And the winner is…the bondholder

Zero, Per Cento, Statistica, Soldi

Quando nel 2016 scrivemmo il post  “E’ ancora possibile guadagnare in doppia cifra con i bond statali? Oh Yes!” (che riprendiamo qui sotto in versione quasi integrale) qualche commento non proprio di complimenti arrivò alla nostra casella di posta elettronica. In quel momento mi resi conto che nonostante l’Italia fosse un paese dove gli investitori amano alla follia le obbligazioni, come guadagnare soldi con le obbligazioni e soprattutto perchè comprare obbligazioni non fosse un concetto proprio chiaro a tutti.

Parlo soprattutto di consulenti finanziari che, “nati imparati” come dico io, dall’alto della loro capacità di prevedere il futuro dicevano che era da pazzi pensare di guadagnare dei soldi con tassi di interesse così bassi quali erano quelli di allora. La bolla speculativa sui bond stava scoppiando, l’iperinflazione era in arrivo e bla bla bla.

Eppure negli ultimi 12 mesi un semplice portafoglio costituito da 50% Bund tedesco e 50% Treasury americano a 10 anni e cambio coperto avrebbe fatto guadagnare all’investitore quasi il 3.7%. Se poi l’obbligazione americana fosse stata aperta al rischio di cambio il guadagno sarebbe stato del 10% battendo l’azionario mondiale che, sempre a cambio aperto, ha portato a casa negli ultimi 12 mesi il 6.5%.

Come vedete si fanno soldi anche con le obbligazioni ed anche con rendimenti a scadenza molto bassi si possono ottenere performance in doppia cifra battendo addirittura l’azionario.

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Investire nei Bond che Rendono di Più, una Strategia alla Prova della Storia

Libri consigliato per l’estate: Meb Faber – Global Value: How to Spot Bubbles, Avoid Market Crashes, and Earn Big Returns in the Stock Market

Meb Faber – Global Asset Allocation: A Survey of the World’s Top Asset Allocation Strategies (English Edition)

Ringrazio Meb Faber per avermi segnalato un suo recente ed interessante studio sul mercato obbligazionario e che potete scaricare qui.
L’oggetto dell’analisi è come approcciarsi ad un mondo obbligazionario a tassi sempre più bassi cercando di spuntare numeri interessanti nel lungo periodo. Apparentemente la strategia è la più semplice del mondo, comprare i bond con rendimenti più elevati.
Lo so cominciate ad essere perplessi e qualche piccola premessa va fatta. Continua a leggere

Illusione Monetaria

illuIl fenomeno dell’illusione monetaria trova molto spazio nei dibattiti economici quando i tassi di interesse sono elevati (ma l’inflazione lo è di più erodendo così potere d’acquisto), mentre non se ne parla affatto in un mondo di tassi bassissimi o addirittura negativi.

Il perché succede ciò è spiegato in tanti esperimenti fatti negli anni da studiosi della materia. Uno di questi chiedeva alle persone se erano più felici:

  • di un aumento di stipendio del 2% con inflazione a zero
  • di un aumento di stipendio del 5% con inflazione al 4%

In termini reali la prima ipotesi è vantaggiosa, permettendo al lavoratore di aumentare il suo potere d’acquisto del 2% rispetto al caso n.2 in cui il miglioramento è pari alla metà. Continua a leggere

Tutto Questo ci Farà Bene

Un bell’articolo del columnist del  Wall Street Journal, Jason Zweig, mette ancora una volta i risparmiatori di fronte alla cruda realtà. Se 13 mila miliardi di dollari di obbligazioni mondiali rendono oggi meno di zero, se ad un rendimento medio del 3% questo ammontare in altri tempi avrebbe messo nelle tasche degli investitori quasi 400 miliardi di dollari da spendere, la soluzione è una sola, risparmiare di più.

Questo esercizio a dire la verità nasconde anche un lato positivo. Tutti quanti noi risparmiatori se vorremo raggiungere in futuro degli obiettivi finanziari ben precisi dovremo imparare a spendere meglio. Questo risultato sarà strutturale nella nostra mentalità, ci forgerà, perché tutti noi saremo quella generazione che ha imparato a sopravvivere e a risparmiare con i tassi sotto zero. Fidatevi questo esercizio farà solo bene a tutti quanti.

Tuttavia lo stesso Zweig ci tiene a sottolineare  che la situazione che stiamo vivendo non è unica nella storia americana. In termini reali infatti i tassi monetari sono stati negativi in 18 dei 27 anni compresi tra il 1933 e il 1957. In ben 13 anni i tassi sui T-Bill rimasero sotto quota 0,50% in termini nominali, come ora. Continua a leggere

Tassi Negativi e Namibia, un Pò di Ottimismo

mani

Oggi gli autori del blog si prendono una “vacanza” di penna (o meglio di tastiera) segnalando due articoli completamenti diversi tra loro ma secondo noi molto istruttivi.

Il primo articolo lo trovate sull’ottimo blog di M&G Investments.

Si parla di tassi negativi,  della percezione errata che hanno gli investitori di questo fenomeno. Intanto perché lo stesso fenomeno non è nuovo (l’esempio è fatto sulla remunerazione della liquidità in Gran Bretagna al netto di imposte ed inflazione).

Come è ovvio che sia non necessariamente tassi nominali bassi o addirittura sotto lo zero si traducono in tassi reali altrettanto negativi. Anzi fenomeni di deflazione come quelli recentemente sperimentati spingono verso l’alto i rendimenti reali, il tutto esentasse visto che con tassi negativi nessuno può pretendere il pagamento di imposte. Continua a leggere