I piani finanziari non saranno MAI precisi

 

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Quando si investe in portafogli  azionari diversificati è opportuno stimare un rendimento atteso su un certo orizzonte temporale.

L’esercizio non serve per definire un obiettivo di x % fra y anni da realizzare a tutti costi pena il fallimento del progetto.

L’esercizio serve per capire con quale rischio e con quanti mezzi è possibile avvicinarsi al nostro obiettivo di capitale avendo pronto un piano B qualora qualcosa andasse storto sui mercati finanziari.

Come ben sappiamo il rendimento di un investimento azionario (ma non solo quello) non è controllabile dall’investitore. Abbiamo visto come su 10 o 20 o 30 anni le oscillazioni possono essere importanti e deviare in modo considerevole dalle medie storiche.

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Quando il Rischio diventa Obbligatorio

I tempi cambiano e forse anche l’industria del risparmio gestito (soprattutto quella che ruota attorno ai fondi pensione/assicurazioni) dovrà cambiare mentalità, questo appare inevitabile alla luce dei recenti andamenti dei mercati finanziari.

Le promesse fatte negli anni passati in termini di rendimento atteso (o garantito) per centrare determinati obiettivi di rendita nella fase post lavorativa in cui si potranno godere i frutti dell’accumulazione precedente, difficilmente potranno essere mantenute. Anche assumendosi più rischi appare veramente dura rispettare “promesse” che i fondi pensione americani quantificano ancora in percentuali di rendimento del 7/8% annuo. Ovviamente la stima di rendimento è un qualcosa di soggettivo, ma poi deve essere rispettata. Quando ci si accorge che erano solo promesse il tempo è scaduto, game over. Continua a leggere