Avete visto il market timing?

trading

Post dedicato agli amanti del market timing ed a coloro che pensano di essere più furbi degli altri sul mercato finanziario.

Lo ripeto, nel breve periodo (e parlo anche di mesi) esistono ottimi analisti/trader capaci di battere il mercato. Personalmente e per conto terzi, anche una piccola parte del mio patrimonio è affidata ad un genere di crescita (rischiosa) potenziale di questo tipo. Piccola parte per un rischio sopportabile, parole da ripetere all’infinito perchè qui non stiamo parlando di investimento, ma di speculazione.

Il lungo periodo è però un’altra cosa e non credo esista nessuno in grado di prevedere il futuro andamento dei mercati finanziari.

Ricordando sempre che la finanza è un gioco a somma zero (anzi peggio), credo molto utile ricordare cosa succede cercando di evitare le fasi discendenti del mercato e contemporaneamente inseguire l’utopia di prendere, ovviamente, solo il buono.

Siccome nessuno ha la sfera di cristallo, il rischio è quello di far parte del drappello di coloro che si perdono per strada i migliori 30 giorni delle borse.

market
https://www.fidelity.com/viewpoints/investing-ideas/strategies-for-volatile-markets

E ricordate sempre che indietro non si torna!

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Buy and Hold oppure Momentum?

Su questo blog cerchiamo la massima obiettività di analisi e quindi cerchiamo di pubblicare commenti ad analisi o articoli che in un certo senso vanno in direzione opposta a quella che spesso indichiamo come corretta pratica di investimento.

Oggi ad esempio ci fa piacere citare questo articolo http://www.investresolve.com/blog/using-time-series-momentum-to-intentionally-miss-the-best-months-yes-really/ .

Premesso che ogni back test lascia il tempo che trova visto che informazioni e condizioni sono diverse in ogni momento storico (quindi non siamo in grado di sapere come si sarebbero comportati gli operatori a quel tempo se avessero avuto accesso alle condizioni di oggi), quello presentato in questa analisi è interessante perché mette a confronto il classico buy and hold con il market timing, due argomenti spesso trattati su questo blog.

Nello specifico vengono evidenziati i vantaggi di una corretta pratica di market timing basata sul momentum rispetto al classico e poco sexy buy and hold. Chi vi scrive è d’accordo su una gestione parzialmente attiva delle asset allocation (comprare asset a sconto con ottica di lungo periodo non è mai una cattiva idea se si mantiene dritta la barra della diversificazione),  ma alla fine di tutto bisognerebbe chiedersi se un operatore (che sia professionale o no) è in grado di sostenere questa attività in modo metodico e ripetitivo per tanto tempo ed a quali costi. Continua a leggere

Pillole di Esperienza Finanziaria

pillole

Il blog di Lance Roberts è sempre fonte interessante a cui attingere. Nelle scorse settimane l’advisory americano ha pubblicato delle linee guida di investimento che racconta di aver appreso negli ultimi 30 anni di carriera. Ognuno potrà fare le considerazioni del caso ma ecco uno stralcio dell’elenco con a seguire i commenti del sottoscritto:

  • Investire non è una competizione. L’invidia è una brutta bestia e troppo spesso si fanno confronti con i risultati degli altri. Quando investiamo i nostri soldi non dobbiamo arrivare prima o dopo i nostri amici o colleghi di lavoro, dobbiamo centrare i nostri obiettivi, punto!
  • Le emozioni non devono trovare spazio quando si investono soldi. Se siete dei romantici o dei sognatori o pensate che lo vostre sensazioni creeranno valore, rischiate grandi delusioni e i vostri soldini hanno alte probabilità di cambiare padrone.
  • Le valutazioni di mercato sono degli indicatori di timing scadenti. No comment è corretto sia lato obbligazionario che azionario.
  • Fondamentali e dati economici guidano le decisioni di investimento di lungo periodo, la paura e l’euforia quelle di breve. Anche su questo poco da dire se non che dovete sforzarvi di capire che razza di investitore siete. Troppo pauroso? Troppo aggressivo? Siate onesti ed investite di conseguenza senza sforzarvi di essere diversi.

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La paura dell’alta quota

Inutile negarlo. Ognuno di noi quando si trova di fronte a mercati azionari prossimi a dei massimi storici ha titubanza nell’acquistare. Temiamo non solo di perdere soldi, ma anche di fare la figura dei fessi entrati sul top del mercato.

Per fortuna nella maggior parte dei casi non è così altimenti saremmo tutti quanti investitori congelati in attesa del domani. I numeri li fornisce il sempre ottimo blog www.awealthofcommonsense.com

La tabella seguente mostra il numero di volte in una decade in cui la borsa americana ha realizzato massimi storici. La percentuale sul totale delle rilevazione rende ancora meglio l’idea, ma due sono le considerazioni.

La prima. Ci sono decadi di bull market travolgenti ed altre di stagnazione.

La seconda. Non necessariamente un massimo storico è destinato a rimanere isolato anche nelle decadi più fiacche.

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1 Volta su 2 i Prezzi delle Azioni Salgono Durante una Recessione Economica

Libro consigliato per l’estate: Michael Mauboussin – L’investitore saggio. Viaggio nell’imprevedibilità dei mercati

Dal 1926 gli Stati Uniti hanno visto in media una recessione ogni 59 mesi mentre ad oggi siamo a quota 80 mesi dall’ultima variazione negativa di Pil. Durante le fasi intercorse fra due recessioni in media la borsa americana è salita del 111% ora siamo sopra al 140%. Tutto farebbe pensare che “stiamo prendendo a prestito tempo” e forse è così. Ma come disse anni fa l’economista Paul Samuelson “The stock market has forecast nine of the last five recessions” (in italiano il mercato azionario ha previsto nove delle ultime cinque recessioni), segno che il mercato non sempre azzecca le previsioni catastrofiche e che non tutti i bear market sfociano in recessioni. Ne abbiamo già discusso qui. Continua a leggere

Onde Sismiche

Post molto banale e di pochi contenuti, ma credo efficace.

Ora ditemi voi che differenza c’è tra questo

 

e questo

eurostox

Sapete cosa rappresentano le barre rosse del grafico?

Sono le variazioni percentuali giornaliere dal 2000 ad oggi dell’indice azionario europeo Eurostoxx50.

Nessuna differenza con il sismografo del terremoto vero?

Capacità di prevedere oggi i terremoti in anticipo molto poche, se non nulle.

Capacità di prevedere l’andamento dei mercati giorno per giorno molto poche, se non nulle.

Come gli esperti di terremoti si affidano alle probabilità (e questo libro che vi consiglio di Nate Silver Il segnale e il rumore. Arte e scienza della previsione  vi spiega come), anche gli investitori non hanno altra scelta se non affidarsi alle statistiche del passato cercando di catturare le migliori opportunità proittandole in modo ragionevole nel futuro.

Nessun risultato garantito, nessuna scommessa a rischio contenuto, nessun guru previsore.

Come i terremoti arrivano e basta, i mercati si muovono in modo casuale ogni giorno. Tagliandi e manutenzioni varie ai portafogli sono necessarie, aggiustamenti anche in base a particolari eventi di mercato (tipo il regalone che ci ha fatto la Brexit in un giorno), ma il cuore del nostro portafoglio deve andare avanti rispettando i nostri obiettivi ed il nostro profilo di rischio, senza farci distrarre dal rumore di fondo delle costanti onde sismiche che avvolgono i mercati ogni giorno.

Leggi anche: Investitore non gambler

La Lezione della Brexit

BREX

In altre occasioni abbiamo parlato di “lezioni”  che eravamo in grado di ricavare da eventi straordinari sui mercati. Il collasso cinese dell’estate scorsa o la rivalutazione a sorpresa del Franco svizzero. La Brexit è però un evento talmente importante e dagli esiti imprevedibili che sarebbe presuntuoso cercare di trarre delle conclusioni così a caldo. Come abbiamo però espresso opinioni (speriamo) di buon senso prima cerchiamo di farlo anche adesso in un momento decisamente storico.

Il popolo britannico ha deciso di uscire dalla UE. Almeno democraticamente parlando è così. Il 52% ha deciso di farlo ed il 48% invece era contrario. Un paese quindi estremamente spaccato a livello regionale con Scozia, Irlanda del Nord e Londra favorevoli, ma per motivi che non c’entrano nulla con l’interesse della nazione. Scozia e Irlanda a questo punto potranno cercare l’indipendenza con la scusa di voler tornare nella UE, Londra rappresenta la grande finanza mondiale alla quale del popolo inglese interessa poco o nulla.

L’infografica mostra chiaramente quello che è successo. Continua a leggere

Pochi Vincenti ma Buoni, Pareto Docet

pareto

Il celebre provider di indici azionari MSCI, ha pubblicato sul suo blog  un interessante studio in cui viene scomposta la performance dell’indice Msci All Country World in variazione da prezzo e variazione da dividendo, tutto questo dal 1994 al 2015.

Come si vede dal grafico che riportiamo qui sotto, il ragionamento che viene fatto solitamente da chi acquista Etf o fondi “High Dividend”  in chiave esclusivamente difensiva per timore di una correzione dei mercati azionari, ha poco senso.

msci dividendFonte: Msci Continua a leggere