Il maledetto lungo periodo

Poche settimane fa Morningstar ha pubblicato un interessante articolo  in cui veniva evidenziato come la rischiosità delle obbligazioni è molto più elevata di quello che pensa la maggior parte degli investitori.

Vero e falso commenta il vostro autore.

Vero perché tutte le due tabelle successive dimostrano, numeri alla mano, che l’obbligazionario ha fatto perdere denaro agli investitori con una frequenza maggiore rispetto all’azionario. Falso perché credo che la maggior parte delle persone non hanno a loro disposizione periodi di tempo così lunghi come quelli indicati nell’analisi. Quindi ci sta che l’obbligazionario rappresenti una solida fonte di reddito per investitori prudenti o avanti con gli anni.

Ma andiamo a scoprire i punti essenziali di questo articolo.

La prima tabella mostra il rendimento annualizzato di azioni e bond americani suddiviso per decade dal 1871 al 2016.

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Fonte: Morningstar

Gli anni’30 e gli anni 2000 sono stati quelli a più basso contenuto di rendimento per l’azionario, ma attenzione perché subito dopo vengono tre decadi in cui il rendimento più basso è stato realizzato proprio dai bond.

Ma andiamo alla seconda tabella, quella su cui si focalizza Morningstar e che misura i rendimenti annui per decade ma in termini reali, ovvero depurati dall’inflazione. Continua a leggere

Piano di Investimento Consapevole

I rendimenti futuri rappresentano incertezza, il risparmio che investiamo periodicamente sul mercato rappresentano certezza. Su questi due elementi si giocano spesso le simulazioni dei pianificatori finanziari, ma purtroppo per motivi di spazio, di tempo e di marketing molti professionisti del settore tendono a semplificare eccessivamente il risultato finale della loro analisi.

Supponiamo di versare sempre la stessa cifra di denaro al mese per n anni. Oppure supponiamo di ottenere un rendimento medio del x% per i prossimi 30 anni. Peccato che non sempre la vita ci permette di versare lo stesso ammontare di denaro nel nostro Piano di Accumulo (frequenti sono le interruzioni causa emergenze o semplicemente panico da perdita). Peccato poi che i rendimenti non si muovono in modo lineare. Un anno guadagniamo il 30%, l’anno dopo perdiamo il 20% e l’anno dopo ancora perdiamo un altro 10%. I nervi vengono messi alla prova ed il piano di investimento pure.

Se tutto procedesse in modo piatto e regolare come descritto anche nei nostri post, investire sarebbe l’esercizio più semplice del mondo. La nave lascia il porto e tranquillamente arriva a destinazione. Invece gli ostacoli sono tanti e pur non potendo sapere a priori quanti, quali e quando arriveranno questi pericolim sarebbe molto più belllo sapere che tipo di  viaggio ci aspetta.

Ringrazio l’amico Tyler di Portfoliocharts.com per avermi dato la possibilità di utilizzare pubblicamente il grafico che vi riporto di seguito. Si tratta del più classico dei 60/40 (60% azioni – 40% obbligazioni tutte made in USA) a partire dal 1972.

6040 Continua a leggere

Un Percorso Unico ed Irripetibile

100$ 30 anniQuello che sembra un intreccio di fili di lana che si sta srotolando velocemente altro non è che la crescita a 30 anni di 100$ per ogni anno di investimento a partire dal 1926 fino ai giorni nostri.
La fonte è l’ottimo blog TheIrrilevantInvestor e l’autore, Michael Batnick, vuole mettere giustamente a fuoco come gli orizzonti che si trova di fronte un investitore nell’arco di 30 anni sono molto vari e, soprattutto, molto ampi in termini di risultati potenziali

La tabella illustra chiaramente il concetto. Continua a leggere

Regole Basilari per Costruire un Piano di Investimento Realistico

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Abbiamo parlato diverse volte di quanto importante sia per ogni investitore definire fin da subito un piano di investimento basato su aspettative di rendimento realistiche. Come il valore e il tipo di investimenti, anche le aspettative possono cambiare nel corso del tempo. Proprio per questo motivo credo sia un errore grande come una casa far partire un processo di piano di accumulo o investire subito sul mercato i propri risparmi seguendo una certa asset allocation con la convinzione che queste scelte rappresentino il punto finale del processo di investimento.

Al contrario (e a questo servono e serviranno i consulenti finanziari umani) è necessario fare tagliandi regolari all’asset allocation (ribilanciando oppure modificando gli asset sui quali si investe) come alle aspettative di rendimento.

In quest’ultimo caso si possono adottare diverse metodologie. Prendere i dati del passato e proiettarli nel futuro, prendere le valutazioni offerte dal mercato e proiettarle nel futuro o ragionevolmente mediare le due cose (la mia preferita). Continua a leggere

Cape e Price / Book Value, Due Ottimi Strumenti per Generare Aspettative di Rendimento ad Alta Probabilità di Successo

Interessante “paper” della casa di ricerca tedesca StarCapital che mette chiarezza su pregi (ma anche limiti) delle capacità previsionali di alcuni indicatori fondamentali di valutazione azionaria.
L’autore dell’ottima ricerca, Norbert Keimling, dopo una serie di analisi basate su dati storici che partono dal 1881 per le borse americane e dal 1979 per gli altri indici azionari mondiali, indica nel Cape di Shiller e nel rapporto Price / Book Value (prezzo valore di libro) i migliori elementi di supporto per creare ragionevoli aspettative di rendimento in un periodo compreso tra i 10 e i 15 anni.
Confermata l’assoluta irrilevanza di questi numeri nel definire aspettative di rendimento di breve periodo mentre, seppur con tassi di variabilità comunque accettabili, è possibile avere delle stime accurate di cosa può ritornare un indice azionario a 2/3 lustri. Continua a leggere

Tempo a Disposizione

Quando vengono presentati i rendimenti annui del mercato azionario americano la reazione classica di un qualsiasi investitore è quella di trovarsi di fronte ad un casinò dai risultati assolutamente casuali.

distribuzione rendimentiNon si fatica a comprendere questa sensazione anche perché, nonostante un maggior numero di punti al di sopra della linea dello zero, quando si investono soldi le perdite sono più dolorose dei guadagni.
Se però gli stessi numeri li mettiamo in forma tabellare già la prospettiva cambia. Continua a leggere

Con un Esempio il Rialzo dei Tassi non fa così Paura

Interessante simulazione fatta sul WSJ da Allan Roth. Come sempre è molto facile fare esempi quando la pancia è piena, molto più complicato quando si è nel mezzo della tempesta, ma questo pezzo mi sembra azzeccato.
Quello che trovo interessante è la casistica reale dell’esempio. L’autore dell’articolo infatti ha simulato i risultati total return da 1 a 10 anni di un fondo “intermediate bond” assumendo come livelli di partenza del 2,3% nel rendimento a scadenza con una duration di 5,6 anni. Ovviamente lo scenario è quello di rialzo dei tassi. Continua a leggere