Nel 2019 i fondi attivi hanno battuto il benchmark?

  • Pubblicato il report SPIVA 2019 nel quale vengono indicate le percentuali di fondi di investimento capaci di battere il benchmark in un anno record come il 2019
  • Naturalmente anche l’anno passato la gestione attiva ha tradito le aspettative con un media del 70% dei fondi americani incapaci di battere il benchmark di riferimento
  • A distanza di 10 anni i gestori di fondi high yield nel 97% dei casi risultano battuti dal mercato

Poche settimane fa è stato pubblicato il consueto report annuale redatto da S&P Dow Jones Indices relativo all’anno 2019. Da quando questo blog ha cominciato la sua attività non abbiamo mai mancato di commentare questa preziosa risorsa informativa in grado di mettere a disposizione del pubblico una verità taciuta fino a pochi anni fa, sussurrata ora che l’industria finanziaria dispone dell’arma degli ETF per dirottare il denaro di chi non crede più nella narrazione della capacità della gestione attiva di battere il mercato di riferimento.

Assodato che la gestione attiva non batte il benchmark nel lungo periodo e che gli investimenti finanziari sono un gioco a somma inferiore a zero (anzi peggio di zero come scritto qui), andiamo a vedere in sintesi cosa è uscito dal rapporto di S&P. Continua a leggere

I fori di proiettile di Wald ed i fondi scomparsi

Trovo la lettura di libri o romanzi che nulla hanno a che fare con la finanza un’attività molto positiva in quanto mi permettono di estrarre dalla mente idee e ragionamenti un pò diversi da quelli standard.

A volte pecchiamo un pò di superbia e ci sentiamo talmente bravi e forti nel nostro mestiere che evitiamo di guardarlo sotto un punto di vista diverso. E quando ci riusciamo scopriamo tutti i nostri limiti oltre ai notevoli margini di miglioramento che abbiamo davanti.

Leggendo lo splendido libro di Jordan Ellenberg I numeri non sbagliano mai. Il potere del pensiero matematico sono riuscito a vedere diverse cose della vita pratica di tutti i giorni in modo diverso.

All’interno del libro l’autore racconta la storia di Abraham Wald e dei fori di proiettile mancanti nella fusoliera degli aerei americani colpiti durante la seconda guerra mondiale. Wald era un matematico, di quei geniacci un pò schivi, strambi ma efficaci nel risolvere problemi complessi.

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Fondi a gestione attiva vs passiva. Altra batosta per i guru

  1. Un recente report di Morningstar evidenzia l’incapacità della gestione attiva di essere vincente nel lungo periodo
  2. Confermati i risultati del più famoso SPIVA
  3. Consapevole di ciò il marketing

    finanziario punta a prodotti passivi incapsulati in costosi contenitori (wrapper)

Questa volta è Morningstar nel suo barometro semestrale European Active/Passive Barometer a colpire duro il mito della capacità dei gestori di fondi di generare alfa.

L’analisi di Morningstar misura periodicamente la performance dei fondi di investimento europei attivi confrontandola con quella dei fondi a replica passiva.

Il risultato misura il successo di un gestore nell’essere migliore di un classico ETF. L’analisi di confronto per il fondo attivo viene fatta non solo verso un fondo indice o ETF, ma verso un paniere di strumenti passivi in modo da avere un benchmark più affidabile di confronto già al netto delle commissioni.

Il paniere di fondi attivi e passivi sui quali Morningstar ha condotto l’analisi è di 10840 fondi per un totale di Asset Under Management di 2.7 miliardi di Eur, un terzo del totale dei fondi europei. Continua a leggere

Piove sul bagnato per la gestione attiva degli investimenti

Water, Raindrops, Raining, Wet, Liquid

Altra tegola per la mitica gestione attiva dei fondi di investimento.

Questa volta è Morningstar nel suo barometro semestrale European Active/Passive Barometer a colpire duro il mito della capacità dei gestori di fondi di generare alpha.

L’analisi di Morningstar misura periodicamente la performance dei fondi europei attivi confrontandola con quella dei fondi a replica passiva.

Il risultato determina il successo di un gestore nell’essere migliore di un classico ETF.

L’analisi di confronto per il fondo attivo viene fatta non solo verso un fondo indice o passivo, ma verso un paniere di fondi passivi in modo da avere un benchmark più affidabile di confronto già al netto delle commissioni. Continua a leggere

Bull o Bear market, per i fondi è sempre la stessa storia

Play Chess, Elephant, Mouse, Snail

Tempo di bilanci per il mondo dei fondi a gestione attiva e per il nono anno consecutivo i fondi americani che investono in azioni a larga capitalizzazione hanno sottoperformato l’indice S&P500. La fonte è sempre il solito report SPIVA di S&P Index ed i numeri sono, tanto per cambiare, impietosi.

Confermata quindi la regola che vede la maggior parte dei fondi incapaci di produrre un valore aggiuntivo rispetto al benchmark nel lungo periodo.

Di fatto sfatato, in un’annata nera per le borse, anche il mito che vede i fondi a gestione attiva fare meglio del mercato. Mito solo per chi cerca di vendere strumenti e strategie finanziarie che anni studi e statistiche hanno di fatto smentito in modo netto.

Leggi anche: L’investimento attivo è un gioco a somma zero? No peggio Continua a leggere

Squadra che perde…scompare (Update SPIVA 2016)

Pubblicato il rapporto di fine 2016 SPIVA U.S. Scorecard , un documento che la società S&P Dow Jones Indices  pubblica regolarmente da anni e che come abitudine commentiamo sulle pagine del blog.

La novità di quest’anno è l’analisi su un orizzonte temporale più lungo (15 anni) delle over/under performance dei gestori di fondi americani.

Purtroppo per loro la storia si ripete, giustificando da questo punto di vista il flusso di denaro che sta favorendo fondi indice ed ETF.

Cominciano dall’anno 2016 dove si nota un miglioramento generalizzato da parte dei gestori attivi che “solo”  nel 60% dei casi sottoperformano il benchmark. Se questo sembra un numero comunque elevato ricordiamo che nel 2015 eravamo al 74% e nel disastroso 2014 al 86%. Numeri che pesano sulla percentuale a 5 anni la quale mostra una percentuale di fondi peggiore del benchmark nell’85% dei casi. Continua a leggere