Il mondo non crollerà, tranquilli

Nessuno può sapere dove saranno i mercati finanziari fra 1 settimana, 1 mese, 1 anno, questo concetto lo sentite ripetere spesso su queste pagine. Correzioni arriveranno lo sappiamo, ma non sarà la fine del mondo. Questa volta non è diverso.

Lo scetticismo che accompagna il bull market corrente è certamente un qualcosa che stupisce, ma chi dice che è solo ed esclusivamente la liquidità delle banche centrali che fa salire le quotazioni a mio modo di vedere è in errore.

Vi porto due esempi.

Nei mesi scorsi è apparsa questa notizia. Facebook ha una enorme convenienza ad accelerare la diffusione dell’auto senza guidatore e la conferma arriva da due numeri. Continua a leggere

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Il paradosso della bassa produttività

La produttività delle principali economie occidentali è in costante calo da tempo. Questo ha portato molti economisti ad affiancare la parola paradosso all’andamento incredibilmente declinante di un fattore che in realtà avrebbe dovuto puntare verso l’alto grazie alle straordinarie innovazioni tecnologiche.

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Il grafico riferito alla macchina che più avrebbe dovuto beneficiare della new economy, quella americana, mostra appunto il tasso di crescita annuale della produttività del lavoro.

In parole povere le aziende si ritrovano in questo momento ad impiegare lavoratori che, combinati ai macchinari, non riescono più ad aumentare l’output finale. Perchè? Continua a leggere

Più Tecnologia Meno Produttività

Mentre il mondo impazzisce per l’innovazione tecnologica ed i suoi benefici presenti e futuri, mentre il mondo si interroga del perché tassi ed inflazione non ripartono, mentre gli investitori si interrogano sui rendimenti potenziali da investimento che saranno in grado di catturare in futuro, due grafici possono fornire una parziale risposta, almeno secondo il sottoscritto.

Il primo grafico indica i tassi di variazione della produttività americana dal dopoguerra ad oggi. La robotica, internet, le biotecnologie e tantissime altre innovazioni che la tecnologia sta apportando stanno in realtà producendo il più basso tasso di variazione della produttività dalla fine degli anni ’70. Ma come? Le macchine non dovrebbero produrre di più con meno costi e maggiore velocità? Evidentemente per ora non è così, anzi allo stato attuale i numeri dicono l’esatto contrario. Continua a leggere

Onda Anomala (ed Anziana) in Arrivo

Per chi volesse prendere atto di un fenomeno che sta pesando (e che peserà) in modo incredibilmente forte su tante variabili finanziarie a cominciare dai tassi di interesse, consiglio questo link ad un infografica dinamica del Wall Street Journal. Ne abbiamo già parlato qui e qui, ma è inutile stare a raccontarsela o a pensare a vecchio, di fronte a noi c’è una sfida notevole.

La popolazione mondiale toccherà i 10 miliardi di unità nel 2050, ma che nello stesso tempo risulterà molto più vecchia. Questo è logico poiché aumentano le aspettative di vita, ma se l’effetto di questo elemento si combina con un rallentamento (forse inevitabile per ragioni di spazio fisico) del numero di figli per coppia adulta, allora il problema c’è tutto ed è bello grosso. Continua a leggere

I Millennials, Ferrari Ferme in Garage

A volte si ha la fortuna (o sfortuna dipende dai punti di vista) di vivere momenti storici di grandi cambiamenti. Non so se la crisi del 2007-2008 rappresenta un punto ideale di spartiacque ma è chiaro che da quel momento sono cambiate delle tendenze secolari dando il via ad aggiustamenti finanziari e sociali che stanno avendo conseguenze notevoli.
Dei Millennials ne abbiamo già parlato qui, ma la generazione degli attuali ventenni deve fare i conti con un paesaggio che non è più quello visto dai genitori. Globalizzazione e nuove tecnologie offrono incredibili nuove opportunità, ma chiudono la porta ad un mondo a cui tutti quanti eravamo abituati e questo è un problema senza ombra di dubbio. Continua a leggere

Troppa Finanza fa Male

Lo dice una persona che di finanza ci vive, ma obiettivamente ritengo che da un po’ si sia superato il limite. Nonostante la crisi del 2007-2008 la finanza continua ad occupare un ruolo non solo dominante ma quasi invasivo in ogni piega dell’economia. E’ vero che una buona finanza serve per oliare bene un sistema economico, ma quando questa è troppa si corre il rischio di impiegare risorse, tempo e forza lavoro in settori poco produttivi a discapito di ricerca e sviluppo in altri settori ben più tangibili.
Guardate questo grafico. Continua a leggere

Scelte Difficili ci Aspettano

Riprendo ancora la discussione circa l’evoluzione demografica mondiale già trattata qui (il problema europeo non è la Grecia ma la demografia)  e qui e che, almeno secondo il sottoscritto, potrebbe influenzare parecchio le aspettative di qualsiasi investimento nei prossimi anni. L’interessante articolo di Paul Kasriel di Econtrarian  mostra come la curva demografica americana, pur essendo meno drammatica di quella europea, presenta degli elementi strutturali per i prossimi 40/50 anni piuttosto prevedibili e sui quali fare qualche ragionamento, come sempre in questi casi molto in libertà. Continua a leggere

Il Problema dell’Europa non è la Grecia ma la Demografia (parte Seconda)

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Il tema demografico ha suscitato molto interesse tra i lettori dopo questo post e quindi ritengo interessante andare avanti nell’affrontare una questione molto più delicata di quello che si pensi.
I dati Istat usciti dopo il nostro post (ci prendiamo un briciolo di soddisfazione…) hanno confermato la tendenza italiana a non crescere più in termini demografici. Questo di per sé non è un male se la curva demografica avesse una struttura classica a piramide con più una maggiore concentrazione giovanile a fronte di una minore concentrazione di anziani. Il problema è che si sta verificando l’opposto. Continua a leggere

Il Problema Europeo non è la Grecia, ma la Demografia

Il sottoscritto molto spesso trova grandi difficoltà nel leggere rapporti provenienti delle varie istituzioni finanziarie (Banche Centrali, Fondo Monetario, ecc…) che in tomi chilometrici esprimono concetti aleatori e soprattutto basati su ipotesi previsionali che la storia recente ha poi dimostrato difettare in precisione. I tagli alle prospettive di crescita delle aree economiche o le revisioni dei tassi di inflazione sono un qualcosa che ci ha accompagnato spesso dall’avvio della crisi e sinceramente, se le previsioni hanno dei margini di errore così grandi, per me leggerle è tempo perso.
Diverse sono invece le previsioni di lungo periodo che hanno ad oggetto la demografia. I trend in questo caso possono essere facilmente stimabili e soprattutto possono spingersi molto in là nel tempo poiché per cambiare tendenze demografiche servono decadi, non anni. Capisco che esistono letture più piacevoli, soprattutto in questo periodo dell’anno, ma se e quando ne avrete voglie date un’occhiata a questo recente rapporto della Commissione Europea, ve lo consiglio vivamente anche per il bene dei vostri figli. Continua a leggere