Volatilità molto bassa o molto alta uguale opportunità

 

Beach, Dry, Crust, Wild, Waves, Water

  • La volatilità è spesso associata all’andamento negativo dei mercati finanziari e soprattutto alle fosche prospettive per il futuro degli investimenti. Pensiero non sempre corretto
  • L’economista Joachim Klement ha dimostrato come aspettattive negative sull’evoluzione dei mercati azionari storicamente possono essere nutrite quando la volatilità segue un certo percoso e non necessariamente deve essere bassa.
  • Quello che conta non è il valore assoluto della volatilità ma la sua dinamica nel corso del tempo. Da qui possiamo ottenere dei livelli di probabilità sull’andamento dei prossimi mesi sui mercati azionari

Decine di migliaia di analisti finanziari di tutto il mondo osservano con attenzione maniacale le variazioni degli indici di borsa e della loro volatilità. La speranza di ognuno di loro è quella di caatturare in anticipo quel movimento capace di prevedere il prossimo crash dei mercati azionari.

Alla gente piace ascoltare e prevedere disastri (purchè non siano i loro), mentre fare previsioni di rialzi dei mercati finanziari piuttosto che di un tranquillo e pacioso navigare all’interno di un noioso fiume di rendimenti finanziari positivi (ma non esagerati) non piace. Anzi annoia.

Dall’interessante blog di Joachim Klement ho estrapolato parte di un’analisi molto più articolata che l’accademico svizzero ha elaborato di recente. Continua a leggere

Diversificazione degli investimenti, perchè è importante giocare su più tavoli

Monopoly, Canadian, Game, Playing, Dice

  • Quando si parla di diversificazione è sempre molto complicato capire quanti strumenti servono per definire un portafoglio di investimento effettivamente diversificato
  • Una ricerca americana sul mondo azionario sembra fornire una risposta convincente a questo quesito
  • Alla fine la scelta di ETF globali, azionari o obbligazionari, appare sempre la scelta vincente nel lungo periodo

Quando si parla di investimenti la parola diversificazione viene associata a minore rischio e maggiori strumenti finanziari in cui investire.

Corretta in linea di massima, questa definizione di diversificazione degli investimenti non ci dice però di quanto si riduce il rischio e quanti devono essere gli strumenti per raggiungere un livello ottimale di diversificazione.

Nell’articolo di lunedì ho dimostrato come in una manciata di minuti è possibile creare un portafoglio in grado di competere nel lungo periodo con quello dei gestori professionisti.

Una qualche risposta a tutto ciò ha provato a darla anche Allan Roth sul blog finanziario Advisor Perspectives. Continua a leggere

Un rischio sottovalutato, l’illiquidità di uno strumento finanziario

Water, Rapids, Stream, Cascade

Il fattore liquidità è da sempre un elemento cruciale per il successo di un piano di investimento. Un fattore però molto spesso sottovalutato dall’investitore medio.

Tendenzialmente ricordiamo solo periodi particolarmente critici per le asset class di investimento più tradizionali (vedi il caso del 2008), momenti in cui i book azionari ed obbligazionari vivono momenti della giornata “deserti” in cui l’incrocio tra denaro e lettera risulta problematico. In realtà questo elemento è sempre presente in misura più o meno intensa.

Dipende per l’appunto dalle caratteristiche degli strumenti utilizzati, ma anche dai momenti di mercato e dalle politiche monetarie.

Quando le banche centrali inondano il mercato con la liquidità gli spread di qualsiasi natura si restringono ed anche investimenti particolarmente illiquidi suscitano l’interesse degli investitori comprimendo il premio per il rischio.

Il premio per l’illiquidità è un elemento anch’esso trascurato ma determinante nella definizione del rendimento atteso di un investimento. Continua a leggere

La sindrome della testa nel forno e i piedi nel frigorifero

Roller Coaster, Ride, Fun, Amusement

  • Non serve una cultura finanziaria da laureato per investire, bastano alcune pillole fondamentali
  • Conoscere alcuni concetti statistici come la volatilità storica dei rendimenti delle asset class è fondamentale per investire nel modo corretto
  • La diversificazione è il miglior strumento gratuito a disposizione di tutti per ridurre i rischi

Questa frase  fu pronunciata dallo scrittore americano Charles Bukowski su risposta ad una domanda circa il suo pensiero verso la statistica.

Non mi fido molto delle statistiche, perché un uomo con la testa nel forno acceso e i piedi nel congelatore statisticamente ha una temperatura media.

E proprio questa celebre frase mi serve per spiegare meglio il concetto di varianza, ovvero di ampiezza dell’oscillazione del rendimento di un titolo o di un fondo attorno alla sua media.

Come scrive Peter Bernstein nel suo libro “Più forti degli Dei”

Il concetto di varianza è legato matematicamento allo scarto quadratico medio ed in effetti i due concetti sono intercambiabili. Tanto maggiori sono varianza o scarto quadratico medio  attorno alla media, tanto meno il rendimento medio è rappresentativo di quello che sarà verosimilmente l’esito. La situazione di varianza elevata ci riporta alla sindrome testa nel forno piedi nel frigorifero.

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Il Gioco delle Medie – parte 2

  • Il metodo di calcolo di un rendimento non è un concetto banale soprattutto quando sono terze parti a presentare il dato
  • La media geometrica è un metro di misura più corretto per misurare i rendimenti di un investimento
  • Vi spiego un trucchetto per ricavare la media geometrica partenzo dalla media aritmetica

In un articolo del 2018 intitolato “Il Gioco delle Medie” avevo mostrato  come cambiando il metodo di  calcolo di rendimenti storici si  potevano ottenere risultati decisamente diversi.

Molto spesso prendiamo per buoni i dati che ci vengono forniti da consulenti, schede prodotti o siti internet. Ma come calcolare un rendimento e con quale metodo non è un dettaglio da poco quando si decide di investire del denaro nel lungo periodo.

Ricordo per comodità la differenza tra i due  metodi di calcolo, media aritmetica e media geometrica.

Supponiamo di avere  20 anni di performance annue di un investimento tutte in fila.

La media aritmetica è semplicemente la somma dei dati divisa per il numero di rilevazioni.

La media geometrica alla somma sostituisce la moltiplicazione dei numeri estraendo la radice quadrata invece che dividere per le rilevazioni.

Per chiarire ancora meglio il concetto riprendo una parte di quell’articolo. Continua a leggere

Il gioco delle illusioni

finanza e illusione

Prendete un mondo di tassi negativi con tanto, ma tanto risparmio desideroso di investire ed accrescere il proprio valore. Prendete un mercato di ETF in crescita esponenziale che offre di tutto e di più. Infine prendete una cultura finanziaria non elevatissima che si combina a tutto quello che vi ho detto prima.

Il risultato sarà un cocktail di denaro che finirà su strumenti di investimento che promettono tanto, ma dopo i classici conti della serva, manterranno veramente poco.

Naturalmente la lista di questi prodotti dall’alto rendimento è lunga e nonostante il mercato ci sta dicendo che per essere sicuri di non perdere capitale… bisogna perderlo (scusate il gioco di parole), i risparmiatori non accettano questa realtà ed invece di abbassare le attese di rendimento del portafoglio investito preferiscono cercare le scorciatoie. Continua a leggere

Amica Volatilità

La volatilità sul mercato azionario mondiale è tornata e questo, dopo un’annata di minimi storici in termini di oscillazione dei prezzi, era una cosa assolutamente normale e prevedibile.

Sapete bene cosa pensiamo della volatilità dei prezzi azionari, opportunità e non certo rischio per un investitore di lungo termine. La volatilità è il prezzo da pagare per una over performance nel lungo periodo. Questa frase non è nostra ma l’abbiamo estrapolata da un interessante articolo apparso sul sito inglese di Vanguard

Di questo articolo riteniamo interessanti alcuni passaggi che vogliamo condividere con i lettori.

Il primo è relativo a quello che successe nel 2008. L’indice americano S&P500 trovò a novembre 2008 il suo picco di volatilità, ma chi tenne duro fino a quando la volatilità scese 10 mesi dopo sotto la sua media storica avrebbe prodotto un ritorno del 33%. Come giustamente dice il premio Nobel Daniel Kahneman, se possedere azioni è un progetto di lungo termine per noi stessi, seguire il loro andamento nel breve termine è veramente una cattiva idea, anzi è la cosa peggiore che possiamo pensare di fare.

In fondo la volatilità altro non è che la misura di quanto il rendimento del nostro investimento si discosta dal suo valore medio. Meno guardiamo l’andamento del nostro portafoglio meno rischiamo di vedere numeri che potrebbero infastidirci e rovinare il nostro piano di investimento. Continua a leggere