Barbell, una Strategia di Buon Senso per i Prossimi Anni

Vista la richiesta di alcuni lettori circa un chiarimento di quali potrebbero essere gli strumenti in grado di contrastare un rialzo dei tassi di interesse, riproponiamo questo articolo relativo alla strategia Barbell. Ci scusiamo con i lettori più anziani ma ogni tanto riprendere in mano alcuni concetti può servire per investire con maggiore lucidità. Buona lettura.

Le due strategie che preferisco quando investo in obbligazioni sono le cosiddette strategie Laddering e Barbell . Mentre la prima si basa sulla tecnica dei gradini (diversificare il portafoglio obbligazionario con varie scadenze), la seconda, detta anche del Bilanciere, si basa sulla tecnica degli estremi, ovvero investire una buona fetta del denaro (idealmente tra il 70% e l’80%) in titoli a scadenze ravvicinate (entro 1 anno) ed il residuo in titoli a lunga scadenza (da 10 anni in su).

BARBELL
Ovviamente non sappiamo che strada prenderanno i tassi nei prossimi anni però vi conviene scegliere tra queste due tecniche se non vorrete avere spiacevoli sorprese. Se infatti mettete tutta la posta in duration molto basse rischiate di incamerare rendimenti zero o addirittura negativi dal punto di vista nominale per diversi anni qualora la condizione attuale andasse avanti per diverso tempo; viceversa se mettete tutta la posta in scadenze lunghe per catturare rendimento rischierete di accumulare perdite di prezzo (e di opportunità visto che non potrete reinvestire) se i tassi saliranno.
Ho perciò voluto fare un test ed applicare la tecnica Barbell ad un periodo temporale, quello 1934-1981, che include uno scenario simile a quello attuale. Nel 1949 i tassi decennali americani chiusero l’anno con un rendimento del 2,19% mentre i T-Bill a 3 mesi erano al 1,10%, in rialzo dopo essere stati sotto zero dal 1935 al 1948. Continua a leggere

Barbell, una Strategia di Buon Senso per i Prossimi Anni

Le due strategie che preferisco quando investo in obbligazioni sono le cosiddette strategie Laddering e Barbell . Mentre la prima si basa sulla tecnica dei gradini (diversificare il portafoglio obbligazionario con varie scadenze), la seconda, detta anche del Bilanciere, si basa sulla tecnica degli estremi, ovvero investire una buona fetta del denaro (idealmente tra il 70% e l’80%) in titoli a scadenze ravvicinate (entro 1 anno) ed il residuo in titoli a lunga scadenza (da 10 anni in su).

BARBELL
Ovviamente non sappiamo che strada prenderanno i tassi nei prossimi anni però vi conviene scegliere tra queste due tecniche se non vorrete avere spiacevoli sorprese. Se infatti mettete tutta la posta in duration molto basse rischiate di incamerare rendimenti zero o addirittura negativi dal punto di vista nominale per diversi anni qualora la condizione attuale andasse avanti per diverso tempo; viceversa se mettete tutta la posta in scadenze lunghe per catturare rendimento rischierete di accumulare perdite di prezzo (e di opportunità visto che non potrete reinvestire) se i tassi saliranno.
Ho perciò voluto fare un test ed applicare la tecnica Barbell ad un periodo temporale, quello 1934-1981, che include uno scenario simile a quello attuale. Nel 1949 i tassi decennali americani chiusero l’anno con un rendimento del 2,19% mentre i T-Bill a 3 mesi erano al 1,10%, in rialzo dopo essere stati sotto zero dal 1935 al 1948. Continua a leggere