Buone Nuove dal Mondo Valutario

fxInteressante articolo della società MSCI Research circa il cambiamento che si è registrato in alcuni paradigmi classici di carattere finanziario dopo la crisi del 2008. Nello specifico si parla della copertura del rischio valutario da parte di un investitore domestico (in questo caso quello giapponese). Ne abbiamo già parlato qui ma giova ricordare il concetto anche perché fondi ed Etf stanno producendo a ritmo serrato prodotti che prevedono la parola “hedged”. Per i profani stiamo parlando di uno strumento che elimina completamente il rischio di cambio dal vostro investimento.

Se ad esempio decidete di comprare un Etf che investe nella borsa americana e di fianco trovate la parolina hedged, avrete sempre acquistato le azioni americane in dollari, ma qualcuno si preoccuperà di azzerare il vostro rischio cambio EurUsd con operazioni cosiddette a termine di vendita del dollaro stesso contro Euro. In questo modo di fatto è come se vi trovaste in casa le azioni americane quotate in Euro senza rischio cambio. C’è un piccolo cavillo però. Continua a leggere

Re Dollaro

Capire da che parta potrà andare in futuro una valuta è un esercizio molto complicato, ma una divisa in particolare ha un impatto notevole su tutti i portafogli di investimento. Stiamo parlando del Dollaro americano.

Non ci vuole molto a capire perchè questa affermazione non può essere smentita da nessuno. Il Dollaro è la valuta di riferimento mondiale con la conseguenza che la maggior parte degli asset finanziari, dei fondi di investimento, degli Etf, ecc… sono denominati in Dollari per poi successivamente ed eventualmente essere declinati in Euro per la commercializzazione.

Questo rende pressochè impossibile (e poco saggio) costruire un portafoglio privo del rischio di cambio, con gli asset manager e i consulenti che cercano continuamente di mixare la giusta quantità di biglietti verdi in portafoglio. Oltretutto in questo momento storico avere Dollari Usa significa avere un vantaggio di rendimento superiore al 1% annuo. Per questo motivo tatticamente, tentare di aumentare l’esposizione in Dollari nel momento giusto unisce al  vantaggio di tasso quello valutario. Spesso e volentieri non basta l’analisi tecnica per arrivare a certe conclusioni ed il risultato non sempre è garantito rendendo perciò opportuna una diversificazione nel rischio cambio indipendentemente da quello che si pensa possa accadere. Scommettere su una valuta va bene, ma siccome non abbiamo mai la certezza di essere nel giusto, è corretto non farne una strategia dominante ma solo residuale. Continua a leggere

Travel Plan, il lato piacevole del risparmio

Il risparmio negli ultimi anni è stato penalizzato da minor disponibilità finanziarie delle famiglie, da una tassazione spesso iniqua vista la mancanza di progressività, ma anche da una volontà politica di convogliare il denaro delle famiglie verso i consumi. In realtà senza il risparmio le famiglie mancano di serenità; la sua accumulazione nel tempo offre sicurezza psicologica pensando al periodo della vita in cui non si sarà più attivi lavorativamente parlando, ma permette anche di garantire un futuro educativo migliore ai propri figli e di sopportare economicamente imprevisti che nell’arco di ogni esistenza possono capitare a tutti. Il risparmio è anche propedeutico ai consumi e permette ad ognuno di noi di costruire giorno per giorno dei piccoli mosaici di sogno che possono sfociare in una bella casa, in un automobile o perché no in uno splendido viaggio.

world
Quando anni fa svolgevo l’attività di trader ho imparato ad apprezzare il mondo delle valute e la sua volatilità pazzesca; proprio grazie a queste oscillazioni ho cominciato a crearmi dei veri e propri Piani di Accumulo dedicati a viaggi futuri nei paesi che ho sempre desiderato visitare (o che spero un giorno visiterò). Piccole somme che anno dopo anno venivano spalmate su investimenti in divise diverse dall’Euro e che avevano il solo scopo di accantonare il necessario per effettuare il viaggio e coprire il rischio di cambio futuro.
Vi ricordate il dollaro sopra a 1.50 di qualche anno fa? Se il vostro sogno era quello prima o poi di andare negli States perché non fare due conti sul costo del viaggio e cominciare ad acquistare Etf o bond in Dollari Usa a livelli di cambio estremamente convenienti come quelli di allora? Io l’ho chiamato “Travel Plan” e vi garantisco che accantonare denaro Continua a leggere

Educazione Finanziaria

Pochi giorni fa il Nasdaq Composite ha ritrovato i valori di marzo 2000 a 5 mila punti, l’ormai arcinoto picco della bolla speculativa delle dot-com. Il recupero di questa soglia sarebbe stata una buona occasione per i principali diffusori di informazione economica per educare finanziariamente il risparmiatore, peccato che sui radar mediatici si è visto molto poco calcando la mano più sul fatto che la lunga rincorsa è tornata al punto di partenza.

nasdaq

In modo sintetico proveremo a esprimere qualche concetto che può essere utilizzato per qualunque tipo di investimento che andrete a fare da oggi in avanti.

1) Il Nasdaq non è vero che è tornato al punto di partenza. Il Nasdaq Composite da quella data fatidica del 10 marzo 2000 è sopra del 14% e questo grazie ai dividendi che l’indice (e le società che lo compongono) ha accumulato in 15 anni. Lo 0,9% rappresenta quindi il rendimento annualizzato che gli investitori Continua a leggere

Travel Plan, il lato piacevole del risparmio

Il risparmio negli ultimi anni è stato penalizzato da minor disponibilità finanziarie delle famiglie, da una tassazione spesso iniqua vista la mancanza di progressività, ma anche da una volontà politica di convogliare il denaro delle famiglie verso i consumi. In realtà senza il risparmio le famiglie mancano di serenità; la sua accumulazione nel tempo offre sicurezza psicologica pensando al periodo della vita in cui non si sarà più attivi lavorativamente parlando, ma permette anche di garantire un futuro educativo migliore ai propri figli e di sopportare economicamente imprevisti che nell’arco di ogni esistenza possono capitare a tutti. Il risparmio è anche propedeutico ai consumi e permette ad ognuno di noi di costruire giorno per giorno dei piccoli mosaici di sogno che possono sfociare in una bella casa, in un automobile o perché no in uno splendido viaggio.

world
Quando anni fa svolgevo l’attività di trader ho imparato ad apprezzare il mondo delle valute e la sua volatilità pazzesca; proprio grazie a queste oscillazioni ho cominciato a crearmi dei veri e propri Piani di Accumulo dedicati a viaggi futuri nei paesi che ho sempre desiderato visitare (o che spero un giorno visiterò). Piccole somme che anno dopo anno venivano spalmate su investimenti in divise diverse dall’Euro e che avevano il solo scopo di accantonare il necessario per effettuare il viaggio e coprire il rischio di cambio futuro.
Vi ricordate il dollaro sopra a 1.50 di qualche anno fa? Se il vostro sogno era quello prima o poi di andare negli States perché non fare due conti sul costo del viaggio e cominciare ad acquistare Etf o bond in Dollari Usa a livelli di cambio estremamente convenienti come quelli di allora? Io l’ho chiamato “Travel Plan” e vi garantisco che accantonare denaro Continua a leggere

Se il petrolio crolla cosa succederà al Dollaro nel 2015?

Questo fine anno si caratterizza per la violenta caduta del petrolio che dal 1-1 e nella versione WTI, è ormai sotto del 38%. Tutto questo a fronte di un Dollar Index che sale in doppia cifra del 11%.

Quali le conseguenze nel 2015 di questo comportamento delle due variabili finanziarie?
Abbiamo isolato i casi di discesa annua del prezzo del petrolio superiori al 10% degli ultimi 30 anni. I casi sono stati 8 con il 1997-1998 caratterizzato da una doppia caduta del 31%. L’anno successivo a questa fase di sell off sul WTI, il Dollaro è risultato mediamente in ribasso del 6% in sei casi su otto.

oil-dollar1fonte dati: http://research.stlouisfed.org/fred2/

Andiamo oltre ed isoliamo i casi in cui il petrolio è sceso su base annua di più del 10% con Dollar Index in rialzo di almeno il 5% nello stesso anno della caduta del WTI. Continua a leggere

Metodi di copertura del rischio di cambio: il contratto a termine

Con la caduta del sistema di Bretton Woods nel 1973 ed il conseguente passaggio ad un sistema di cambi variabili, tra gli operatori sono cresciute in maniera esponenziale le possibilità per gli operatori di speculare sull’andamento delle valute o di coprire il rischio di cambio insito nella propria attività d’impresa o negli investimenti finanziari.
Tra le operazioni più classiche di copertura del rischio di cambio troviamo i cosiddetti contratti a termine (o forward).

Il mercato a termine comprende tutte le operazioni di negoziazione di divisa (acquisto/vendite) la cui effettiva esecuzione dovrà avvenire in un momento successivo, rispettando scadenze stabilite e ad un cambio prefissato.
In una situazione di equilibrio il mercato il cambio forward è determinato da tre variabili indipendenti:
– Cambio a pronti o spot
– Tassi di’interesse delle valute oggetto di transazione
– Tempo Continua a leggere