Perchè acquisterò un ETF Multifactor

cestaI fattori o “factor” all’inglese, altro non sono che strategie di investimento basate su regole molto rigide le quali mirano a selezionare in modo automatico titoli azionari con determinate caratteristiche.

Si va dal fattore “Quality” a quello “Size”, passando da quello “Value” per arrivare al “Momentum” fino al Min Volatility. Ovviamente ne esistono anche altri, ma quattro di questi cinque sono presenti all’interno della gamma di ETF Multifactor commercializzati da iShares (qui trovate ad esempio la scheda della versione Europe, ma esistono anche quelli USA e World).

Ogni fattore ha le sue caratteristiche peculiari. Scegliendo il Quality cercheremo società con bilanci solidi (ROE, utili, debito,ecc…). Con il Size ci porteremo in casa sostanzialmente delle small cap. Attraverso il Value società con indici di convenienza fondamentale ottimali (prezzo/utili, prezzo/valore contabile, ecc…). Con il Min Volatility società tendenzialmente meno volatili e rischiose di tutto il restante listino.

Purtroppo la scelta di un singolo fattore presuppone una scommessa. Va benissimo inserire un fattore all’interno di un portafoglio per aumentare la diversificazione. Va meno bene se ci affidiamo ad esso  per coprire l’intero azionario mondiale o europeo o americano, solamente perchè crediamo che le azioni value faranno bene da qui ai prossimi 20 anni.

Il difetto di questa scelta sta proprio nell’incapacità  che ognuno di noi ha di prevedere il futuro. Continua a leggere

Promesse Mantenute

Abbiamo già analizzato in altre occasioni pregi e difetti di alcuni Etf cosiddetti smart beta, ma riteniamo interessante annotare il loro comportamento in seguito al verificarsi di eventi cruciali. La Brexit lo è e allora abbiamo deciso di mettere a confronto l’andamento di alcuni Etf smart beta di iShares (a cui abbiamo aggiunto il Cape di Ossiam). Il confronto è tarato ovviamente su un Etf che genericamente riproduce l’Msci Europe.

La tabella mostra piuttosto agevolmente come nei momenti di particolare tensione il prodotto che seleziona le azioni a minima volatilità ne escono vincenti. Ridotta infatti del 40% la perdita rispetto al prodotto investito nell’indice generico. Addirittura leggermente migliore la performance dell’Etf di Ossiam che mira ad utilizzare come strategia quella di selezionare i titoli più convenienti seguendo la regola del Cape di Shiller. Continua a leggere

ETF Smart Beta, Maneggiare con Cura

In questo post avevamo visto quale è stato il comportamento dei cosidetti ETF Smart Beta durante la fase correttiva del mercato. Abbiamo avuto delle risposte e delle conferme, ma questa marketing mania che sta coinvolgendo tutto il mondo degli ETF rischia come sempre di fare molti danni occultando i potenziali benefici.
Il punto centrale in ogni tipo di investimento è che non esiste quello buono per tutte le stagioni. Investire in azionario americano piuttosto che europeo o emergente o legato alle small caps può portare a risultare a risultati migliori, peggiori o neutrali.
Quello che vedete qui sotto è stato l’andamento degli ultimi 10 anni per asset class. Il mosaico colorato è molto mosso e chi è stato il migliore un anno spesso scala nella parte bassa della classifica l’anno successivo. Ecco perché si predica la diversificazione e non la scommessa. Nessuno ha la sfera di cristallo e sapere l’anno dopo dove si collocherà in classifica un certo di investimento è una pura utopia.

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Tornando ai nostri ETF Smart Beta, Vanguard ha pubblicato uno studio  molto interessante Continua a leggere