Obbligazioni High Yield ad elevato livello di Colesterolo

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Supponete di essere un proprietario di un ristorante molto “in” del centro città. Siete ricercati dai clienti perché offrite pasti certificati salutari accogliendo solo a coloro che dimostrano di avere esami del sangue perfetti. Il cliente arriva, mostra il suo “rating” e se è top lo fate sedere, tutti gli altri fuori a guardare.

L’ambiente riservato mal si concilia però con la crisi e progressivamente i clienti tripla A sono sempre meno; vi trovate perciò di fronte ad una decisione piuttosto difficile, fallire o abbassare le barriere all’ingresso. Optate per la seconda soluzione, ma mese dopo mese la crisi peggiora e per incassare avete bisogno di prendere dentro anche clienti che hanno il colesterolo sopra 200. Il locale si riempie sempre più, il prestigio accumulato in precedenza vi permette di avere prenotazioni anche per il mese successivo.

Tutto procede per il meglio per un po’ di tempo. Piano piano i clienti più affezionati tripla A però si allontanano da voi perché non sentono più esclusivo il locale e soprattutto non sopportano l’odore di quei fritti misti ordinati dalle triple C. Vi ritrovate un locale con pochi clienti sicuri e molti clienti a rischio infarto, esattamente ciò che non volevate qualche anno fa quando avete inaugurato il locale.

Un bel giorno accade il fattaccio. Continua a leggere

Cosa ci Insegnano gli Ultimi 15 Anni di Mercati

Dopo questo post abbiamo deciso di continuare a dare evidenza a cosa sarebbe successo a quegli investitori che si fecero trascinare dalla bolla della new economy nel 2000 e che eroicamente hanno resistito finora con il denaro investito sui mercati senza farsi prendere da panico o pessimismo.

15 anni
Come si vede dalla tabella il ritorno annuo composto a 15 anni vede i bond vittoriosi sull’azionario in tutti e quattro i paesi analizzati, Giappone, Italia, Germania e Stati Uniti.

In termini nominali (ma anche reali) è indubbio che i titoli di stato italiani hanno offerto i maggiori rendimenti, ma questo sembra anche essere logico alla luce dei tassi di interesse più elevati offerti dal nostro paese. Sorprende piuttosto in termini reali il 4,1% offerto dai Bund tedeschi i quali hanno distanziato di quasi 1 punto percentuale dai Treasury americani, segno che il rentier di Berlino ha tratto un grande beneficio dall’unificazione e soprattutto dalla nascita dell’Euro. Questi dati sono tutti in valuta locale quindi non tengono conto di un’eventuale effetto cambio. Continua a leggere