Liberi di scegliere

Ben Carlson ha pubblicato sul suo blog  un articolo molto pragmatico su quello che un investitore può fare dopo aver letto, riletto, sentito, risentito che i mercati azionari sono cari. Non vi tedierò ancora con il CAPE di Shiller ormai sopra a quota 30 per la borsa americana.

Prendendo spunto dallo scritto di Ben ed aggiungendo qualche considerazione del vostro autore, senza girarci troppo attorno con supercazzole varie, quando avete paura di essere alla viglia di un ribasso sui mercati azionari avrete la possibilità di scegliere tra:

  • Mettervi in liquidità. Soluzione condivisile, attualmente a rendimento negativo e con la concreta possibilità che il timing non risulti corretto perdendovi per strada altri 20-30-40% di rialzo dell’azionario.
  • Spostare il capitale tutto sui bond. Soluzione con una sua logica di decorrelazione con le azioni. Se l’uno scende, l’altro solitamente sale. Esistono le eccezioni, esistono i rischi riempendosi il portafogli di obbligazioni a rendimento reale in diverse parti del mondo negativo, esistono i rischi di rialzi dei tassi in un contesto di azionario che continua a tirare.
  • Ruotare l’asset allocation sia geograficamente che settorialmente. Scelta condivisibile ed obbligata per chi ha un “home bias” molto forte all’interno del proprio portafogli, scelta rischiosa se fatta in modo netto e mal diversificato.
  • Muovere tatticamente il portafoglio. Per questo servono competenze, fortuna e tanto tempo libero e non sempre il risultato è garantito lato rendimento (lato costi invece sì).
  • Modificare le proprie aspettative (al ribasso scegliendo soluzioni più prudenti) oppure, e questa per me è la soluzione ideale, aumentare il risparmio da dirottare verso l’investimento. La vostra strategia e la vostra asset allocation potranno andare avanti e le vostre aspettative di capitale finale rimarranno le stesse.

Non esistono soluzioni esoteriche per evitare l’inevitabile.

Quando il vento gira ed è contro i vostri investimenti potrete tirare la coperta da una parte scoprendola dall’altra.

Chi promette soluzioni buone per tutte le stagioni vi sta raccontando solo una parte della verità. Realismo e buon senso, sempre.

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Diario di un papà investitore – Puntata numero 2

Nel primo articolo di questa particolare rubrica dedicata ai genitori italiani avevo promesso di entrare un pò più nel dettaglio di un viaggio nel mondo dell’investimento finanziario destinato ai miei figli, percorso cominciato per il sottoscritto un paio di anni fa. Eccomi quindi qua a raccontarvi un altro capitolo di una storia che credo interessi tutti i genitori di bambini appena nati o ragazzi in età adolescenziale.

Programmare il futuro finanziario è importante, ma se lo si fa un mese o un anno prima di quando poi quei soldi serviranno allora si commette un errore madornale. Si cercano rischi assurdi, o peggio ancora si prendono soldi in prestito da amici, banche o finanziarie varie, rincorrendo sogni ed obiettivi che magari verranno raggiunti, ma a costi molto molto salati.

Allora cosa c’è di meglio che prepararsi per tempo? Continua a leggere

Per un pugno di Euro

Post facile facile oggi.

Gli ultimi dati indicano che il reddito medio delle famiglie italiane è di circa 2800 Euro al mese. Bene, dividiamo questo numero per i giorni di un mese (useremo 30 giorni). Il risultato è di 93,3 Euro. A questo punto dividiamo questo numero per 24 ore. Ecco che ogni famiglia ogni ora del giorno, comprese quelle in cui dorme, guadagna 3,88 Euro.

Vi sembra tanto, vi sembra poco?

Beh, fate finta di avere in casa un bel cucù che ogni ora suona e versa 3,88 Euro dentro al salvadanaio che avete posizionato sotto all’orologio.

Non sarebbe male e soprattutto sarebbe molto più piacevole sentire scorrere le ore in questo modo.

Peccato che ogni tanto una forza malefica decide di aspirare qualcuna delle monetine che avete messo dentro fino quasi a prosciugare tutto. Come fare per evitare tutto ciò?

E se provassimo a regalarci la 25esima ora ogni giorno che passa? Pensateci bene, basta risparmiare 3,88 Euro al giorno per ottenere 116,6 Euro in un mese. E se volete vedere quale bel viaggio potrebbero fare un centinaio di Euro al mese vi rimando a questo post.

Caro Archeowealth 3,88 Euro di risparmio aggiuntivo ogni giorno è troppo. Ok allora vi chiedo semplicemente di sacrificare ogni giorno della vostra vita 1,66 Euro. Avete capito bene? 1,66 Euro e sfido chiunque a controbattere che è complicato evitare di spendere questa cifra ogni giorno e destinarla al risparmio. Quando si fa la spesa settimanale, quando si comprano delle sciocchezze, quando si fa allegramente colazione al bar alla mattina senza pensare a quanto si butta dalla finestra, insomma i comportamenti virtuosi da 1,66 Euro al mese credo che ognuno di voi può metterli in campo.

Sapete perchè ho detto 1,66 Euro? Perchè moltiplicando questa cifra per 30 giorni viene fuori un rotondo 50 Euro. Risparmiando 50 Euro al mese il risultato è quello che vedrete nel post “Bastano 50 Euro al mese”.

Certo può sembrare una goccia nel mare, ma credo che imparando ad adottare comportamenti di spesa più responsabili questo eurino giornaliero potrà tranquillamente arrivare a 2 se non oltre. Il contenitore sotto al nostro cucù non sarà più un vaso in cui si sente l’eco, ma piuttosto un oggetto al quale presto dovrete trovare una nuova collocazione se non volete inciampare nelle monetine ogni volta che passate lì vicino.

 

 

Ottenere 1 Trilione di Euro partendo con 1 Euro

La matematica permette di ottenere risultati sbalorditivi anche partendo da operazioni banali.

Ad esempio lo sapevate che risparmiando 1 Euro all’età di 20 anni e raddoppiando ogni anno la quantità di risparmio (2 Euro a 21 anni, 4 Euro a 22, 8 Euro a 23, ecc…)  a 40 anni vi ritroverete con 1 milione e mezzo di Euro? E se vi dicessi che a 60 anni vi ritroverete con oltre 1 trilione e mezzo di Euro?

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Lo so state pensando che Archeowealth stavolta la sta sparando grossa, ma fate anche voi questo esercizio su Excel ed otterrete questi risultati.

L’effetto moltiplicatore del *2 fa sentire i suoi effetti soprattutto nella seconda parte del periodo; questo sintetizza anche l’effetto benefico della capitalizzazione composta quando investiamo i nostri soldi. Quasi impercettibile nei primi anni, dirompente nella fase finale.

Ovviamente l’esempio fatto sopra è quasi impossibile da realizzare, ma c’è qualcosa di molto più “umano” che ogni risparmiatore può mettere in campo per raggiungere obiettivi di ricchezza a prima vista molto ambiziosi. Continua a leggere

Check List di fine anno

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Siamo arrivati alla fine di questo 2016 e così oggi ho deciso di scrivere qualche riga sui comportamenti ripetitivi che da diversi anni mi accompagnano nel momento terminale della mia annata di risparmiatore – investitore.

In ordine cronologico

  • Redigo un bilancio familiare entrate – uscite (modi e mezzi spiegati qui)
  • Tiro le somme stilando un budget di massima per l’anno successivo cercando di capire quanto margine di risparmio potrò avere al lordo di spese impreviste.
  • Spending review dove possibile. I comportamenti di spesa possono essere una buona fonte di risparmio se riportati a livelli essenziali.
  • Verifico la tenuta del salvadanaio d’emergenza. Ne abbiamo parlato qui ma ribadiamo che è sempre necessario, prima di investire, avere da parte una somma immediatamente disponibile pari mediamente a 3-6 volte lo stipendio netto mensile della famiglia.
  • Stabilito (oppure no) il fabbisogno della quota di emergenza, ripasso costi e massimali della (o delle) polizza caso morte attualmente in essere. I single possono tranquillamente sorvolare, ma ogni famiglia dovrebbe tenere in debita considerazione questo elemento soprattutto se in ballo ci sono dei figli. Eventi che si spera improbabili o remoti, nel momento in cui si verificano non possono rovinare i nostri cari per il resto dei loro giorni soprattutto se dipendono ancora dalla nostra capacità esclusiva di produrre reddito. Quindi rinunciamo ad un caffè al giorno, ma assicuriamo una rete di copertura adeguata.
  • Verifico la quota versata nell’anno in chiusura al fondo pensione privato. Se esistono margini di risparmio disponibili adeguo il versamento al fondo pensione nella direzione della soglia di 5164,57 Euro. Questa è la soglia massima di contributi versati per i quali si può usufruire di una deduzione fiscale che va da 1.187 a 2.220 Euro a seconda dell’aliquota marginale Irpef. Denaro da investire sotto forma di risparmio fiscale.

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L’ottimo consiglio di Mr Micawber

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Il personaggio di Mr Micawber  nel libro di Charles Dickens David Copperfield
affermava:

“Entrate annue 20 Sterline, uscite annue 19 Sterline, 19 scellini e 6 pence, uguale felicità! Entrate annue 20 Sterline, uscite annue 20 Sterline,  scellini e 6 pence, uguale miseria!”.

Mr Micawber predicava bene ma razzolava male visto che era in eterna bancarotta. La massima che si può ricavare è talmente banale che spesso la dimentichiamo. Se spendi più di quello che guadagni devi indebitarti per vivere e prima o poi questi debiti diventano insostenibili fino a provocare il fallimento di ogni attività e della vita stessa.

In tante occasioni abbiamo parlato su questo blog dell’importanza di controllare le spese. Demotivare per risparmiare era un titolo di un vecchio post, ma anche Un ottimo metodo per imporre il risparmio in famiglia andava in quella direzione.

Personalmente credo che nella nostra attività quotidiana di consumatori-risparmiatori abbiamo bisogno di strumenti tecnologici in grado di annotare quotidianamente le uscite. Ho detto tecnologici perchè, se l’agendina su cui annotare le spese non sempre l’abbiamo a portata di mano, per quello che riguarda lo smartphone non ci sono dubbi che è sempre con noi. Ecco allora che la mia scelta è ricaduta nei mesi scorsi su una App (MonefyPro).

Dopo averne visionate diverse (e purtroppo constatato che App super come Mint non sono sottoscrivibili in Italia) la mia scelta è caduta su MonefyPro.

Dopo qualche settimana passata con la versione gratuita ho deciso di acquistare la versione Pro. Pochi Euro che potete tranquillamente farvi pagare da Google tramite il suo servizio di sondaggi Opinion Rewards . Basta installare la App, rispondere a qualche sondaggio che Google vi invia e la vostra App di bilancio familiare è ripagata. Continua a leggere

Amare sorprese

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Post che vuole essere un semplice “pungolo” per ricordare l’importanza del risparmio. Ciò che è uscito recentemente da un sondaggio Ipsos Acri è abbastanza preoccupante.

Una famiglia italiana su 4 non sarebbe in grado di fare fronte a una spesa inaspettata di 1.000 euro con risorse proprie. Il dato emerge dal sondaggio curato da Ipsos e Acri in occasione della Giornata mondiale del Risparmio. Ad affrontare senza problemi l’imprevisto si dice pronto il 76% degli intervistati, con un miglioramento di 4 punti percentuali rispetto al 2015. Nel caso in cui la necessita’ salisse a 10.000 euro, saprebbero invece porvi rimedio appena 2 famiglie su 5, il 40%

Se ci pensiamo 1000 Euro sono veramente pochi soldi, tranquillamente recuperabili almeno da persone dotate di un reddito relativamente stabile. Probabilmente questo 25% è fatto di individui in condizioni di disagio (affitti, mutui, prestiti, ecc…) ma qualche punto percentuale di queste persone sono anche convinto che hanno le tasche bucate e si pongono il problema quando arriva.

Anche 10 mila Euro non sono una cifra mostruosa (una auto utilitaria di piccola cilindrata costa almeno questa cifra) e sapere che solo due famiglie su cinque saprebbero porvi rimedio è sconfortante.

Se poi, oltre a non avere questa cifra da parte pur avendone le possibilità economiche, siete tra coloro che assicurate contro il furto il vostro smartphone e non avete un’assicurazione seria sulla vita sentitevi quanto meno in colpa verso i vostri figli che rimarranno con il cerino in mano. A tal proposito vi consiglio di leggere questo post e soprattutto vedere il video in esso contenuto.

Per questo consiglio sempre, prima di avviare un qualsiasi piano di investimento, di generare una scorta di sicurezza a livello monetario in modo tale da avere pochissime possibilità di distrarre il piano di investimento dalle sue finalità.

L’unico aiuto che possiamo dare noi del blog è quello di ricordare i vari post che abbiamo dedicato al tema, sperando di offrire a qualcuno la giusta ispirazione. Buona lettura.

Un Euro guadagnato è un Euro risparmiato

Piccoli sacrifici, grandi risultati

Vi trovo 400 Euro da investire senza fare grandi sacrifici

La ruota di scorta

Demotivare per risparmiare

Il lungo viaggio di 100 Euro risparmiati

Bastano 50 Euro al mese

Se rinunciassi ad una cena al mese

Un ottimo metodo per imporre il risparmio in famiglia

Le 4 R

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Le 4 R sono le iniziali delle parole chiave che caratterizzano a nostro modo di vedere ogni ciclo di vita di un piano di investimento.

Reddito, Risparmio, Rendimento, Ritiro.

  1. Reddito: è l’elemento essenziale per risparmiare. Senza di esso è tutta filosofia. Prima di accantonare denaro bisogna preoccuparsi di trovare una fonte di reddito, mettersi in sicurezza con una adeguata scorta di denaro e poi cominciare a risparmiare. In questo caso i massimi sforzi devono essere orientati verso l’aumento delle entrate.
  2. Risparmio: risolto il punto 1, e sappiamo perfettamente quanto oggi è complicato, è necessario lavorare sulle spese per far sì che diventino strutturalmente inferiori ai redditi percepiti. La differenza ottenuto è il tanto desiderato risparmio e la giusta dose dello stesso è fondamentale per cominciare a ragionare su degli obiettivi. Automatizzate il più possile la fase di accumulo del risparmio per evitare di cadere in tentazione. In questo caso lo sforzo maggiore è di carattere comportamentale, rinunciare a consumi immediati per avere una ben più corposa quantità di denaro in futuro.
  3. Rendimento: dopo aver accantonato il denaro, sono soprattutto gli anni della maturità a generare il vero valore aggiunto del piano di risparmio. E’ qui che il motore della capitalizzazione composta comincia a generare l’effetto moltiplicatore ed è qui che dobbiamo trovare il giusto compromesso di asset allocation sulla base della nostra propensione al rischio. In questo caso lo sforzo principale deve essere rivolto alla massimizzazione del rendimento.
  4. Ritiro: arriva il momento in cui il risparmio accumulato (ed il rendimento che è stato generato dallo stesso) viene riscattato. Non tutto ovvio, ma gradualmente cominciamo a godercerlo nel momento del ritiro dal mondo del lavoro (o quando arriva il momento di raggiungere il nostro obiettivo). In questo caso il massimo sforzo deve essere finalizzato alla gestione del rischio del portafoglio che rimane investito. Non azzerare completamente le fonti di rendimento, ma nemmeno avventurarsi in percorsi accidentati che potrebbero rovinare i sacrifici di tanti anni.

La Cicala e la Formica

cic

Oggi post molto soft che vuole riprendere la favola di Esopo “la cicala e la formica”. Volutamente non faccio commenti, ma credo che questo racconto per bambini dovrebbe essere riletto ogni tanto anche dagli adulti.

Tante sono le morali che i vari filosofi hanno astratto da questo racconto nel corso degli anni. Ad esempio quella secondo cui in qualsiasi faccenda, chi vuol evitare dolori e rischi non deve essere negligente. Oppure chi nulla fa, nulla stringe.

Quello che a noi interessa è che buona parte dei concetti espressi nel nostro blog poggiano sui concetti di sacrificio, rinuncia temporanea, pianificazione, orizzonte temporale.

Nella favola di Esopo troviamo tutti questi concetti e per questo vi chiedo semplicemente di riflettere su cosa questo possa significare questo racconto per la vostra vita presente e soprattutto futura. Poi, essendo questo un blog dedicato a finanza personale ed investimenti, collegatela alla quantità (e qualità) del risparmio che state accumulando e tirate le somme. Buona lettura.

In una calda estate, un’allegra cicala cantava sul ramo di un albero, mentre sotto di lei una lunga fila di formiche faticava per trasportare chicchi di grano.

Fra una pausa e l’altra del canto, la cicala si rivolge alle formiche: “Ma perché lavorate tanto, venite qui all’ombra a ripararvi dal sole, potremo cantare insieme!”

Ma le formiche, instancabili, senza fermarsi continuavano il loro lavoro..

“Non possiamo! Dobbiamo preparare le provviste per l’inverno! Quando verrà il freddo e la neve coprirà la terra, non troveremo più niente da mangiare e solo se avremo le dispense piene potremo sopravvivere!”

“L’estate è ancora lunga e c’è tempo per fare provviste prima che arrivi l’inverno!

Io preferisco cantare! Con questo sole e questo caldo è impossibile lavorare!”

Per tutta l’estate la cicala continuò a cantare e le formiche a lavorare.

Ma i giorni passavano veloci, poi le settimane e i mesi. Arrivò l’autunno e gli alberi cominciarono a perdere le foglie e la cicala scese dall’albero ormai spoglio. Anche l’erba diventava sempre più gialla e rada. Una mattina la cicala si svegliò tutta infreddolita, mentre i campi erano coperti dalla prima brina.

Il gelo bruciò il verde delle ultime foglie: era arrivato l’inverno.

La cicala cominciò a vagare cibandosi di qualche gambo rinsecchito che spuntava ancora dal terreno duro e gelato.

Venne la neve e la cicala non trovò più niente da mangiare: affamata e tremante di freddo, pensava con rimpianto al caldo e ai canti dell’estate.

Una sera vide una lucina lontana e si avvicinò affondando nella neve: “Aprite! Aprite, per favore! Sto morendo di fame! Datemi qualcosa da mangiare!”

La finestra si aprì e la formica si affacciò: “Chi è? Chi è che bussa?”

“Sono io, la cicala! Ho fame, freddo e sono senza casa!”

“La cicala?! Ah! Mi ricordo di te! Cosa hai fatto durante l’estate, mentre noi faticavamo per prepararci all’inverno?”

“Io? Cantavo e riempivo del mio canto cielo e terra!”

“Hai cantato?” replicò la formica, “Adesso balla!”

Leggi anche: Piccoli sacrifici, grandi risultati

Educazione finanziaria, non mettiamo la testa sotto la sabbia!

pisa

Quelli  che vedete riportati sopra sono i risultati del test PISA sull’alfabetizzazione finanziaria di 18 paesi Ocse tra cui l’Italia. Il risultato è sconsolante, ma prima di entrare nel dettaglio vi spiego cosa intende l’Ocse per alfabetizzazione finanziaria e cosa sono i test PISA.

PISA 2012 definisce l’alfabetizzazione finanziaria come “…la conoscenza e la comprensione dei concetti e dei rischi finanziari unite alle competenze, alla motivazione e alla fiducia in se stessi per utilizzare tale conoscenza e comprensione al fine di prendere decisioni efficaci in un insieme di contesti finanziari, per migliorare il benessere finanziario delle singole persone e della società e consentire la partecipazione alla vita economica”

Per capire le competenze degli studenti che terminano il periodo della scuola dell’obbligo sono stati effettuati dei test attitudinali che miravano a

indicare in quale misura gli studenti quindicenni hanno acquisito il bagaglio di conoscenze e di competenze finanziarie necessario per la transizione dalla scuola all’istruzione superiore, al mondo del lavoro o dell’imprenditoria

Per la prima volta a test attitudinali su proprietà del linguaggio, di lettura, di matematica, ecc… si è voluto affiancare nel 2012 il grado di conoscenza e competenza finanziaria dei nostri ragazzi ed il risultato è sconsolante.

La classifica dice già tutto, non merita grandi commenti.

I risultati dell’Italia in materia di alfabetizzazione finanziaria sono inferiori alla media dei 13 Paesi ed economie dell’OCSE che hanno partecipato all’indagine. Più di uno studente su cinque in Italia (21,7% rispetto al 15,3% in media nei Paesi ed economie dell’OCSE) non riesce a raggiungere il livello di riferimento per le competenze di alfabetizzazione finanziaria (Livello 2). Solo il 2,1% degli studenti raggiunge il livello più alto nella scala PISA (rispetto a una media del 9,7% nei Paesi ed economie dell’area OCSE. Continua a leggere