Aggiornamento di educazione (ed autodifesa) finanziaria

Karate, Calcio, Sport, Cintura, Uomo

Ogni attività che sia sportiva, professionale o di hobbistica richiede ogni tanto degli aggiornamenti o “rinfrescate” come dico io.

Non serve scrivere tanti nuovi concetti, spesso e volentieri sono sempre quelli che girano.

E allora rispolveriamo dall’archivio un vecchio post sempre attuale. Buona lettura.

Il mondo degli investimenti si sta aprendo come non mai al risparmio privato e nei prossimi anni la consulenza tenderà a diventare sempre più personalizzata e mirata agli obiettive delle persone e dei nuclei familiari. Tutto questo porterà alla ribalta nuove figure di professionisti del settore e prodotti innovativi che si andranno ad affiancare all’esistenze.

La tecnologia sta già per fortuna facendo un’adeguata selezione naturale di questo mondo e se a questo venisse abbinata un’opera di educazione adeguata già a partire dalle generazioni più giovani ci sarebbe di che essere soddisfatti. Il mondo però non è perfetto ed ogni risparmiatore dovrà cercare di difendersi da facili promesse improntate al guadagno di breve periodo e da paroloni altisonanti che usciranno da campagne di marketing aggressive.

Sarà perciò necessario attrezzarsi con qualche filtro di difesa da seguire quando si sceglie di affidare i propri risparmi ad un prodotto gestito o ad un consulente finanziario (advisor come si dice oggi).

Ho provato a stilare alcuni punti dai quali potrete secondo me dedurre molto agevolmente se la vostra scelta è corretta o meno. Continua a leggere

Tempo prezioso

Meb Faber è capace di produrre post sul suo blog sempre molto provocatori ed anche stavolta ha colpito nel segno. Personalmente qualche osservazione critica all’articolo che trovate qui ce l’ho, ma ciò che Meb ha cercato di focalizzare è proprio il dispendio di energie e tempo che come investitori non professionali dedichiamo allo studio dei mercati per cercare di catturare extrarendimenti.

Se gli investitori professionali faticano ad ottenere extra rendimenti superiori al punto percentuale, figuriamoci un amatore che non dispone di quella mole di informazioni e ricerche che invece favoriscono gli investitori professionali.

Ogni investitore, anche il più piccolo ed insignificante, dovrebbe dedicare un po’ di tempo a “educarsi” finanziariamente. Leggere qualche buon libro, leggere qualche blog di qualità e poi perché no testare sul campo anche con risultati negativi certi concetti.

L’educazione finanziaria non dovrebbe però trabordare nel desiderio di essere migliori dei professionisti della finanza. Se falliscono loro, perché voi dovreste fare meglio? Continua a leggere

Tre cause di una bolla speculativa

In omaggio al premio Nobel per l’economia Richard Thaler questa settimana il nostro blog ripropone gli articoli nei quali è stato citato l’autore del libro  Nudge. La spinta gentile. La nuova strategia per migliorare le nostre decisioni sul denaro, salute, felicità

Nelle pagine conclusive del libro di Richard Thaler e Cass Sustein si parla di quali sono le cause che portano alla nascita di una bolla speculativa.

Tre sono i fattori citati: razionalità limitata, scarsa capacità di autocontrollo ed influenze sociali.

La razionalità limitata sopraggiunge quando l’ambiente si fa più complicato. Nel libro si citano i mutui; da semplici strumenti a tasso fisso o variabile facilmente analizzabili da ogni cittadino, sono diventati nel corso del tempo delle vere e proprie opere (fatte non sempre bene) di ingegneria finanziaria. Se ci pensiamo accade lo stesso con i prodotti finanziari dedicati all’investimento.

Razionalmente dovremmo prima capire cosa stiamo comprando poi procedere con l’azione. Invece più sale la complessità più ci facciamo travolgere dalle emozioni e diventiamo irrazionali come ben spiegato nel celebre libro di Robert Shiller Euforia irrazionale. Alti e bassi di borsa. Questo non significa che la complessità è un elemento negativo. Innovazione porta anche al progresso e non sempre le cose all’inizio sono semplici. L’importante però è spiegare perchè succede qualche cosa e quali sono le conseguenze nell’abusare di un certo prodotto o servizio.

Alla razionalità limitata si aggiunge la scarsa capacità di autocontrollo. Le tentazioni sono ovunque, dalla finanza allo shopping online. Quando su un piatto d’argento ci viene servita la possibilità di accedere in modo semplice semplice ad un prestito cadiamo nella trappola del tutto subito. Lo stesso vale per le transazioni finanziarie; avere a disposizione un supermercato di prodotti in ogni momento della giornata porta a praticare attività  che ci fanno perdere il controllo travolgendoci in un vortice di iperattività. Perdendo il controllo soteniamo elevati costi diretti (commissioni) ed indirette (potenziali perdite).

Il terzo pilastro che determina una potenziale bolla speculativa sono le influenze sociali. Quante volte i sentito dire hanno influenzato le nostre scelte di investimento? Gli amici si arricchiscono con il trading online comprando azioni tecnologiche e io che faccio, sto fermo? I guru della finanza confermano poi con i loro report quello che mi hanno detto gli amici e io che faccio, non ci credo? Informazioni spesso errate o confuse o fuori luogo confermate da media ed esperti (il luogo comune degli immobili che crescono sempre di prezzo è l’esempio classico) rappresentano il perfetto amplificatore di una bolla speculativa.

Pur esistendo altre concause nella formazione di un bolla speculativa crediamo che l’informazione, la cultura finanziaria, la modesta consapevolezza dei propri limiti , rappresentano alcune delle armi che ciascuno di noi può affilare per evitare di cadere nella prossima trappola.

 

Cosa NON fare con i soldi investiti per il futuro dei vostri figli

Torno dalla vacanze  oltre Manica e su Milano Finanza di lunedì 2 settembre vedo il titolo di copertina che recita: “Cari genitori, nonni, zii, dieci investimenti per una vera pensione ai vostri figli e nipoti”. E’ mio, mi sono detto pronto ad una avida lettura.

Incuriosito ho deciso di entrare a spron battuto in questo speciale dedicato a come impostare un piano di investimento corretto per il futuro dei propri eredi. Mi aspettavo (lo ammetto) qualcosa di diverso. Al di là del preambolo fatto di se, ma o forse sulle future norme previdenziali e sull’ipotetica aspettativa di vita, la parte conclusiva della sezione 1 mi ha fornito conferma di quanto ancora indietro siamo nell’educazione finanziaria in Italia.

Corretta la premessa dell’allungamento di orizzonte temporale, ma quando MF mi cade sull’opportunità di puntare su grandi trend secolari per diversificare il portafoglio e non farsi guidare dall’emotività cadono le braccia.

Prima domanda chi ci dice che demografia, sicurezza, robotica, energie rinnovabili saranno i trend dominanti a livello finanziario nei prossimi anni? E se non fosse così si può tornare al VIA e ricominciare come a Monopoli? No! Continua a leggere

Tre cause di una bolla speculativa

Nelle pagine conclusive del libro di Richard Thaler e Cass Sustein – Nudge. La spinta gentile. La nuova strategia per migliorare le nostre decisioni sul denaro, salute, felicità si parla di quali sono le cause che portano alla nascita di una bolla speculativa.

Tre sono i fattori citati: razionalità limitata, scarsa capacità di autocontrollo ed influenze sociali.

nudge

La razionalità limitata sopraggiunge quando l’ambiente si fa più complicato. Nel libro si citano i mutui; da semplici strumenti a tasso fisso o variabile facilmente analizzabili da ogni cittadino, sono diventati nel corso del tempo delle vere e proprie opere (fatte non sempre bene) di ingegneria finanziaria. Se ci pensiamo accade lo stesso con i prodotti finanziari dedicati all’investimento.

Razionalmente dovremmo prima capire cosa stiamo comprando poi procedere con l’azione. Invece più sale la complessità più ci facciamo travolgere dalle emozioni e diventiamo irrazionali come ben spiegato nel celebre libro di Robert Shiller Euforia irrazionale. Alti e bassi di borsa. Questo non significa che la complessità è un elemento negativo. Innovazione porta anche al progresso e non sempre le cose all’inizio sono semplici. L’importante però è spiegare perchè succede qualche cosa e quali sono le conseguenze nell’abusare di un certo prodotto o servizio.

Alla razionalità limitata si aggiunge la scarsa capacità di autocontrollo. Le tentazioni sono ovunque, dalla finanza allo shopping online. Quando su un piatto d’argento ci viene servita la possibilità di accedere in modo semplice semplice ad un prestito cadiamo nella trappola del tutto subito. Lo stesso vale per le transazioni finanziarie; avere a disposizione un supermercato di prodotti in ogni momento della giornata porta a praticare attività  che ci fanno perdere il controllo travolgendoci in un vortice di iperattività. Perdendo il controllo soteniamo elevati costi diretti (commissioni) ed indirette (potenziali perdite).

Il terzo pilastro che determina una potenziale bolla speculativa sono le influenze sociali. Quante volte i sentito dire hanno influenzato le nostre scelte di investimento? Gli amici si arricchiscono con il trading online comprando azioni tecnologiche e io che faccio, sto fermo? I guru della finanza confermano poi con i loro report quello che mi hanno detto gli amici e io che faccio, non ci credo? Informazioni spesso errate o confuse o fuori luogo confermate da media ed esperti (il luogo comune degli immobili che crescono sempre di prezzo è l’esempio classico) rappresentano il perfetto amplificatore di una bolla speculativa.

Pur esistendo altre concause nella formazione di un bolla speculativa crediamo che l’informazione, la cultura finanziaria, la modesta consapevolezza dei propri limiti , rappresentano alcune delle armi che ciascuno di noi può affilare per evitare di cadere nella prossima trappola.

Leggi anche: Almeno una volta nella vita ci siamo cascati tutti

                         Il selfie finanziario degli italiani

 

Si semina da bambini, si raccoglie da adulti

germe

Come ben sapete questo blog cerca di trasmettere periodicamente qualche concetto finanziario al fine di aumentare la cultura del risparmiatore e/o investitore italiano. Bisogna però essere bene consapevoli che, per ogni attività svolta, dallo sport alla musica, dal teatro alle lingue, prima si parte meglio è nell’apprendere ed affinare le conoscenze e la pratica. In seguito le vocazioni di ciascuno indirizzeranno il destino in una direzione piuttosto che un’altra, ma questo è secondario.

Relativamente a coloro che in tono dispregiativo lo definiscono il “Dio Denaro”, sono dell’idea che fin da piccoli i bambini devono prendere confidenza con la moneta, le sue doti, ma anche i suoi difetti. Cercare di isolare i nostri figli da qualcosa che di fatto permea in modo radicato e profondo tutta la nostra società è pura illusione, oltre che dannoso per il loro futuro.

Cliccate su questa infografica .

Oltre 28 trilioni di Dollari di monetine, banconote, depositi girano per il mondo. Certo non sono equamente distribuiti, ma sono presenti in quantità incredibilmente alte come l’acqua che beviamo o l’aria che respiriamo. Si può vivere senza denaro? Siamo sinceri, no.

Si può cercare di sopravvivere, ma nessuno vuole ritornare all’età della pietra e quindi è giusto affrontare l’argomento presto, con  tranquillità e buon senso. Il denaro può diventare fonte di euforia come di depressione. Questo può capitare a tutti quanti, educati compresi. Non siamo macchine, siamo uomini e donne in carne e ossa.

Se però fin da piccoli fossimo stati abituati ad attribuire al denaro il giusto significato, a maneggiarlo con cura, a sacrificarci per esso ed anche a cercare il benessere di quello che abbiamo faticosamente accumulato, credo che gli ultimi anni sarebbero stati diversi, anche in termini di polarizzazione della ricchezza.

In questo post abbiamo introdotto l’argomento ed un articolo recentemente apparso sul blog di Johnatan Clements ci permette di riprendere la discussione. Continua a leggere

Il ritorno (pericoloso) del Fai da Te

fai

Il boom di raccolta dei prodotti a gestione passiva del 2016 ha chiaramente acceso i riflettori sugli ETF, in apparenza la soluzione a buona parte dei mali che affliggono i portafogli medi degli investitori italiani e mondiali.

E’ innegabile che siamo di fronte ad uno dei momenti storici più favorevoli per coloro che hanno denaro da investire, almeno lato passività.

Il costo dei prodotti a replica passiva (ma anche a gestione attiva se vogliono rimanere competitivi) sta puntando verso il basso da tempo, con il 2016 che ha visto un nuovo giro di vite. In America ormai siamo arrivati a costi di 9 $ per 1000$ investiti, in alcuni casi anche senza costi di transazione. A questo link potete capire come e la tabella successiva ci fa capire meglio di cosa stiamo parlando.

etf

Creare un portafoglio semplice e ben diversificato  spendendo lo 0,09% del capitale investito come commissione di gestione è possibile ed è una delle fonti di successo dei modelli di Robo Advisory.

Se confrontato con i costi di un fondo a gestione attiva la battaglia per quest’ultimo è persa in partenza. Siccome l’investitore negli ultimi tempi ha focalizzato la sua attenzione tutta sul lato dei costi questo spiega i flussi verso gli ETF degli ultimi tempi.

Quando però il gregge si sposta tutto da una parte bisogna sempre alzare la testa e guardare il panorama che ci circonda, perchè se il capofila cade nel burrone noi andiamo con lui. Continua a leggere