Se la liquidità è meglio di un fondo obbligazionario

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Continua ad essere diffusa la preoccupazione tra gli investitori di come investire quella fetta di denaro che per propensione al rischio o per orizzonte temporale non si vuole destinare ai mercati più rischiosi come ad esempio l’azionario.

La delusione per rendimenti obbligazionari ormai inesistenti aumenta così il denaro depositato sui conti correnti degli italiani.

Ma veramento questa scelta di lasciare i soldi sul conto corrente è sbagliata?

In diverse occasioni abbiamo detto come la liquidità non rappresenta un investimento profittevole in quanto il suo valore viene costantemente eroso dal mangiatore di soldi, alias l’inflazione.

Leggi anche: Il mangiatore di soldi

Questo ragionamento poggiava  sul fatto che mentre un conto corrente remunera zero o comunque l’equivalente di un tasso monetario, un prodotto obbligazionario offre una remunerazione superiore per svariati motivi.

Attese di inflazione, maggior premio per il rischio di investire su un orizzonte temporale più lungo, maggior premio legato al rischio credito dell’emittente, tutti elementi che dovrebbero rendere un’obbligazione più attraente del mantenere i soldi sul conto corrente.

Ma viviamo tempi straordinari e non è più così, almeno per ora.

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#Contrarian

Oggi post molto sintetico con la presentazione di due copertine apparse nel corso del 2019 su uno dei periodici più letti in ambiente finanziario, Bloomberg Businessweek.

Come già detto in diversi articoli, quando i media main stream, presunti esperti del futuro economico che verrà, si dilettano in copertine “sputa sentenze” siamo molto vicini all’esaurimento di quel fenomeno che media e lettori vogliono rispettivamente raccontare ed ascoltare per dare soddisfazione al proprio bias di conferma.

Se la mia previsione è confermata dal giornalone economico, allora sono un esperto penso tra me e me.

E se sono un esperto di finanza e il giornalone supporta le mie convinzioni non vedo l’ora di leggere altri articoli del genere che confermeranno come le mie teorie di investimento sono giuste.

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And the winner is…the bondholder

Zero, Per Cento, Statistica, Soldi

Quando nel 2016 scrivemmo il post  “E’ ancora possibile guadagnare in doppia cifra con i bond statali? Oh Yes!” (che riprendiamo qui sotto in versione quasi integrale) qualche commento non proprio di complimenti arrivò alla nostra casella di posta elettronica. In quel momento mi resi conto che nonostante l’Italia fosse un paese dove gli investitori amano alla follia le obbligazioni, come guadagnare soldi con le obbligazioni e soprattutto perchè comprare obbligazioni non fosse un concetto proprio chiaro a tutti.

Parlo soprattutto di consulenti finanziari che, “nati imparati” come dico io, dall’alto della loro capacità di prevedere il futuro dicevano che era da pazzi pensare di guadagnare dei soldi con tassi di interesse così bassi quali erano quelli di allora. La bolla speculativa sui bond stava scoppiando, l’iperinflazione era in arrivo e bla bla bla.

Eppure negli ultimi 12 mesi un semplice portafoglio costituito da 50% Bund tedesco e 50% Treasury americano a 10 anni e cambio coperto avrebbe fatto guadagnare all’investitore quasi il 3.7%. Se poi l’obbligazione americana fosse stata aperta al rischio di cambio il guadagno sarebbe stato del 10% battendo l’azionario mondiale che, sempre a cambio aperto, ha portato a casa negli ultimi 12 mesi il 6.5%.

Come vedete si fanno soldi anche con le obbligazioni ed anche con rendimenti a scadenza molto bassi si possono ottenere performance in doppia cifra battendo addirittura l’azionario.

Leggi anche: I migliori consulenti del vostro risparmio

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Illusione Monetaria

illuIl fenomeno dell’illusione monetaria trova molto spazio nei dibattiti economici quando i tassi di interesse sono elevati (ma l’inflazione lo è di più erodendo così potere d’acquisto), mentre non se ne parla affatto in un mondo di tassi bassissimi o addirittura negativi.

Il perché succede ciò è spiegato in tanti esperimenti fatti negli anni da studiosi della materia. Uno di questi chiedeva alle persone se erano più felici:

  • di un aumento di stipendio del 2% con inflazione a zero
  • di un aumento di stipendio del 5% con inflazione al 4%

In termini reali la prima ipotesi è vantaggiosa, permettendo al lavoratore di aumentare il suo potere d’acquisto del 2% rispetto al caso n.2 in cui il miglioramento è pari alla metà. Continua a leggere

Tutto Questo ci Farà Bene

Un bell’articolo del columnist del  Wall Street Journal, Jason Zweig, mette ancora una volta i risparmiatori di fronte alla cruda realtà. Se 13 mila miliardi di dollari di obbligazioni mondiali rendono oggi meno di zero, se ad un rendimento medio del 3% questo ammontare in altri tempi avrebbe messo nelle tasche degli investitori quasi 400 miliardi di dollari da spendere, la soluzione è una sola, risparmiare di più.

Questo esercizio a dire la verità nasconde anche un lato positivo. Tutti quanti noi risparmiatori se vorremo raggiungere in futuro degli obiettivi finanziari ben precisi dovremo imparare a spendere meglio. Questo risultato sarà strutturale nella nostra mentalità, ci forgerà, perché tutti noi saremo quella generazione che ha imparato a sopravvivere e a risparmiare con i tassi sotto zero. Fidatevi questo esercizio farà solo bene a tutti quanti.

Tuttavia lo stesso Zweig ci tiene a sottolineare  che la situazione che stiamo vivendo non è unica nella storia americana. In termini reali infatti i tassi monetari sono stati negativi in 18 dei 27 anni compresi tra il 1933 e il 1957. In ben 13 anni i tassi sui T-Bill rimasero sotto quota 0,50% in termini nominali, come ora. Continua a leggere