Piano di Investimento Consapevole

I rendimenti futuri rappresentano incertezza, il risparmio che investiamo periodicamente sul mercato rappresentano certezza. Su questi due elementi si giocano spesso le simulazioni dei pianificatori finanziari, ma purtroppo per motivi di spazio, di tempo e di marketing molti professionisti del settore tendono a semplificare eccessivamente il risultato finale della loro analisi.

Supponiamo di versare sempre la stessa cifra di denaro al mese per n anni. Oppure supponiamo di ottenere un rendimento medio del x% per i prossimi 30 anni. Peccato che non sempre la vita ci permette di versare lo stesso ammontare di denaro nel nostro Piano di Accumulo (frequenti sono le interruzioni causa emergenze o semplicemente panico da perdita). Peccato poi che i rendimenti non si muovono in modo lineare. Un anno guadagniamo il 30%, l’anno dopo perdiamo il 20% e l’anno dopo ancora perdiamo un altro 10%. I nervi vengono messi alla prova ed il piano di investimento pure.

Se tutto procedesse in modo piatto e regolare come descritto anche nei nostri post, investire sarebbe l’esercizio più semplice del mondo. La nave lascia il porto e tranquillamente arriva a destinazione. Invece gli ostacoli sono tanti e pur non potendo sapere a priori quanti, quali e quando arriveranno questi pericolim sarebbe molto più belllo sapere che tipo di  viaggio ci aspetta.

Ringrazio l’amico Tyler di Portfoliocharts.com per avermi dato la possibilità di utilizzare pubblicamente il grafico che vi riporto di seguito. Si tratta del più classico dei 60/40 (60% azioni – 40% obbligazioni tutte made in USA) a partire dal 1972.

6040 Continua a leggere

I Rendimenti Passati non sono Indicativi di quelli Futuri

Vanguard ha una caratteristica molto importante a mio modo di vedere. Non costruisce solamente i fondi indici più efficienti del mondo, ma pubblica ricerche eccellenti dal punto di vista qualitativo.

L’ultimo rapporto di ricerca uscito sul sito ha riguardato il comportamento degli investitori e gli errori che spesso si compiono prendendo il passato come metro attendibile per stimare il futuro.

Un errore che però la nostra mente rifiuta di accettare anche di fronte a prove schiaccianti. Grazie a Vanguard noi queste prove proviamo nuovamente a fissarle nella vostra mente.

Nella società iperconnessa quale quella attuale, stanno prendendo sempre più piede i meccanismi di vendita legati ai rating o recensioni. EBay, Tripadvisor, Amazon, sono solo alcuni nomi che utilizzano il sistema delle recensioni per  indirizzare il comportamento di acquisto dei consumatori verso i venditori più affidabili. In questo caso possiamo dire che i rendimenti passati sono indicativi dei rendimenti futuri.

Peccato che questo atteggiamento mentale utilizzato quando acquistiamo prodotti o servizi di largo consumo non funziona nel mondo degli investimenti. Continua a leggere

Quando il Rischio diventa Obbligatorio

I tempi cambiano e forse anche l’industria del risparmio gestito (soprattutto quella che ruota attorno ai fondi pensione/assicurazioni) dovrà cambiare mentalità, questo appare inevitabile alla luce dei recenti andamenti dei mercati finanziari.

Le promesse fatte negli anni passati in termini di rendimento atteso (o garantito) per centrare determinati obiettivi di rendita nella fase post lavorativa in cui si potranno godere i frutti dell’accumulazione precedente, difficilmente potranno essere mantenute. Anche assumendosi più rischi appare veramente dura rispettare “promesse” che i fondi pensione americani quantificano ancora in percentuali di rendimento del 7/8% annuo. Ovviamente la stima di rendimento è un qualcosa di soggettivo, ma poi deve essere rispettata. Quando ci si accorge che erano solo promesse il tempo è scaduto, game over. Continua a leggere

L’importanza dell’orizzonte temporale

Il celebre libro di Jeremy Siegel – Rendimenti finanziari e strategie d’investimento. I titoli azionari nel lungo periodo rappresenta un punto fermo di ogni investitore/risparmiatore di lungo periodo. L’ultimo aggiornamento risale al 2013 ed il database è aggiornato al 2012, ma la storia è talmente ampia (parte dal 1802) che possiamo permetterci di fare delle considerazioni di carattere generale indipendentemente da quello che è successo nel 2013-2014 (che tra l’altro non ha fatto altro che rafforzare la statistica di Siegel).

orizzonte
I ritorni annui nominali dell’azionario ci mostrano come le azioni rappresentano il vero vincitore di questa corsa finanziaria cominciata oltre 200 anni fa.

stock for the long runFonte: Stocks for the long run

Lasciando per un attimo perdere i valori nominali, molto più apprezzabili sono i numeri reali depurati dall’inflazione. I 300 punti base di differenza tra azionario e bond rappresentano più di quello che si può immaginare in un orizzonte temporale allungato. Se 1 $ investito nel 1802 nei bond è diventato 1.778$, sull’azionario avremmo ipoteticamente avuto un ritorno in una vita di due secoli di oltre 700 mila dollari.
Una vera delusione è l’oro, spesso Continua a leggere