La capitalizzazione composta…dei costi

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Il Presidente di Vanguard, il celebre John Bogle autore del libro The Little Book of Common Sense Investing: The Only Way to Guarantee Your Fair Share of Stock Market Returns, ha definito i costi che vengono sostenuti durante l’investimento come dei “mangiatori di rendimento” in grado di creare  la cosiddetta “Tiranny of compounding costs”.

Nel lungo periodo sappiamo molto bene come i costi sono un detrattore di rendimento e come un oculato ed attento contenimento degli stessi è in grado di generare valore anche se dal mercato non arrivano grandi soddisfazioni. Ne abbiamo parlato qui dove abbiamo anche ribadito come la variabile costi è una delle poche voci determinanti del rendimento che potete controllare.

Nello stesso tempo non vivo sulla Luna e sono perfettamente d’accordo con chi sostiene che nulla è gratis, nemmeno la consulenza finanziaria. Avere accesso a professionisti in grado di trasmetterci concetti di base sull’ educazione finanziaria o di spiegarci la complessità di certi prodotti, o ancora di creare sulla base delle nostre caratteristiche dei progetti di investimento, ha senso dopo tutto. Giusto, ma il processo messo in piedi deve avere un costo equo perchè altrimenti il rischio è trasferire una consistente parte della propria ricchezza ai consulenti finanziari con risultati deludenti per i vostri progetti futuri.

Seppur un pò estrema e  non pienamente calabile nel contesto italiano, il Robo Advisory americano Wealthfront ha nei giorni scorsi fatto un esempio molto interessante. Continua a leggere

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Millennials e Soldi secondo Facebook

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Interessante sondaggio di Facebook circa il legame tra denaro e Millennials americani ( ovvero quei ragazzi con età compresa tra i 21 e i 34 anni) . Interessante dicevo perché mette in evidenza concetti che in futuro potrebbero uccidere definitivamente vecchi modelli di business ed aprirne dei nuovi.
Su tutto prevale al momento la logica della mobilità e della condivisione. I Millennials, come è naturale, esigono che ogni possibilità operativa possa essere fornita in mobilità.
Sono molto oculati sul fronte del nuovo indebitamento e per questo il 46% degli intervistati da Facebook indica nell’essere liberi dal debito come la principale chiave di successo finanziario. Solo il 13% vede il ritiro anticipato come fonte di successo mentre il 21% vede l’acquisto della casa come ambizione legata al successo. Continua a leggere

Anche Saxo Bank si Schiera con i Robo-Advisors

roboCome noi di InvestireconBuonSenso.com avevamo previsto un anno fa qui, cominciano a prendere piede i Robo Advisors anche in Italia. Stavolta è Saxo Bank  con il servizio SaxoSelect che in collaborazione con iShares sbarca con l’attività automatica di investimento. Siamo andati a spulciare nella documentazione pubblica presente sul sito della banca danese specializzata in Forex e Cfd.

Per partire non è necessarioavviare rapporti di conto corrente o conti deposito, ma è sufficiente aprire un conto SaxoTrader (quello che si usa per il trading sul forex) al quale verrà collegato un sottoconto dedicato dove verrà gestito il portafoglio di investimento.

Un breve questionario di ingresso catalogherà il vostro profilo ed ecco che avrete a disposizione tre tipi di investimento sui quali operare e con gradi di rischiosità crescenti. I portafogli non sono personalizzabili visto che le strategie sono già fornite di default al cliente e contengono esclusivamente Etf di iShares. Continua a leggere

Non Abbiamo Sempre Ragione

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Nella mia esperienza di trader tante volte ho messo in piedi operazioni perfettamente pianificate nei minimi dettagli con eccellenti livelli di rapporto rischio rendimento che poi si sono rivelati perdenti. Mi scervellavo a capire se avessi sbagliato qualcosa nelle mie analisi e finivo per incolpare il mercato e la sfortuna come responsabili del fallimento. Stop loss colpiti in modo talmente preciso (con successiva bruciante ripartenza nella direzione giusta) da farmi pensare a chissà quale mano occulta che prestasse attenzione proprio al mio minuscolo trade per sbattermi fuori. Notizie a sorpresa negative che finivano per rovinare uno scenario preparato accuratamente nei giorni precedenti. Cugini dell’asset scelto che andavano nella direzione giusta mentre il mio cavallo rimaneva fermo, e via così.
Ero afflitto come tutti i trader principianti da manie di persecuzione. Continua a leggere

La Bce (e Draghi) ha Perso il Contatto con la Realtà

ecbSiamo alla vigilia dell’attesissimo meeting BCE del 10 marzo. Draghi probabilmente taglierà ancora una volta i tassi sui depositi bancari già negativi di 30 punti base. Chi vi scrive è fortemente critico su questo tipo di politica monetaria assolutamente incapace di riportare inflazione e soprattutto la fiducia.  E’ verissimo sono i Governi che devono fare le politiche economiche per generare lavoro, investimenti e di  conseguenza i consumi. Ed è altrettanto vero che la Banca Centrale deve creare le condizioni adeguate per permettere alla moneta di circolare più velocemente ed a condizioni favorevoli, almento in un contesto stagnante come quello attuale.

Come ogni esperimento ( e questo lo è) un rischio è quello di perdere il controllo di quello che si sta facendo oppure di perdere il contatto con la realtà;  secondo me il board di Francoforte ha perso proprio il contatto con il mondo reale. Continua a leggere

Le Medie Storiche Non Battono Quasi Mai l’Ora Giusta

Non ha nessuna utilità previsionale ma quando diciamo sempre che ogni investimento deve essere fatto tenendo conto delle attese di rendimento ecco che certe mappe grafiche aiutano in tal senso.
Gli analisti americani di Bespoke.com si pongono la classica domanda da 1 milione di Dollari, il bull market americano è finito?
Ovviamente non c’è risposta certa, ma è evidente che per i prossimi anni i possessori di azioni non dovrebbero di certo nutrire attese di rendimento da doppia cifra percentuale all’anno.
Realisticamente si potrebbe parlare di un 5%-6% nominale (quindi al lordo di tasse e costi) ma con tanta volatilità. Mai come in questo momento per un giovane investitore ha senso partire con un Piano di Accumulo di lungo periodo, anche perché i cosiddetti “drawdown” (o scivoloni all’italiana) temo saranno frequenti e questa piccola porzione di 2016 ne è un esempio.
Tornando al tema dei massimi di mercato sulla borsa americana; noi abbiamo già fatto qualche ipotesi in questo post circa le conseguenze future qualora fossero stati veramente toccati i massimi, ma Bespoke ci mostra in tutta la sua chiarezza grafica lo stato dell’arte.
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Concetti Chiave per Investire Bene

Interessante articolo di Michael Batnick apparso nei giorni scorsi sul blog del Cfainstitute.
L’analista americano si pone alcune domande che spesso e volentieri vengono in modo inappropriato girate dai consulenti finanziari ai clienti anche per scaricare alcune responsabilità di eventuali e future inefficienze gestionali.
Tra questi quesiti ci sono ad esempio qual è l’orizzonte temporale più appropriato per misurare i risultati o quale tipo di rendimenti utilizzare nella misurazione delle performances o ancora su quale scansione temporale è più opportuno confrontarsi.
Comincio fin da subito a dire che personalmente non ho una posizione netta. Ogni investitore fa storia a sé. Situazione familiari diverse, obiettivi diversi, condizioni economiche di partenza diverse. Generalizzare è impossibile e spesso fuorviante, fattori che purtroppo i questionari propinati dai vari istituti di credito non catturano. Sicuramente su questo punto il consulente “umano” è irraggiungibile dalla “macchina” e qui bisognerebbe investire parecchio in conoscenza per creare valore aggiunto.
Chiusa questa parentesi vediamo alcuni concetti di fondo sui quali ogni investitore dovrebbe sempre cercare di ragionare in modo lucido.
Ad esempio corre una bella differenza tra Price Return e Total Return. Continua a leggere

Macchine e prezzi perfetti

robotSegnalo questo articolo in italiano di Robert Shiller .
L’argomento è quello della presunta capacità della tecnologia odierna di scegliere investimenti sempre più sofisticati ed a prezzi corretti creando un generale appiattimento nelle capacità di creare il cosiddetto alpha, ovvero quel differenziale di valore rispetto ad un ipotetico benchmark di riferimento a cui ambisce ogni gestore di fondi attivi.
L’avvento dei ROBO-Advisors va in questa direzione e le statistiche sulla capacità dei fondi di superare gli indici effettivamente sembrano indicare che la strada è quella, ma non credo affatto che sia merito della tecnologia. Continua a leggere

Una Speranza per il Futuro

inveL’innovazione tecnologica è un qualcosa di affascinante che spesso però nelle sue fasi iniziali trova poco interesse nella gente se non addirittura critiche che rendono alquanto difficoltoso il raggiungimento della massa dei consumatori. Entrano in gioco lo scetticismo, la resistenza al nuovo, le abitudini consolidate, le lobbies e tanto altro.
In questo preciso momento storico seguo con crescente interesse l’innovazione tecnologica che sta attraversando il mondo della consulenza finanziaria. Continua a leggere