Schema 6:2:1

Potremmo chiamarla la regola del 6:2:1 quella che estrapoliamo dai ritorni medi annui reali (quindi depurati dall’inflazione) presentati nel Credit Suisse Global Investment Return Yearbook 2016.

Per sei punti di guadagno sull’azionario, la torta lascia poco più di 2 punti alle obbligazioni e poco meno di 1 sull’investimento monetario. Tra 1 e 2 si posizionerebbero anche oro ed investimenti immobiliari.

Ricordiamo sempre che questi sono rendimenti reali già al netto dell’inflazione e quindi ciò che il cittadino realmente ha incassato prima del pagamento delle tasse.

I 6 punti mediamente guadagnati sull’azionario americano dal 1913 al 2015 tengono conto di devastanti bear market ma anche di cicli rialzisti e ribassisti dei tassi.

storia-rendimenti-1913-2015 Continua a leggere

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Perchè il Rapporto Prezzo Utili non Serve a Chi fa Investimenti di Breve Periodo

Molto spesso si leggono sui giornali commenti circa le valutazioni dei mercati azionari. Noi abbiamo trattato l’argomento pochi giorni fa. Si medita se il mercato è caro oppure conveniente. Per fare questo ragionamento gli analisti utilizzano il Price Earnings, ovvero il classico rapporto prezzo utili che ci aiuta a capire se stiamo entrando sul mercato a prezzi interessanti o troppo surriscaldati.
E se vi dicessi che utilizzare il P/E per valutare quanto un indice azionario è conveniente non serve a nulla? Se dobbiamo semplicemente utilizzare il rapporto prezzo utili come misura capace di indicare a noi investitori se entro 12-24 mesi la nostra scelta risulterà vincente è proprio così. Continua a leggere

Dedicato a Chi è Investito da 10 Anni

E’ sempre opportuno tenere traccia di come si stanno muovendo i rendimenti annui dei mercati azionari ed obbligazionari, questo soprattutto per essere consapevoli dell’ambiente nel quale il nostro piano di investimento si sta muovendo.
Cominciamo oggi con l’azionario ed in un prossimo post esploreremo l’obbligazionario. Lo ripeto fino alla noia; per profondità storica i due indicatori analizzati sono lo S&P500 americano e il tasso decennale sempre made in USA.
Bene, fatta questa doverosa premessa ci siamo spinti un pochino oltre i numeri ufficiali di fine 2015, andando a graficare il rendimento a 3, 5 e 10 anni rolling della borsa americana assumendo, per assurdo, che la performance attuale da inizio 2016 dello S&P500 total return (-6%) risulti essere quella finale di quest’anno.

rollingFonte dati: Damodaran Continua a leggere

Quando Rialzi chiamano Rialzi

Mi piacciono molto gli analisti tecnici poichè, rispetto agli analisti fondamentali ti mettono di fronte a scelte e previsioni basate su un fondamento statistico. Potete crederci o meno, potete pensare che una probabilità del 90% significa che potrebbe verificarsi il 10% di scenario avverso, tutto corretto ma penso che questo sia al momento il massimo che l’uomo può raggiungere a livello di previsioni considerando che il passato è certo, ma il futuro no.

Tra gli analisti tecnici che seguo non ne esistono affatto di “classisi” (quelli che tracciano righe sui grafici e basta), piuttosto preferisco quelli che integrano analisi stagionale con indici fondamentali ed infine ovviamente analisi tecnica. Tra questi  c’è Ryan Detrick.

Proprio ieri Ryan ha pubblicato un’analisi veramente interessante che sembra dirci come al 99% l’anno prossimo la borsa americana sarà su livelli superiori a quelli attuali se il bull market attuale reggerà. Di 1 tick o di 1000 non lo sappiamo ma certamente l’evidenza statistica è forte. Continua a leggere

Investire Sempre nel Momento Sbagliato, la Storia Continua

Nell’articolo Investire sempre nel momento sbagliato avevamo indicato come comprando sistematicamente sui massimi di trimestre la borsa americana negli ultimi 20 anni (quelli che hanno visto i due bear market del 2000 e del 2007) ci sarebbe stata la possibilità, nel caso di necessità di riscatto del capitale, di ritrovarsi con un valore negativo di circa il 5% dell’investito totale fino a quel momento. Questo scenario si sarebbe verificato nel settembre 2009 quando, a fronte di ipotetici 15 mila euro versati nella borsa americana con Pac annuali da 1000 euro sempre sui massimi trimestrali, l’investitore avrebbe visto ritornare 14256 euro.

Riproponiamo il grafico di quella dinamica

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Budget di Rendimento per i Prossimi Anni

Scovare in rete delle analisi di aspettativa di rendimento delle varie asset class è sempre una piacevole sorpresa non tanto per la precisione dei numeri contenuti nella previsione (quasi mai esatti), quanto per capire come operatori professionisti vedono il mercato in un certo momento dell’anno.
Per quello che riguarda l’azionario ad esempio è gettonatissima la teoria di Shiller (il famoso Cape) sulla base della quale si possono stilare degli scenari di massima.
Non mi dispiace questa pagina poichè per ogni area economica possiamo avere un range di ipotesi di rendimento reale al netto di un’inflazione stimata del 1%; i numeri sono comprensivi dei dividendi incassati. Continua a leggere

Se Rialzo dei Tassi sarà…

Abbiamo già affrontato in questo post le possibili conseguenze che potrebbe avere un rialzo dei tassi americani sui principali mercati finanziari. Partendo dal presupposto che questo genere di previsioni possono essere delle linee guida da prendere con le molle per l’ovvia imprevedibilità che ogni periodo storico racchiude al suo effettivo verificarsi, abbiamo trovato interessanti altri due articoli che possono quanto meno aiutare gli investitori nell’indirizzare le proprie scelte di investimento con il maggiore livello di buon senso possibile.
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