La parabola del broker di Baltimora

Businessman, Success, Hand, Write

  • La parabola del broker di Baltimora è una storia americana molto illuminante per chi approccia il mondo degli investimenti
  • Un racconto che può tranquillamente essere traslato ai giorni nostri su quei tanti fondi di investimento che periodicamente le case di investimento cercando di vendere come perfetti per il nostro profilo di rischio
  • Pianificare gli investimenti in modo diversificato spendendo poco è un ottimo modo per tenere lontane quelle proposte un pò modaiole, complesse e costose che non accrescono il benessere finanziario dei nostri soldi

Nel mondo della finanza americana esiste una parabola piuttosto famosa che anche gli investitori italiani dovrebbero conoscere. Avevo già letto qualcosa del genere anni fa, ma grazie al libro di Jordan Ellenberg – I numeri non sbagliano mai,  ho piacevolmente riscoperto questa storia molto educativa.

Ho pensato di condividere un estratto del libro con i lettori del blog.

La parabola è quella del broker di Baltimora e tanti di voi sono convinto si ritroveranno in un modo o nell’altro in quello che questo racconto ci dirà sul mondo degli investimenti finanziari.

Buona lettura. Continua a leggere

Il Bello della Rottamazione

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C’è da scommettere che nuovi venti di crisi finanziaria porteranno le case di investimento a fare la cosa più ovvia del mondo con tutti quei fondi che, per politiche di gestione errate o semplicemente perché arrivati alla fine del loro “ciclo produttivo”, di fatto non incontrano più il gradimento del consumatore – investitore. Una bella ritoccatina alla vetrina, nuovi gadget e piano piano si mettono nella pattumiera fondi che di fatto non hanno speranza di vita. Peccato che su quei prodotti tanti investitori ci hanno creduto pagando fior di commissioni per anni.

Come ci dice Vanguard i fondi che vanno in liquidazione sono prodotti che nella maggior parte dei casi anche prima della scomparsa erano diventati una sorta di relitti spaziali vaganti. Circa il 75% degli stessi infatti non era più in grado di produrre extrarendimento rispetto al benchmark di categoria (la linea dello zero nella tabella).

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Cosa chiedersi quando si Compra un Fondo a Gestione Attiva

Mornginstar ha recentemente pubblicato sul suo sito internet americano 5 consigli, o meglio 5 domande che ogni investitore in fondi a cosiddetta gestione attiva dovrebbero porsi prima di acquistare, consigli condivisibili da parte nostra e di buon senso. Vediamoli nel dettaglio.

1) Quanto mi costa avere a disposizione un prodotto a gestione attiva? Guardate sempre la voce di Spesa Totale del fondo (TER) sul KIID ed avrete la risposta. Prendendo il parametro medio americano (meno oneroso di quello italiano) i fondi azionari costano mediamente l’1.32% e quelli obbligazionari lo 0,99%. Fatta questa comparazione fra simili, procedete alla comparazione con i prodotti a replica passiva. Prendete un qualsiasi ETF generico, confrontante il tutto e otterrete il “costo” della gestione attiva.

Leggi anche: Come farsi regalare un auto dal vostro piano di investimento

2) Quanto è veramente attivo il gestore? Continua a leggere

E’ il momento degli Smart Beta

E’ il momento degli Smart Beta non c’è che dire. Sui blog americani queste due parole troneggiano come anche le due parole ROBO-Advisors. Come già abbiamo discusso qui gli emittenti di ETF vogliono essere più appetibili agli occhi di investitori attirati dalle luccicanti promesse della gestione attiva dei fondi. Ed ecco che nella sezione azionario Style cominciano a farsi vedere ETF Value, Momentum, Cape, Size, ecc…

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Un bell’articolo di Burton Malkiel  l’autore di A spasso per Wall Street. Tutti i segreti per investire con successo ci spiega come anche in questo caso siamo di fronte ad un fenomeno di marketing più che di efficienza. Intanto un appunto sulla definizione “Smart Beta”. Continua a leggere