Educazione finanziaria, non mettiamo la testa sotto la sabbia!

pisa

Quelli  che vedete riportati sopra sono i risultati del test PISA sull’alfabetizzazione finanziaria di 18 paesi Ocse tra cui l’Italia. Il risultato è sconsolante, ma prima di entrare nel dettaglio vi spiego cosa intende l’Ocse per alfabetizzazione finanziaria e cosa sono i test PISA.

PISA 2012 definisce l’alfabetizzazione finanziaria come “…la conoscenza e la comprensione dei concetti e dei rischi finanziari unite alle competenze, alla motivazione e alla fiducia in se stessi per utilizzare tale conoscenza e comprensione al fine di prendere decisioni efficaci in un insieme di contesti finanziari, per migliorare il benessere finanziario delle singole persone e della società e consentire la partecipazione alla vita economica”

Per capire le competenze degli studenti che terminano il periodo della scuola dell’obbligo sono stati effettuati dei test attitudinali che miravano a

indicare in quale misura gli studenti quindicenni hanno acquisito il bagaglio di conoscenze e di competenze finanziarie necessario per la transizione dalla scuola all’istruzione superiore, al mondo del lavoro o dell’imprenditoria

Per la prima volta a test attitudinali su proprietà del linguaggio, di lettura, di matematica, ecc… si è voluto affiancare nel 2012 il grado di conoscenza e competenza finanziaria dei nostri ragazzi ed il risultato è sconsolante.

La classifica dice già tutto, non merita grandi commenti.

I risultati dell’Italia in materia di alfabetizzazione finanziaria sono inferiori alla media dei 13 Paesi ed economie dell’OCSE che hanno partecipato all’indagine. Più di uno studente su cinque in Italia (21,7% rispetto al 15,3% in media nei Paesi ed economie dell’OCSE) non riesce a raggiungere il livello di riferimento per le competenze di alfabetizzazione finanziaria (Livello 2). Solo il 2,1% degli studenti raggiunge il livello più alto nella scala PISA (rispetto a una media del 9,7% nei Paesi ed economie dell’area OCSE. Continua a leggere

Annunci

Il Problema dell’Europa non è la Grecia ma la Demografia (parte Seconda)

bim
Il tema demografico ha suscitato molto interesse tra i lettori dopo questo post e quindi ritengo interessante andare avanti nell’affrontare una questione molto più delicata di quello che si pensi.
I dati Istat usciti dopo il nostro post (ci prendiamo un briciolo di soddisfazione…) hanno confermato la tendenza italiana a non crescere più in termini demografici. Questo di per sé non è un male se la curva demografica avesse una struttura classica a piramide con più una maggiore concentrazione giovanile a fronte di una minore concentrazione di anziani. Il problema è che si sta verificando l’opposto. Continua a leggere