Perché Perdiamo il Buon Senso quando Investiamo (replica)

Riproponiamo un post del 2015 che può essere molto utile a coloro che, smarriti e delusi dall’andamento recente dei mercati finanziari, stanno pensando di abbandonare il proprio piano di investimento. Buona lettura.

In un precedente post abbiamo già avuto modo di accennare ad alcune regole di buon senso che ogni investitore dovrebbe seguire nel momento in cui decide di investire. Spesso e volentieri però queste buone intenzioni vengono rovinate dalla difficoltà di mantenere la barra dritta dal punto di vista mentale, sia nelle fasi negative che in quelle positive.
Ho provato ad elencare alcuni dei cosiddetti “bias mentali” con cui ogni investitore deve fare i conti quando mette sul mercato i propri risparmi.

crasch

1) Bisogno di conferme. Siamo esseri umani ed a parte qualche rara eccezione tendiamo ad indirizzare la nostra attenzione verso informazioni che confermano le nostre scelte. Se pensiamo che il mercato azionario deve scendere perché siamo nel mezzo di una bolla speculativa, tenderemo a soffermarci su notizie improntate al pessimismo che confermano la nostra tesi, mostrandoci più scettici su analisi permeate di un maggior ottimismo. Quando compriamo un’azione tendiamo a ricercare notizie che mettono in risalto gli elementi che teoricamente dovrebbero supportare il rialzo dei prezzi e lo facciamo con una tenacia crescente soprattutto quando il prezzo si muove nella direzione opposta a quella desiderata. Quando scrivo sul blog che è meglio leggere un buon libro piuttosto che le previsioni degli analisti finanziari o dei media specializzati, lo faccio poiché ogni attore della catena pubblica analisi o notizie che devono catturare l’attenzione di investitori o lettori. Quando siamo in bull market i toni dei giornali si uniformano all’euforia degli investitori, quando siamo in bear market si uniformano al pessimismo e questo è normale, devono vendere copie e quindi scrivono ciò che i lettori si vogliono sentire dire. Ogni individuo cerca sempre la conferma che la sua idea è quella giusta; tutti noi odiamo dover ammettere di aver fatto scelte di investimento sbagliate cercando fonti o notizie che possono comunicare alla nostra mente che siamo nel “giusto” Continua a leggere

Le 10 regole d’oro di Bob Farrell

Bob Farrell è un di quei veterani di Wall Street che con l’esperienza accumulata nel corso degli anni sui mercati finanziari ha potuto permettersi di sfornare pillole di buon senso e consigli che ogni investitore farebbe bene ogni tanto a ricordare. Le famose “10 regole di investimento” di Bob Farrell sono tanto ovvie quanto difficili da mettere in pratica in modo sistematico.

Noi ve le ricordiamo, poi l’esercizio di training autogeno tocca a voi.

  • I mercati finanziari si muovono seguendo il principio della mean reversion, ovvero tendono a ritornare verso le medie di lungo periodo.
  • Gli eccessi rialzisti o ribassisti di un movimento tendono a sfociare in un movimento analogo ma dalla parte opposta. Come il movimento di un pendolo viene rispettata la terza legge di Newton secondo la quale per ogni azione ce ne sarà un’altra uguale nella direzione opposta, i mercati tendono a muoversi nella stessa maniera all’interno di un trend.
  • Non ci sono nuove ere, ma ci sono sempre nuove mode capaci di attirare gli investitori nella speculazione. Il tipico “questa volta è differente”.

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  • Salite rapide e vertiginose hanno sempre come controaltare discese altrettanto brutali. Difficile scamparla con una lunga fase laterale senza perdite.
  • Il punto precedente ha spesso il sopravvento su ogni ragionamento razionale impostato su obiettivi e lungo periodo.
  • L’ampiezza di mercato è fondamentale. Quanto un rialzo è sostenuto da poche azioni allora non si può definire sostenibile.
  • I mercati orso (ribassisti) vivono tre stadi. Una prima pesante correzione che lascia smarriti e confusi. Una seconda fase di rimbalzo che genera la speranza e la fiducia. Una terza fase di nuovo pesante ribasso che lascia spazio a scoramento e depressione.
  • Quando tutto gli esperti sono d’accordo sulla direzione di un mercato state all’erta e cominciata a ragionare in modo contrarian.
  • La psicologia dell’investitore si ripete in modo ciclico. Quando il mercato sale è tutto merito del talento, quando scende della sfortuna.

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L’illusione di Prevedere il Futuro

Lo so è facile vincere così, ma è più forte di me proprio non ce la faccio a pensare che clienti facoltosi (perchè solo loro hanno accesso a certe strategie) ancora provino un sadico piacere nell’affidare soldi ai fondi hedge.

Qui ci siamo chiesti a chi servono questi prodotti e qui abbiamo invece attribuito al desiderio di sentirsi “esclusivi”, ma quando arriva un grafico come quello che vi faccio vedere qui sotto, beh…ragazzi ma di che stiamo parlando? Continua a leggere

Perché Perdiamo il Buon Senso quando Investiamo

In un precedente post abbiamo già avuto modo di accennare ad alcune regole di buon senso che ogni investitore dovrebbe seguire nel momento in cui decide di investire. Spesso e volentieri però queste buone intenzioni vengono rovinate dalla difficoltà di mantenere la barra dritta dal punto di vista mentale, sia nelle fasi negative che in quelle positive.
Ho provato ad elencare alcuni dei cosiddetti “bias mentali” con cui ogni investitore deve fare i conti quando mette sul mercato i propri risparmi.

crasch

1) Bisogno di conferme. Siamo esseri umani ed a parte qualche rara eccezione tendiamo ad indirizzare la nostra attenzione verso informazioni che confermano le nostre scelte. Se pensiamo che il mercato azionario deve scendere perché siamo nel mezzo di una bolla speculativa, tenderemo a soffermarci su notizie improntate al pessimismo che confermano la nostra tesi, mostrandoci più scettici su analisi permeate di un maggior ottimismo. Continua a leggere

Perché gli Investitori Non Battono Mai i Mercati?

La società di consulenza Dalbar ha di recente pubblicato il suo 21esimo report annuale di analisi del comportamento degli investitori sui mercati finanziari. Ripresa qui emergono particolari interessanti sulle difficoltà degli investitori di stare vicini alle performance dei mercati. Premesso che è IMPOSSIBILE per ogni investitore superare le performance dei mercati di riferimento nel lungo periodo e questo per effetto di costi di replica (attiva o passiva), tasse, spread denaro-lettera, costi di trading, stupisce come la media degli investitori in fondi azionari ha sottoperformato nel 2014 lo S&P500 del 8,1% (5,5% contro il 13,6% dell’indice), mentre la media degli investitori in fondi obbligazionari ha sottoperformato il Barclays Aggregate Bond Index del 4,8% (1,1% contro 5,9%).
Non va meglio allargando lo sguardo alla storia degli ultimi 20 anni con il ritorno annuale dello S&P500 che fa 9,8% contro il ritorno medio annuo del 5,1% degli investitori azionari in fondi.
Ecco il resoconto in forma tabellare Continua a leggere

Perché gli Investitori Non Battono Mai i Mercati?

La società di consulenza Dalbar ha di recente pubblicato il suo 21esimo report annuale di analisi del comportamento degli investitori sui mercati finanziari. Ripresa qui emergono particolari interessanti sulle difficoltà degli investitori di stare vicini alle performance dei mercati. Premesso che è IMPOSSIBILE per ogni investitore superare le performance dei mercati di riferimento nel lungo periodo e questo per effetto di costi di replica (attiva o passiva), tasse, spread denaro-lettera, costi di trading, stupisce come la media degli investitori in fondi azionari ha sottoperformato nel 2014 lo S&P500 del 8,1% (5,5% contro il 13,6% dell’indice), mentre la media degli investitori in fondi obbligazionari ha sottoperformato il Barclays Aggregate Bond Index del 4,8% (1,1% contro 5,9%).
Non va meglio allargando lo sguardo alla storia degli ultimi 20 anni con il ritorno annuale dello S&P500 che fa 9,8% contro il ritorno medio annuo del 5,1% degli investitori azionari in fondi.
Ecco il resoconto in forma tabellare Continua a leggere

Perché Perdiamo il Buon Senso quando Investiamo

In un precedente post abbiamo già avuto modo di accennare ad alcune regole di buon senso che ogni investitore dovrebbe seguire nel momento in cui decide di investire. Spesso e volentieri però queste buone intenzioni vengono rovinate dalla difficoltà di mantenere la barra dritta dal punto di vista mentale, sia nelle fasi negative che in quelle positive.
Ho provato ad elencare alcuni dei cosiddetti “bias mentali” con cui ogni investitore deve fare i conti quando mette sul mercato i propri risparmi.

crasch

1) Bisogno di conferme. Siamo esseri umani ed a parte qualche rara eccezione tendiamo ad indirizzare la nostra attenzione verso informazioni che confermano le nostre scelte. Se pensiamo che il mercato azionario deve scendere perché siamo nel mezzo di una bolla speculativa, tenderemo a soffermarci su notizie improntate al pessimismo che confermano la nostra tesi, mostrandoci più scettici su analisi permeate di un maggior ottimismo. Continua a leggere

Baseball e Investimenti

Mi è molto piaciuto un articolo scritto di recente da Richard Bernstein in cui viene associato il baseball agli investimenti finanziari. Bernstein identifica nei comportamenti degli investitori ciò che caratterizza anche i giocatori di baseball, focalizzandosi soprattutto sulla correlazione fra “home run” (il classico fuori campo) e le battute andate a segno da ogni atleta.

home run

Nel mondo del baseball il giocatore cerca di colpire la pallina, ma può farlo rischiando molto per tentare il fuori campo guadagnandosi così titoli di giornale ed un punto partita, oppure può preferire colpire la pallina per guadagnare qualche base che possa permettere a tutta la squadra di arrivare ad ottenere un punteggio superiore muovendosi all’unisono; in quest’ultimo caso il rischio di non colpire la pallina è ovviamente inferiore rispetto a chi tenta il fuori campo.
Nel mondo degli investimenti il comportamento di un risparmiatore spesso è associabile a quello di un giocatoredi baseball. Continua a leggere