Il dolore di una perdita (replica)

In una situazione di mercati azionari volatili come quella attuale riprendere qualche articolo di finanza comportamentale rispolverato dall’archivio non fa mai male…Buona lettura.

stress

Di fronte alle perdite ogni investitore ha un suo modo di reagire. Chi con disappunto, chi accettando la sconfitta, chi imprecando la legge di Murphy, chi il mercato che non fa quello che dovrebbe fare. Ma tutti quanti abbiamo in comune un fattore, quello di essere molto più sensibili alle piccole o grandi perdite rispetto ai piccoli o grandi guadagni. Continua a leggere

Piano di Investimento Consapevole

I rendimenti futuri rappresentano incertezza, il risparmio che investiamo periodicamente sul mercato rappresentano certezza. Su questi due elementi si giocano spesso le simulazioni dei pianificatori finanziari, ma purtroppo per motivi di spazio, di tempo e di marketing molti professionisti del settore tendono a semplificare eccessivamente il risultato finale della loro analisi.

Supponiamo di versare sempre la stessa cifra di denaro al mese per n anni. Oppure supponiamo di ottenere un rendimento medio del x% per i prossimi 30 anni. Peccato che non sempre la vita ci permette di versare lo stesso ammontare di denaro nel nostro Piano di Accumulo (frequenti sono le interruzioni causa emergenze o semplicemente panico da perdita). Peccato poi che i rendimenti non si muovono in modo lineare. Un anno guadagniamo il 30%, l’anno dopo perdiamo il 20% e l’anno dopo ancora perdiamo un altro 10%. I nervi vengono messi alla prova ed il piano di investimento pure.

Se tutto procedesse in modo piatto e regolare come descritto anche nei nostri post, investire sarebbe l’esercizio più semplice del mondo. La nave lascia il porto e tranquillamente arriva a destinazione. Invece gli ostacoli sono tanti e pur non potendo sapere a priori quanti, quali e quando arriveranno questi pericolim sarebbe molto più belllo sapere che tipo di  viaggio ci aspetta.

Ringrazio l’amico Tyler di Portfoliocharts.com per avermi dato la possibilità di utilizzare pubblicamente il grafico che vi riporto di seguito. Si tratta del più classico dei 60/40 (60% azioni – 40% obbligazioni tutte made in USA) a partire dal 1972.

6040 Continua a leggere

Cosa è Succeso ad un Portafoglio Ben Diversificato nel 2015?

Cosa è successo ad un portafoglio bilanciato e ben diversificato nel 2015? Qual’è stato il suo andamento negli ultimi 30 anni di storia? Una risposta prova a darcela Ryan Detrich sul sito Seeitmarket.com.

Come si vede dalla tabella seguente, investire nel 2015 il 50% dei propri soldi sui mercati azionari (americani), il 25% in bond (TNote Usa a 10 anni), il 10% in Commodities e tenere il 15%  in liquidità, avrebbe fornito un rendimento negativo di mezzo percentuale (qui ovviamente non è presente il rischio cambio essendo tutto investimento in Dollari).

2015 ptf 50 azioni 25 bond 10 comm 15 cashAlcune considerazioni. Continua a leggere

Portafoglio 60/40 e Contributori di Rendimento

Partiamo da un primo dato. Sulla borsa americana (e per chi si chiede perché usiamo sempre questa per favore leggete qui) dal 1928 al 2014 un portafoglio investito al 60% in azioni e al 40% in bond ha ritornato mediamente l’8,46% annuo. Di questa performance il 70% arriva da azioni, il 30% da obbligazioni.

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Un primo spunto di rilievo è quindi questo. Nonostante un peso del 60% nell’asset allocation l’azionario è stato in grado di generare performance per un 70%. Continua a leggere

Il dolore di una perdita

stressDi fronte alle perdite ogni investitore ha un suo modo di reagire. Chi con disappunto, chi accettando la sconfitta, chi imprecando la legge di Murphy, chi il mercato che non fa quello che dovrebbe fare. Ma tutti quanti abbiamo in comune un fattore, quello di essere molto più sensibili alle piccole o grandi perdite rispetto ai piccoli o grandi guadagni. Continua a leggere

Cari Orsi vi Scrivo

Gli orsi non vedono l’ora di uscire dal letargo, quelli finanziari intendo. Ogni volta che il mercato scende con un’intensità come quella di ieri (sui mercati europei correzioni superiori al 3% non si vedevano da gennaio 2015) spuntano i catastrofisti e quelli pronti a sentenziare che siamo a fine corsa.
Al di là di quello che succederà d’ora in avanti (personalmente non mi illuderei che il toro rientri nel recinto così docilmente ma tutto potrebbe essere) ogni volta che sbucano questi personaggi dai poteri esoterici mi chiedo se queste persone investano denaro sui mercati oppure se ne stanno perennemente ai margini rosicando. Continua a leggere

Dedicato ai Gufi

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Per noi italiani che non ne siamo mai usciti la parola recessione non è poi così lontana, ma in America dal 2009 la ripresa economica c’è. Squilibrata, agevolata da una politica monetaria ultraespansiva e dal debito pubblico, potete tirare in mezzo tutte le critiche del mondo, ma da sei anni negli Stati Uniti l’economia viaggia a pieno regime con un tasso di disoccupazione molto vicino al 5%. Questi sono i numeri ufficiali ed a questo mi attengo pur consapevole che i problemi sociali e di divergenza tra ricchi e poveri si sono incredibilmente ampliati nell’ultimo lustro.
Abbiamo già affrontato il discorso recessione in questo articolo dove abbiamo analizzato cosa succede alle azioni durante un periodo di contrazione. In onore ai gufi e ai Continua a leggere