Costruire una rendita con il crowdfunding immobiliare. Comincio con Housers (replica)

Nel mese di agosto pubblichiamo gli articoli più cliccati dai nostri lettori nel corso degli ultimi 12 mesi. Buona lettura!

Il mondo del crowdfunding è stato avvicinato dal vostro autore in modo molto più convinto rispetto al passato con la pubblicazione del post “Investire soldi con il Social Lending” con approfondimenti e riflessioni che si sono susseguite negli ultimi mesi. Articoli in rete, regolamenti, esperienze di altri investitori e tanti altri contenuti hanno contribuito a generare nel sottoscritto un’idea sul fenomeno crowdfunding.

Siamo di fronte a qualche cosa ancora agli albori, che sconvolgerà il mondo del credito per come lo conosciamo ora. Attenzione però a rischi e pericoli vari che si incontreranno lungo il percorso perché anche per questo tipo di investimento rischio e rendimento osserveranno la solita regola. Più alto il rendimento più alto il rischio.

Il crowdfunding  (in italiano finanziamento collettivo, ma a volte forse è meglio non tradurre vista la bruttezza di quello che esce)  deriva da crowd (folla) e funding  (finanziamento). Qualcuno già prevede scenari pesantemente negativi per il mondo bancario poiché con questa pratica il popolo può democraticamente avere accesso a prestiti ed investimenti prima inviolabili totem praticabili solo da istituzione finanziarie con le spalle larghe.

L’ovvietà è che i progetti devono essere interessanti e sostenibili per poter raccogliere denaro dal pubblico (questo lo scoprirete solo dopo); Continua a leggere

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Crowdfunding immobiliare, partirò con Housers da Lisbona

Come promesso nel post di ieri Costruire una rendita con il crowdfunding immobiliare voglio cercare di approfondire nell’articolo odierno le mie prime impressioni circa due piattaforme di crowdfunding immobiliare, l’inglese Property Partner e la spagnola Housers (per la quale forse è meglio di parlare di social lending).

Premetto che sono ancora nella fase iniziale dell’investimento,  mi sono iscritto alle piattaforme ed ho caricato con denaro reale il mio wallet, ovvero il borsellino nel quale, tramite carta di credito o bonifico bancario, si possono accreditare (o prelevare) i fondi.

Per quello che riguarda Housers il sito internet è ben fatto (a parte qualche difetto di traduzione) ed anche in italiano. La società è spagnola e la piattaforma è autorizzata dalla Consob iberica. Per Property Partner invece il sito è tutto in inglese ed anche qui abbiamo l’autorizzazione della Financial Conduct Authority britannica.

Voglio sgomberare subito il campo da un elemento critico. Queste piattaforme sono sì sottoposte agli obblighi di vigilanza, ma solamente per l’attività di “propositori” di opportunità commerciali. Tutto deve essere fatto nel rispetto delle regole, ma se l’attività immobiliare nella quale si investe va male il rischio è tutto a carico dell’investitore e l’intermediario non ha responsabilità.

Di fatto quello che fa ad esempio Housers, è costruire una vetrina immobiliare che raccoglie denaro per permettere agli investitori di acquistare quote di società che investono in immobili di Spagna, Portogallo e Italia.

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Costruire una rendita con il crowdfunding immobiliare. Comincio con Housers

Il mondo del crowdfunding è stato avvicinato dal vostro autore in modo molto più convinto rispetto al passato con la pubblicazione del post “Investire soldi con il Social Lending” con approfondimenti e riflessioni che si sono susseguite negli ultimi mesi. Articoli in rete, regolamenti, esperienze di altri investitori e tanti altri contenuti hanno contribuito a generare nel sottoscritto un’idea sul fenomeno crowdfunding.

Siamo di fronte a qualche cosa ancora agli albori, che sconvolgerà il mondo del credito per come lo conosciamo ora. Attenzione però a rischi e pericoli vari che si incontreranno lungo il percorso perché anche per questo tipo di investimento rischio e rendimento osserveranno la solita regola. Più alto il rendimento più alto il rischio.

Il crowdfunding  (in italiano finanziamento collettivo, ma a volte forse è meglio non tradurre vista la bruttezza di quello che esce)  deriva da crowd (folla) e funding  (finanziamento). Qualcuno già prevede scenari pesantemente negativi per il mondo bancario poiché con questa pratica il popolo può democraticamente avere accesso a prestiti ed investimenti prima inviolabili totem praticabili solo da istituzione finanziarie con le spalle larghe.

L’ovvietà è che i progetti devono essere interessanti e sostenibili per poter raccogliere denaro dal pubblico (questo lo scoprirete solo dopo); Continua a leggere