E’ tempo di formulare le aspettative di rendimento per il 2017

Per chi ha tempo e voglia di leggere il sempre interessante outlook 2017 di Vanguard questo è il link.

Personalmente condivido molte delle considerazioni fatte dal più grande gestore di fondi passivi al mondo, soprattutto con riferimento alle attuali valutazioni di obbligazionario ed azionario, entrambi a livelli di valutazione non particolarmente appaganti, ma nemmeno da bolla speculativa conclamata.

Sempre una buona bussola di riferimento per costruire portafogli e relative attese di rendimento, la previsione a 10 anni che Vanguard formula poggia su tre ipotesi di asset allocation. Si parte dal 80% azioni 20% bond, passando dal 60/40 fino al 20/80.

Nella formulazione di Vanguard il 60% dell’azionario è americano ed il 40% internazionale, mentre lato bond i pesi sono 70% Usa e 30% internazionali.

Quella che vedete sotto è la mappa dei rendimenti attesi in termini reali (quindi depurati dall’inflazione) dallo scenario peggiore (il quinto percentile) a quello migliore (il 95esimo percentile). Mediamente, tenendo conto degli attuali tassi di mercato e delle valutazioni fondamentali dei principali indici azionari, possiamo vedere come i rendimenti annui attesi da qui ai prossimi 10 anni netto inflazione possono ragionevolmente essere compresi tra 2% e 5% a seconda dei profili di rischio.

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La tabella successiva mostra gli stessi concetti ma con rendimenti nominali, quindi senza considerare l’inflazione. In questo caso è ragionevole attendersi secondo Vanguard valori compresi tra il 3% e il 7%. Continua a leggere

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Le previsioni degli “esperti” di Wall Street per il 2017

Consueto post di aggiornamento sull’outook 2017 dei principali strategist delle case d’affari americane.

Ovviamente incentrato sugli Stati Uniti, il sondaggio di Barron’s (che potete leggere in dettaglio qui) sembra indicare un coro unanime di rialzoazionario medio compreso tra il 4% e il 6% per lo S&P500. Ovviamente nessuno si sogna di andare contro alla tendenza dominante pronosticando cali.

Sul fronte tassi di interesse stranamente quest’anno nessuno si spinge a pronosticare altri rialzi nei rendimenti decennali. Stranamente perchè arriviamo da diverse annate in cui questi strategist prevedevano rialzo poi risultati un’utopia.

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A livello settoriale l’Health Care (ovvero i farmaceutici + cura della persona) sembrano essere il settore preferito da quasi tutti gli strategist nel 2017.

Staremo a vedere cosa azzeccherano e cosa no. Ma ricordatevi che la monetina sapete lanciarla anche voi!

A questo punto il Team di InvestireConBuonSenso si prende una pausa di qualche giorno. Approfittiamo dell’occasione per augurare virtualmente a tutti i lettori del blog tantissimi auguri di Buon Natale!!

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L’asset allocation intelligente

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Nei giorni scorsi sul sito PragCap  Cullen Roche ha pubblicato tre grafici molto interessanti con l’intenzione di far capire agli investitori la differenza tra orizzonte temporale di breve e di lungo periodo.

In sequenza vengono mostrati i ritorni giornalieri, mensili e annuali dell’indice S&P500 dal dopoguerra ad oggi. Tutto per dimostrare come nel breve periodo non è possibile prevedere l’andamento dei mercati e che il bravo “previsore” ragiona in termini di probabilità.

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Il grafico delle performance giornaliere conferma l’assoluta imprevedibilità dei mercati. C’è casualità completa come conferma anche la media di +0,03% di oscillazione giornaliera della borsa americana. Continua a leggere

Tra Bonus e Aria Fritta

Quando l’ho trovato non mi pareva vero eppure c’è qualcuno che in America si è preso la cura di annotare tutte le previsioni pubblicate su Barron’s dei guru di Wall Street dal 1999 ad oggi. Noi ne abbiamo già parlato qui .

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Il grafico tratto dal blog http://statisticalideas.blogspot.it/ è solo l’antipasto di quello che potete vedere qui . Una lista accurata con tutte le previsioni anno per anno di ogni casa d’investimento americana e rispettivo confronto con l’indice S&P500.

Vi prego di prestare particolare attenzione agli anni negativi per la borsa, ma anche alla differenza percentuale tra previsione e numero effettivo dell’indice di riferimento.

Aria fritta, tiro della monetina, fate voi, ma quando vi capite di leggere previsioni con tanto di numeri o rendimenti da qui a x anni per favore… andate oltre e pensate a cose più concrete.

Lasciate perdere le previsioni finanziarie di fine anno

Il mondo della finanza ha sempre fornito tanto materiale ad analisti, economisti e media in genere per stilare previsioni a volte catastrofiche altre volte ottimistiche. Spesso e volentieri ascoltiamo o leggiamo di complicate analisi che cercano di anticipare il comportamento dei mercati, previsioni che, essendo future ed arrivando da voci magari autorevoli, non possono essere smentite nel momento preciso in cui vengono emesse.

La realtà è molto più semplice e lasciare perdere i guru che puntualmente si affacciano a fine anno con gli out look per quello successivo è la migliore scelta di investimento che possiate fare.
Buon senso e null’altro, ecco quello che serve.

Un grazie in tal senso ad Alliance Bernstein che con questo report  smonta un luogo comune, ovvero che una forte crescita economica si trasmette in forte crescita dell’azionario.
Mi sono spesso chiesto a cosa servono quelle noiose e quasi esoteriche previsioni sui Pil delle varie aree economiche mondiali smentite regolarmente dopo uno o due trimestri. Ho finalmente avuto la risposta, a nulla!
Alliance Bernstein porta l’esempio di due economie, quella cinese e quella messicana dal 1992 ad oggi ed i risultati parlano da soli. Continua a leggere