Storia dei bond americani in 100 secondi

  1. Tempo, Cronometro, Orologio, Ora, Minuto

Da alcune settimane gli analisti di Age Italia che curano il rapporto Forex Portfolio, stanno pubblicando una serie di approfondimenti molto interessanti su come investire in titoli obbligazionari in Dollari (qui trovate un esempio).

I focus sono stati effettuati sui cosiddetti titoli steepener che scommettono sull’inclinazione della curva dei rendimenti, sui TIPS indicizzati all’inflazione e sui titoli a tasso fisso su svariate scadenze.

Oltre ad analizzare l’andamento delle curve di rendimento sottostanti e del Dollaro americano,  a presentare  suggerimenti operativi con titoli ed ETF utili a replicare questi tipi di investimento (soprattutto TIPS, tasso fisso e floating rate), gli analisti hanno prodotto dei back test molto interessanti.

In poche righe vengono elencati rendimenti, volatilità, drawdown e tante altre interessanti statistiche di lungo periodo che coinvolgono uno degli investimenti più liquidi al mondo.

Naturalmente il rapporto di Age Italia è a pagamento e su questo blog non possiamo riprodurre integralmente i contenuti per ovvie ragioni di diritto d’autore. Su gentile concessione di uno dei curatori di Forex Portfolio condividiamo però volentieri alcuni spunti interessanti relativi ai back test. Continua a leggere

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La tecnica della scala per i bond

La parola ladder in inglese significa scala e proprio la scalettatura di un investimento obbligazionario è una delle strategie migliori per evitare di subire passivamente un eventuale rialzo dei tassi di interesse nei prossimi mesi o anni.

Sappiamo che la duration di un investimento ha una valenza quasi pari a quella del rendimento (ne abbiamo parlato qui), soprattutto nella fase di consapevolezza del rischio che stiamo correndo quando investiamo.

Se intendiamo portare a scadenza un’obbligazione o pensiamo di mantenere per 10-15 anni un fondo obbligazionario o un Etf allora non ci sono problemi di capitale, lo recupererete certamente, ma se queste non sono le nostre finalità o se vogliamo essere in grado di sfruttare in modo più consistente un rialzo dei tassi il laddering è la vostra strategia.

Premessa, il cosiddetto bond ladder non si fa con fondi o ETF. Servono singole obbligazioni. Fidelity ha pubblicato una sorta di linee guida per coloro che decidono di adottare questa strategia.

La tabella, seppur in inglese, non ha bisogno di grandi presentazioni.

ladder
Fonte Fidelity.com

Si comprano 5 bond con scadenze intervallate di 2 anni e poi si rinnova quello arrivato a scadenza con uno a scadenza più lunga a 10 anni. In questo modo si riducono i costi di transazione (il rimborso solitamente non si paga) e soprattutto si acquista una scadenza lunga con rendimenti probabilmente più elevati tramite l’incasso dell’obbligazione arrivata a scadenza. Continua a leggere

Barbell, una Strategia di Buon Senso per i Prossimi Anni

Le due strategie che preferisco quando investo in obbligazioni sono le cosiddette strategie Laddering e Barbell . Mentre la prima si basa sulla tecnica dei gradini (diversificare il portafoglio obbligazionario con varie scadenze), la seconda, detta anche del Bilanciere, si basa sulla tecnica degli estremi, ovvero investire una buona fetta del denaro (idealmente tra il 70% e l’80%) in titoli a scadenze ravvicinate (entro 1 anno) ed il residuo in titoli a lunga scadenza (da 10 anni in su).

BARBELL
Ovviamente non sappiamo che strada prenderanno i tassi nei prossimi anni però vi conviene scegliere tra queste due tecniche se non vorrete avere spiacevoli sorprese. Se infatti mettete tutta la posta in duration molto basse rischiate di incamerare rendimenti zero o addirittura negativi dal punto di vista nominale per diversi anni qualora la condizione attuale andasse avanti per diverso tempo; viceversa se mettete tutta la posta in scadenze lunghe per catturare rendimento rischierete di accumulare perdite di prezzo (e di opportunità visto che non potrete reinvestire) se i tassi saliranno.
Ho perciò voluto fare un test ed applicare la tecnica Barbell ad un periodo temporale, quello 1934-1981, che include uno scenario simile a quello attuale. Nel 1949 i tassi decennali americani chiusero l’anno con un rendimento del 2,19% mentre i T-Bill a 3 mesi erano al 1,10%, in rialzo dopo essere stati sotto zero dal 1935 al 1948. Continua a leggere