Ingolositi e delusi

Da almeno un paio di anni un piccolo spicchio del mio portafoglio di investimento utilizza una strategia molto simile a quella presentata nel post “Investire nei bond che rendono di più, una strategia alla prova della storia”.

Simile ma non identica, visto che ritengo in questo caso specifico importante il momentum di ingresso. Non posso certamente affidarmi a fondi o ETF per questo tipo di strategia e i modesti importi possono tranquillamente sopportare l’inevitabile volatilità futura legata anche all’acquisto di scadenze molto lunghe. Basse commissioni, tassazione al 12.5% (tendo a preferire dei liquidi sovranazionali in valute emergenti) e tanto rendimento da flusso cedolare. Visto così sembra il mondo perfetto, ma ovviamente ad alto rendimento corrisponde alto rischio di perdite in conto valutario. Per questo, ritengo fondamentale  acquistare solo a certe condizioni tecniche dei rispettivi cross valutari.

Come ben sapete, le mie “guide” in questo campo sono gli amici di Age Italia ai quali regalo un doppio spot gratuito. Continua a leggere

Guerra Valutaria in Corso

Ogni tanto gli amici redattori del report settimanale Age Italia – Strategie Valutarie ci permettono di attingere dal loro interessante reportorio. Di seguito un articolo secondo noi molto interessante sulla situazione delle valute emergenti, croce e delizia di molti investitori italiani. Buona lettura.

Interessantissimo articolo dell’economista Carmen Reinhart circa la presunta guerra valutaria in corso sui mercati finanziari. Guerra che tanto presunta non è visto che il numero dei paesi con una svalutazione della moneta superiore al 15% (quasi la metà dei 179 analizzati) ha toccato un massimo nel corso del 2015 con il 2016 che sembra non voler essere da meno.

crashDa gennaio 2014 a gennaio 2016 la svalutazione competitiva media contro dollaro Usa è stata di quasi il 35% e questo, a detta di Reinhart, richiama ciò che successe tra il 1994 e il 1997 ma a parti invertite. Allora fu la massiccia svalutazione cinese a mettere in difficoltà le tigri asiatiche che si ritrovarono con cambi effettivi reali troppo forti. Stavolta è la svalutazione degli altri che rischia di lasciare il cerino in mano alla stessa Cina.

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La tabella fonte Bloomberg ci mostra infatti i REER (tassi effettivi di cambio) dei principali paesi e, considerando che 100 è il valore centrale, risulta evidente come la rivalutazione del cambio non ha permesso al Renmimbi cinese di svalutarsi come altre valute emergenti hanno effettivamente fatto. Problema di competitività ma anche di quel debito privato contratto dalle aziende cinesi con abbondante generosità in questi anni. Il mercato questo lo sa e non è un caso che le scosse telluriche più forti si sono viste quando Pechino ha deciso di svalutare. Il rischio è che l’aggiustamento valutario risulti essere troppo soft rispetto a quanto servirebbe realmente alla Cina…

Emergenti o Sommersi?

Segnalo un bell’articolo tradotto in italiano la cui autrice è l’economista Carmen Reinhart e l’oggetto il debito occulto dei paesi emergenti. Nella sostanza la Reinhart mette in discussione non tanto la veridicità dei dati di bilancio pubblicati dai paesi emergenti, quanto la loro opacità.
Si sente spesso ripetere che le condizioni debitorie degli emergenti sono migliori di quelle di periodi in cui si scatenò una vera e propria tempesta su queste aree economiche. Vero, ma come dice Reinhart, in tutti i casi di crisi dei paesi emergenti (tipo Messico 1994 o Tailandia 1997) imponenti debiti occultati alla contabilità vennero alla luce con lo scoppio della crisi stessa. Da qui la domanda; dove si stanno annidando i debiti (anche extracontabili) che le economie emergenti hanno contratto in questi anni? Continua a leggere

L’onere della Copertura Rischio Cambio

Abbiamo già affrontato il discorso relativo all’opportunità di coprire o meno il cambio sia sul fronte obbligazionario che su quello azionario. Ovviamente gestire il rischio cambio, ma soprattutto prenderne coscienza, è fondamentale per gestire una fetta importante del rischio di portafoglio. Se un risparmiatore vicino alla pensione dovrebbe senza dubbio aumentare decisamente la quota di investimento coperta dal rischio valutario, un giovane investitore può permettersi di sopportare una volatilità maggiore. Continua a leggere

Quanto vi Costa il Desiderio di Protezione

Uno dei fattori psicologici ai quali è più sensibile un investitore è quello di perdere denaro dopo aver scelto in autonomia su cosa mettere il proprio denaro. Ammettere una sconfitta è difficile da digerire ed ancora di più da ammetterla anche a sé stessi. Come ampiamente descritto qui tutto questo fa parte di un tipico comportamento dell’investitore medio e chi crea prodotti finanziari tutto ciò lo sa benissimo e per questo fa ad esempio leva sulla parola “Protezione” per collocare nuovi prodotti sul mercato a prezzi piuttosto salati.

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L’investitore si sente tranquillo di aver parte o tutto il capitale garantito e non si preoccupa di quanto deve pagare per poter usufruire di questa opzione. Siccome in finanza pasti gratis non ce ne sono, chiedetevi sempre cosa c’è e quanto costa disporre di un’opzione a voi favorevole all’interno di un prodotto di investimento. Continua a leggere