Buon Senso per Terreni Inesplorati

sfera

Uno degli errori più frequenti di chi fa pianificazione finanziaria è di affidarsi ciecamente a quello che è successo nel passato per poi proiettarlo nel futuro. Anche noi sul blog pubblichiamo statistiche storiche, ma tendiamo sempre a sottolineare come le condizioni attuali sono eccezionali e potrebbero portare a conseguenze imprevedibili. Abbassare le proprio aspettative di rendimento è un obbligo morale e di buon senso che ognuno dovrebbe adottare, per le sorprese positive c’è sempre tempo.
Le condizioni attuale dei mercati monetari (tradotto tassi di interesse) non sono poi così eccezionali in America e ne abbiamo parlato qui e qui. Continua a leggere

Tenere la Barra “Bilanciata”

Il meccanismo di ribilanciamento rappresenta una di quelle attività spesso considerate noiose e di poca visibilità ma che offrono valore aggiunto all’investimento nel lungo periodo. Ne abbiamo già parlato qui e sappiamo anche che nelle fasi spiccatamente rialziste dell’azionario pagano lo scotto di un mercato che salendo premia chi ha più azioni. Ma un buon portafoglio deve essere pronto ad ogni scenario di mercato (ed in queste settimane ce ne stiamo accorgendo) ed ecco che il ribilanciamento fa parte di un processo di risk management che saggiamente bisogna portare avanti con una frequenza almeno annua. Continua a leggere

Un Esempio di Ribilanciamento da fare ad Occhi Chiusi

Nel nostro post relativo ai benefici del ribilanciamento avevamo mostrato i grandi vantaggi di rendimento e di contenimento del rischio che certi comportamenti semplici e non frequenti potevano fornire al portafoglio. L’elemento vincente è rappresentato dal metodo ed è importante che il tutto avvenga anche quando le condizioni dei sottostanti non risultino particolarmente allettanti.
Approfittando di alcune considerazioni trovate in rete sui mercati emergenti voglio mostrare un caso concreto di ribilanciamento per vedere cosa succede ad un portafoglio cominciato in un modo e che dopo 5 anni diventa tutt’altro. Continua a leggere

Breve Storia delle Perdite di Wall Street

La borsa americana intesa come S&P500 ha registrato dal 1926 al 2014 24 casi di calo, mediamente un’annata negativa ogni quattro anni. Trattandosi di valori medi nel mezzo ci stanno strisce positive o negative anche prolungate come quella attualmente in corso e che ha accantonato a fine 2014 il sesto anno consecutivo di bull market.

wallNon siamo però di fronte ad un evento eccezionale per i tori. Dal 1947 al 1952 lo S&P500 fornì un contributo annuo positivo per 6 anni consecutivi; dal 1982 al 1989 la striscia positiva consecutiva arrivò a 8 anni; dal 1991 al 1999 per ben 9 anni non si vide a Wall Street un segno meno.
Il tasso di rendimento annuo composto del corrente bull market si posizionava a fine 2014 al 14,7%, un numero tutto sommato non così clamoroso se consideriamo i due bull market più lunghi. Mentre il 1947-1952 il Cagr fu del 9,6%, quello del 1982-1989 visse un periodo di crescita del 14,2% annuo e quello del 1991-19999 del 18,1% annuo.
Non sappiamo evidentemente come andrà a finire il 2015 e non possiamo escludere di arrivare a quota 7 anni consecutivi di rialzo, ma quanto dobbiamo temere l’inevitabile ribasso che prima o poi arriverà? Un primo supporto all’indagine l’avevamo già illustrato qui, ma vogliamo andare oltre.
Intanto abbiamo selezionato Continua a leggere