Se Andrà Male Andrà Bene

La società di consulenza americana Pension Partners di recente ha pubblicato un post  dove cerca di vedere i mercati con ottimismo anche in ottica di lungo periodo. Ovviamente in America i timori di un ribaltone di borsa ci sono alla luce dei nuovi massimi storici fatti segnare dallo S&P500, ma questo non dovrebbe distrarre l’investitore dai suoi obiettivi di lungo periodo.

Nel post vengono presi i peggiori periodo da 15 anni  partendo dagli anni ’20. Utilizzando i dati storici la risposta è che in passato solo nel 1,3% dei casi, a distanza di 15 anni, gli investitori del mercato azionario avrebbero perso denaro in termini nominali e stiamo parlando del periodo 1929-1943.

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Era il 1936 e Tutto Sembrava Caro, la Storia Continua

Diamo un seguito al nostro post “Era il 1936 e tutto sembrava caro” andando a vedere come azionario ed obbligazionario si stavano muovendo in quel periodo. Nessun parallelo con la situazione attuale, sapete che qui previsioni non se ne fanno, ma una fotografia di buon senso per preparare eventuali scenari di portafoglio e soprattutto per fare chiarezza su molti luoghi comuni che circolano sui media e non solo.
Capitolo tassi di interesse. Come abbiamo già visto in quel periodo, nonostante i bassi tassi di interesse stabilmente sotto al 3% sul decennale (e a zero sul monetario), la scelta di investire in bond si rivelò sempre vincente in termini nominali tranne che nel 1941. Scommetto che anche allora società di gestione del risparmio e broker spingevano per abbandonare i bond (che poi qualcuno si comprava) e cavalcare l’azionario appena uscito dalla durissima crisi del 1929. In realtà chi comprò tasso fisso in quel periodo non avrebbe avuto grandi danni economici nei 5 anni successivi come ben ci chiarisce il grafico successivo che mostra i ritorni annui di un investimento in decennale Usa a distanza di 5 annualità rolling.

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E del resto è la storia che ci dice che comprare bond decennali ora significa avere una elevata probabilità di vedersi ritornare ogni anno per la prossima decade semplicemente il rendimento annuo acquistato. Il secondo grafico Continua a leggere

Era il 1936 e Tutto Sembrava Caro

Doug Short è un attento osservatore delle valutazioni dei mercati azionari (il Q Ratio tra tutti) quindi vale la pena commentare la sua pubblicazione di inizio marzo su bond ed equity per contestualizzare il tutto ed adattare (come da tempo stiamo dicendo) le aspettative dei risparmiatori.

doug shortCome già commentato qui il P/E di Shiller ha toccato livelli che ragionevolmente non dovrebbero alimentare attese di rendimento annuo a “doppia cifra” in un arco temporale di 5-10 anni per chi mette adesso sui mercati il proprio capitale. Doug Short ha combinato il P/E con i tassi decennali andando a posizionare la vignetta gialla nell’estrema sinistra di una storia dei mercati finanziari vecchia di oltre 130 anni. Chiaramente siamo in territorio inesplorato, su questo non ci sono dubbi e le medie storiche ha senso prenderle come riferimento con una certa dose di buon senso. Finanziariamente parlando però quello attuale non è un contesto mai visto e come scrive correttamente Short, tassi decennali sotto al 3% e P/E sopra 20 li abbiamo già visti nel 1936-1937.
Con tutti i limiti di questo esercizio di backtest può essere utile vedere la storia di un investimento fatto nel 1936 a distanza di 5, 10, 20 e 30 anni. In quel momento i tassi Continua a leggere