Cosa è Succeso ad un Portafoglio Ben Diversificato nel 2015?

Cosa è successo ad un portafoglio bilanciato e ben diversificato nel 2015? Qual’è stato il suo andamento negli ultimi 30 anni di storia? Una risposta prova a darcela Ryan Detrich sul sito Seeitmarket.com.

Come si vede dalla tabella seguente, investire nel 2015 il 50% dei propri soldi sui mercati azionari (americani), il 25% in bond (TNote Usa a 10 anni), il 10% in Commodities e tenere il 15%  in liquidità, avrebbe fornito un rendimento negativo di mezzo percentuale (qui ovviamente non è presente il rischio cambio essendo tutto investimento in Dollari).

2015 ptf 50 azioni 25 bond 10 comm 15 cashAlcune considerazioni. Continua a leggere

Eclisse di Rendimento

Se cercate un grafico che certifica l’assoluto smarrimento dei mercati di fronti agli eventi più recenti, allora quello che vi mostriamo oggi rappresenterà tutto ciò in modo esemplare.
Sono stati messi a confronto i rendimenti a 12 mesi di un investimento monetario, di un investimento in Eur Aggregate Bond (mix di obbligazioni governative e corporate della sona Euro) e dell’indice Eurostoxx 50 (azioni europee) in versione total return. Continua a leggere

Il Solito Luogo Comune, Tassi Bassi = Azioni in Rialzo

Uno dei luoghi comuni finanziari che più sento o leggo in questo momento storico è quello dell’associazione tassi bassi = azionario che non può scendere per assenza di concorrenza in termini di redditività dell’investimento. Usando parole molto gentili questa è una castroneria bella e buona ed è la stessa storia dei mercati americani a dimostrarcelo.
Come abbiamo già scritto qui i tassi americani a 10 anni fecero registrare per un buon ventennio, tra il 1935 e il 1955, rendimenti a scadenza sistematicamente inferiori al 3%.
Come si può vedere dai due grafici seguenti a questo rendimento nominale positivo non corrispose un analogo andamento in termini reali con frequenti escursioni sotto la linea dello zero che bruciarono potere d’acquisto ai possessori di bond. Continua a leggere

Meglio le Azioni che i Bond High Yield…Sempre!

Nei giorni scorsi questo articolo prendeva spunto da alcune tabelle di lungo periodo fonte JpMorgan che miravano a dimostrare la teorica appetibilità di un investimento in bond High Yield rispetto ad uno azionario soprattutto per investitori con un profilo più prudente e meno desideroso di salire sull’ottovolante dei mercati.

Nell’articolo vengono riportate le favorevoli condizioni di rapporto rischio rendimento dell’High Yield americano rispetto all’azionario (pari rendimento ma volatilità più contenuta) rilanciando sul fatto che dal 1984 in soli quattro casi l’indice High Yield Total return ha fornito ritorni negativi. Tutto verissimo, ma sul mondo delle obbligazioni ad alto rendimento ci siamo già espressi qui e riteniamo doverosa qualche precisazione che contrasta con la tesi della miglior efficienza garantita da questo tipo di investimento all’interno di portafogli bilanciati.
Abbiamo fatto una simulazione Continua a leggere