Il maledetto lungo periodo

Poche settimane fa Morningstar ha pubblicato un interessante articolo  in cui veniva evidenziato come la rischiosità delle obbligazioni è molto più elevata di quello che pensa la maggior parte degli investitori.

Vero e falso commenta il vostro autore.

Vero perché tutte le due tabelle successive dimostrano, numeri alla mano, che l’obbligazionario ha fatto perdere denaro agli investitori con una frequenza maggiore rispetto all’azionario. Falso perché credo che la maggior parte delle persone non hanno a loro disposizione periodi di tempo così lunghi come quelli indicati nell’analisi. Quindi ci sta che l’obbligazionario rappresenti una solida fonte di reddito per investitori prudenti o avanti con gli anni.

Ma andiamo a scoprire i punti essenziali di questo articolo.

La prima tabella mostra il rendimento annualizzato di azioni e bond americani suddiviso per decade dal 1871 al 2016.

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Fonte: Morningstar

Gli anni’30 e gli anni 2000 sono stati quelli a più basso contenuto di rendimento per l’azionario, ma attenzione perché subito dopo vengono tre decadi in cui il rendimento più basso è stato realizzato proprio dai bond.

Ma andiamo alla seconda tabella, quella su cui si focalizza Morningstar e che misura i rendimenti annui per decade ma in termini reali, ovvero depurati dall’inflazione. Continua a leggere

Il Risparmio è un Gioco…da Ragazzi

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Ci sono tanti modi per far conoscere ai bambini il significato dei soldi. Ne abbiamo parlato qui, ma esistono in giro per l’Italia tanti bravi e volenterosi autori che creano libri o giochi capaci di catturare l’attenzione dei bambini e allo stesso tempo educarli al risparmio e all’uso consapevole del denaro.

Ringrazio pubblicamente Erga Edizioni per aver concesso al nostro blog la possibilità di provare il gioco ideato da Enzo Marciante e Carla Scarsi –  Risparmio… un gioco per ragazzi.

Due sezioni compongono il gioco. La prima è un viaggio storico che parte con gli albori dei primi denari fino ad arrivare ai giorni nostri dove la classica moneta metallica è evoluta in qualcosa di diverso e certamente più complesso. Interessanti alcune divagazioni in cui vengono citate  curiosità storiche che personalmente non conoscevo. Ad esempio l’origine della parola Pound. Se oggi la Sterlina inglese si chiama così è perchè agli inizi il suo valore coincideva con una libbra di argento. Continua a leggere

Tra Drammi e Bruciature

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Nei giorni immediatamente successivi alla Brexit abbiamo assistito ad una corsa selvaggia a chi sparava la frase più forte e drammatica per descrivere il calo dei mercati azionari. Bruciati miliardi, perdita in una sola giornata peggiore della storia, collasso Brexit, inizio della fine, ecc…

Come ben sapete i mercati finanziari hanno bisogno di tempo per lavorare e produrre rendimenti interessanti. Purtroppo però alcuni consulenti e diversi media finanziari (ma non solo) fanno di tutto per trascurare questo concetto che poi diventa di attualità solo nel momento in cui le cose vanno male.

 Tutti quanti vorremmo guadagni rapidi senza rischio di perdite. Purtroppo le probabilità non sono dalla nostra parte e il tempo nemmeno.

Io pure vorrei vivere fino a 150 anni con il fisico di un 20enne, purtroppo è semplicemente impossibile.

Peccato che in mezzo a questo mare di pessimismo tutti quanti hanno omesso di dirvi che il calo mensile del mese di giugno è solamente il 20esimo della storia recente (ultimi 20 anni) dell’Eurostoxx 50 total return.

Ma come direte voi? Non ci hanno raccontato del collasso, della speculazione, delle banche, dei soldi bruciati, bla bla e bla. Continua a leggere

Cosa Succede alle Borse quando gli Anni finiscono per 6?

Dal 1926 ad oggi gli anni che finivano per 5 sono risultati mediamente i migliori per la borsa americana con una percentuale media di rendimento addirittura del 30%. La cosa eccezionale è che questa regola è sempre stata rispettata, ovvero nel 100% delle 8 rilevazioni lo S&P500 ha chiuso gli anni che finivano con il numero 5 con un segno più. Il più incerto di tutto è proprio questo 2015 e vedremo se il rally di Natale servirà per evitare uno dei profili statistici più perfetti di Wall Street.

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