e rendite finanziarie o immobiliari possono essere due fonti importanti.

Ridurre le uscite non è facile, ma se non siamo già in una situazione di povertà, basta pensare a quante cose inutili compriamo ogni settimane per semplificare e di parecchio questa complessità. Continua a leggere

Annunci

Diario di un papà investitore

Un paio di anni fa ho deciso di cominciare ad accantonare un po’ di risparmi per i miei figli, ma mi accorsi fin da subito che il quadro che avevo intorno non era molto confortante. Pur avendo (credo) una cultura finanziaria medio elevata non riuscivo a trovare nessun prodotto che potesse soddisfare le mie esigenze.

Stavo facendo quell’errore che accomuna la maggior parte degli investitori non professionisti, partivo dal fondo (ovvero i prodotti) invece che dall’inizio (gli obiettivi).

Decisi così di mettere in fila tutto quanto pensando per quale motivo accantonavo i soldi e quali obiettivi i miei figli avrebbero potuto soddisfare  con quei soldi. Fatto questo esercizio cominciai a pensare a quanto potevo realmente accantonare per non compromettere il tenore di vita della famiglia e quale rendimento nominale netto era ragionevole attendersi da un investimento di questo tipo. Infine arrivai alla chiusura del cerchio con la scelta degli strumenti che avrebbero composto la mia asset allocation ideale. La parola d’ordine fin da subito è sempre stata semplicità. Continua a leggere

Una Semplice Monetina

1 euro

Molto spesso quando ci troviamo in mano delle monetine tendiamo a non associare ad esse il valore che realmente contengono. Un Euro lo associamo al carrello della spesa oppure alla mancia data al barista o alla paghetta di un bambino per un lavoro svolto in casa.

Avete mai provato a chiedervi con 1 Euro risparmiato al giorno dove potreste arrivare? Certamente se tenuto dentro un salvadanaio non vi darà grande soddisfazioni, ma sappiate che monetina dopo monetina passati 40 anni avrete disponibili 14.600 Euro al lordo dell’inflazione.

Se però utilizzerete la stessa saggezza che avete avuto nel mettere da parte quel soldino e investirete a fine anno quei 365 Euro raccolti sui mercati azionari, ad un tasso di rendimento annuo del 5%  fra 40 anni quelle monetine si saranno trasformate in 44 mila Euro. Wow!

A volte piccoli gesti insignificanti racchiudono tesori che neanche immaginate e sono certo che da domani guarderete con occhio diverso quell’Eurino appoggiato sul portaoggetti della vostra auto.

Quali sono i Giorni Migliori per un PAC?

Qual’è il giorno di borsa più performante dell’anno? E qual’è il giorno ideale per avviare un Piano di Accumulo?

Ovviamente non esistono verità assolute, ma statistiche di lunghissimo periodo quelle sì ed il sempre ottimo Ryan Detrich ci offre una tabella riepilogativa molto esaustiva.

PERFORMANCE PER GIORNATE DAL 1928

Non disponiamo di percentuali “bulgare”, ma certamente possiamo notare come fare acquisti o avviare Piani di Accumulo nei primi sei giorni del mese non rappresenta una scelta statisticamente vincente.

Viceversa tra i giorni 18 e 23 del mese esiste una leggera evidenza statistica a sfavore dei mercati azionari che potrebbe perciò essere idealmente preso come periodo temporale più indicato nel quale farsi addebitare le rate dei PAC.

Immaginare uno Scenario Realistico di Rendimento

Molto spesso su questo blog abbiamo citato le aspettative di rendimento come una componente fondamentale per investire correttamente il proprio denaro. Troppo spesso si parte con ambizioni eccessive per poi ritrovarsi dopo qualche settimana, mese o anno a fare retromarcia perché delusi dai ritorni offerti dal mercato.
Quando si accantona del denaro per motivi vari (investimento, previdenza, studio dei figli, ecc…) si deve cercare di capire fin da subito quanto dobbiamo risparmiare per raggiungere un obiettivo per poi calarci nella realtà e stabilire quanto effettivamente possiamo mettere da parte ogni mese/anno. E’ controproducente vivere il risparmio come un sacrificio e per questo non bisogna mai alzare troppo l’asticella rispetto al tenore di vita corrente. Continua a leggere

Un Piano di Accumulo Perfetto per Mercati in Discesa

Quando i mercati scendono i nervi degli investitori vengono messi a dura prova. Tutti i buoni propositi fatti nella fase iniziale di un investimento scompaiono in un mix di sconforto, delusione e amarezza. Chi legge questo blog sa che non parliamo quasi mai di investimenti di breve termine (per quello ci sono siti dedicati al trading) preferendo impostare i discorsi con un orizzonte di medio e lungo termine, quello dove metodo e disciplina riescono a spingere al massimo la redditività dei nostri risparmi.

Molto spesso i consulenti cercano di “invogliare” gli investitori a mettere denaro sui mercati più rischiosi proponendo i benefici del classico Piano di Accumulo o PAC. Indubbiamente questo è un metodo valido per investire denaro progressivamente attingendo a piccole dosi dal proprio capitale senza preoccuparsi troppo del timing. Ne abbiamo già parlato qui, ma è ovvio che questo tipo di procedura richiede costanza nel tempo sia in termini di denaro investito (se aumentato è meglio ma non sempre è possibile) e soprattutto la forte convinzione di non abbandonare il piano quando le perdite cominciano a diventare consistenti. E’ proprio in quel momento che il PAC lavora al meglio permettendovi di comprare più quote di un fondo azionario grazie al prezzo più basso.

L’acquisto periodico di quote per un importo costante (ad esempio 100 euro ogni mese) è chiamato in America Dollar Cost Average. Esiste però un altro metodo e che in Italia in pochi conoscono e che funziona in modo eccellente e spesso meglio del classico PAC a importo costante. Questa tecnica si chiama Value Averaging e fu ideata negli anni 80 da un professore di Harvard, Michael Edleson. Continua a leggere

Mi Aspetto che…

La questione delle aspettative di rendimento che ogni investitore nutre verso ciò che acquista sul mercato è una delle variabili meno controllabili dai consulenti finanziari che esista (assieme ovviamente all’andamento dei mercati stessi) semplicemente perché sono in continuo movimento.

Partendo dal presupposto che nessuno vuole perdere soldi è altrettanto evidente che nelle fasi di rialzo tutti si sentono più tranquilli e confortati nell’acquistare avendo paradossalmente aspettative di rendimento superiori a quelle che si dovrebbero nutrire in una fase di mercati in declino. Paradossalmente perché è logico che quotazioni più basse matematicamente alzano le aspettative, mentre nella mente umana quotazioni più basse vengono tradotte in “diventeranno ancora più basse” abbassando le aspettative stesse.

Ma quali sono i luoghi comuni (veri) che accompagnano la maggioranza degli investitori a livello di aspettative? Continua a leggere