2018 anno di perdite su tutto? Possibile…

Il 2018 è un anno seriamente a rischio di  chiusura negativa sugli indici azionari ed obbligazionari. In termini di performance trimestrali rolling è già accaduto quest’anno che bond ed azioni vantassero performance negative e Vanguard puntuale ha fornito una serie di riscontri statistici interessanti focalizzati sul mercato americano proprio su queste due asset class.

Negli ultimi 30 anni  (+ primo trimestre 2018) gli indici Msci Usa e Bloomberg Barclays US Aggregate Bond sono stati monitorati nelle loro chiusure mensili. In 363 il bilancio mensile negativo per l’azionario è arrivato 126 volte (34% dei casi), mentre per l’obbligazionario 112 volte (il 31% dei casi). Stupiti vero dal fatto che equity e bond hanno avuto la medesima frequenza di perdite mensili? Continua a leggere

Carramba che sorpresa!

Oggi proviamo a fare un gioco che credo possa aiutare tutti a capire quanto la nostra mente tende ad irrigidirsi nel tempo su certi pre concetti o su determinati elementi trascurandone altri tremendamente importanti per i nosti soldi.

Ok, cominciamo precisando che la fonte numerica è il sempre ottimo sito di Vanguard.

Se vi mostrassi la prima tabella cosa scegliereste per i vostri investimenti.

In un mondo finanziario in cui tutti vogliono controllare la volatilità non ho dubbi sulle scelte della maggior parte di voi soprattutto in questo momento.  D’accordo, dipende ovviamente dalla vostra propensione al rischio, ma messa giù così in momenti come oggi in cui i prezzi di certi mercati azionari e di certi mercati obbligazionari sono elevati, credo che molti di voi sceglierebbero il cash . I più preparati e competenti ( o come va di modo dire adesso negli ambienti fighetti della consulenza finanziaria, “skillati”…bleah, un insulto alla lingua italiana) naturalmente ci dicono che le azioni nel lungo periodo pagano il rischio; questo è vero come dimostra la seconda tabella.

Ora però la stessa tabella la ripropongo, ma con i numeri depurati dall’inflazione, quindi rendimenti reali. Continua a leggere

Carramba che sorpresa!

Oggi proviamo a fare un gioco che credo possa aiutare tutti a capire quanto la nostra mente tende ad irrigidirsi nel tempo su certi pre concetti o su determinati elementi trascurandone altri tremendamente importanti per i nosti soldi.

Ok, cominciamo precisando che la fonte numerica è il sempre ottimo sito di Vanguard.

Se vi mostrassi la prima tabella cosa scegliereste per i vostri investimenti.

In un mondo finanziario in cui tutti vogliono controllare la volatilità non ho dubbi sulle scelte della maggior parte di voi soprattutto in questo momento.  D’accordo, dipende ovviamente dalla vostra propensione al rischio, ma messa giù così in momenti come oggi in cui i prezzi di certi mercati azionari e di certi mercati obbligazionari sono elevati, credo che molti di voi sceglierebbero il cash . I più preparati e competenti ( o come va di modo dire adesso negli ambienti fighetti della consulenza finanziaria, “skillati”…bleah, un insulto alla lingua italiana) naturalmente ci dicono che le azioni nel lungo periodo pagano il rischio; questo è vero come dimostra la seconda tabella.

Ora però la stessa tabella la ripropongo, ma con i numeri depurati dall’inflazione, quindi rendimenti reali. Continua a leggere

Che Mestiere Difficile quello di Gestore di Fondi

In diverse occasioni abbiamo citato come i costi rendono fin da subito penalizzata qualsiasi tipo di gestione finanziaria a gestione attiva. Se la finanza è un gioco a somma zero, la finanza attiva (intesa come fondi) è un gioco a somma peggiore di zero. Nei giorni scorsi sul sito Bloomberg  è però apparso uno studio (Heaton,Polson,Witte) in cui si affianca al concetto dei costi anche quello della gestione attiva la quale rende nella maggior parte dei casi perdenti i gestori.
Questa teoria è spiegata con un esempio molto semplice. Consideriamo di avere un paniere di 5 azioni. L’indice colleziona un +18%, con 4 azioni che fanno +10% ed una che fa +50%. Questa divaricazione si basa sul fatto che i migliori (o peggiori) componenti di un indice tendono ad ottenere risultati nettamente diversi rispetto alla media, in meglio o in peggio. Continua a leggere

Le Perdite Non Sono Tutte Uguali

I nervi degli investitori sono messi alla prova molto più spesso di quello che pensiamo ed è per questo motivo che una buona programmazione di lungo periodo, abbinata a fisiologiche opere di ribilanciamento di portafoglio, aumentano notevolmente le possibilità di ottenere un rendimento percentuale in grado di soddisfare gli obiettivi che ogni investitore ha fissato nella propria mente.

loss
Dal sito di Meb Faber Research abbiamo una eccellente indicazione statistica di cosa è successo ad un classico portafoglio bilanciato 60% azioni 40% obbligazioni in termini di drawdown (perdita dai massimi).

Per ogni investitore l’atteggiamento mentale verso la discesa del prezzo di un proprio investimento è molto più negativo rispetto alla salita. Se investiamo 50€ e dopo 1 anno ci troviamo con 100€ allora metabolizziamo un guadagno di 50€. Ma se successivamente da 100€ il nostro portafoglio perde di valore fino a 80€ si tende a dimenticare il valore di partenza di 50€ (e quindi il guadagno di 30€), mentre mentalmente metabolizziamo una perdita di 20€ rispetto al massimo valore raggiunto in precedenza a 100€.

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Le Perdite Non Sono Tutte Uguali

I nervi degli investitori sono messi alla prova molto più spesso di quello che pensiamo ed è per questo motivo che una buona programmazione di lungo periodo, abbinata a fisiologiche opere di ribilanciamento di portafoglio, aumentano notevolmente le possibilità di ottenere un rendimento percentuale in grado di soddisfare gli obiettivi che ogni investitore ha fissato nella propria mente.

loss
Dal sito di Meb Faber Research abbiamo una eccellente indicazione statistica di cosa è successo ad un classico portafoglio bilanciato 60% azioni 40% obbligazioni in termini di drawdown (perdita dai massimi).

Per ogni investitore l’atteggiamento mentale verso la discesa del prezzo di un proprio investimento è molto più negativo rispetto alla salita. Se investiamo 50€ e dopo 1 anno ci troviamo con 100€ allora metabolizziamo un guadagno di 50€. Ma se successivamente da 100€ il nostro portafoglio perde di valore fino a 80€ si tende a dimenticare il valore di partenza di 50€ (e quindi il guadagno di 30€), mentre mentalmente metabolizziamo una perdita di 20€ rispetto al massimo valore raggiunto in precedenza a 100€.

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