Cosa NON fare con i soldi investiti per il futuro dei vostri figli

Torno dalla vacanze  oltre Manica e su Milano Finanza di lunedì 2 settembre vedo il titolo di copertina che recita: “Cari genitori, nonni, zii, dieci investimenti per una vera pensione ai vostri figli e nipoti”. E’ mio, mi sono detto pronto ad una avida lettura.

Incuriosito ho deciso di entrare a spron battuto in questo speciale dedicato a come impostare un piano di investimento corretto per il futuro dei propri eredi. Mi aspettavo (lo ammetto) qualcosa di diverso. Al di là del preambolo fatto di se, ma o forse sulle future norme previdenziali e sull’ipotetica aspettativa di vita, la parte conclusiva della sezione 1 mi ha fornito conferma di quanto ancora indietro siamo nell’educazione finanziaria in Italia.

Corretta la premessa dell’allungamento di orizzonte temporale, ma quando MF mi cade sull’opportunità di puntare su grandi trend secolari per diversificare il portafoglio e non farsi guidare dall’emotività cadono le braccia.

Prima domanda chi ci dice che demografia, sicurezza, robotica, energie rinnovabili saranno i trend dominanti a livello finanziario nei prossimi anni? E se non fosse così si può tornare al VIA e ricominciare come a Monopoli? No! Continua a leggere

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Nasdaq 6000

Il Nasdaq Composite ha superato negli ultimi giorni quota 6000 punti. A marzo del 2000 il massimo di prezzo dell’indice fu 5132 punti. Rispetto a quel livello siamo quindi poco più di 20 punti percentuali sopra il che, sommando i dividendi (il famoso total return), porta l’utile totale dell’investimento in valuta locale Dollaro a +42%. Annualizzato abbiamo un rendimento annuo composto del 2.1% lordo tasse, lordo inflazione, lordo imposte di bollo, lordo eventuali commissioni di gestione su fondi/Etf. Vi sembrano numeri da bolla speculativa in corso questi? Suvvia siamo seri, al massimo possiamo parlare di bollicina da acqua frizzante.

Se pensiamo che tutto questo è stato ottenuto in 17 anni, la delusione di chi ha avuto la sfortuna di mettere denaro in quel momento è ovviamente elevata. E il famoso premio al rischio nel lungo termine per le azioni?

Portiamo  indietro le lancette del tempo al 3 novembre 2016, prima dell’elezione di Trump. Alla chiusura di quella sera la performance di prezzo sul Nasdaq Composite comprato a marzo 2000 era del +2% assoluto che in versione total return diventava +20%; in termini annui 1.1%.

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Grafici della settimana

Mercati azionari che non mollano un centimentro, mercati obbligazionari in ripresa così come l’oro. Insomma qui per ora nessun perde soldi…

Il primo grafico di questa settimana è quello del Dax tedesco, massimo storico ad un soffio. Ed è sempre colpa dell’Euro…

Dax Germania

 

Ma anche i bond tedeschi non scherzano ed il Bund a 30 anni minaccia di tornare sotto l’1%. Sempre colpa dell’Euro.

Bund 30 anni

Impazza intanto la PIR mania in Italia. Guardando ad un ipotetico e non garantito beneficio fiscale dei Piani Individuali di Risparmio (ovviamente conseguibile solo con plusvalenze), gli investitori se ne infischiano allegramente delle quotazioni facendo a spallate per arrivare prima. Il grafico che segue rappresenta l’ETF di Lyxor Mid Cap ora diventato PIR. Guardate nella parte bassa i volumi.  Ogni altra parola è superflua.

Lyxor ETF PIR – Fonte Borsa Italiana

Piani Individuali di Risparmio (PIR), cominciamo a conoscerli

pir

Rimando al solito pungente articolo di Mario Seminerio sul blog Phastidio.

Questo è il link al post e c’è veramente poco da aggiungere.

Capitalizzazione composta e diversificazione sono e saranno sempre due concetti chiave per l’investitore, anche quando il marketing vi farà luccicare gli occhi con i PIR. Buona idea quella dei Piani  Individuali di Risparmio che credo nel tempo andrà perfezionata ed allargata come nelle realtà anglosassone. A trovare cose positive possiamo almento dire…qualcosa si muove nella foresta pietrificata del risparmio gestito italiano.

Buona lettura.