Inflazione al 7% significa…

Ogni fine anno rappresenta il momento ideale per chiudere un bilancio e progettare il budget per l’anno successivo.

Un rituale al quale ovviamente non si sottrae il mondo della pianificazione finanziaria che troppo spesso omette colpevolmente un numerino dal risultato finale, quello della perdita di potere d’acquisto del denaro nell’anno appena concluso. In una parola sola l’inflazione.

Il dato shock appena pubblicato negli Stati Uniti ha generato l’incremento annuale dei prezzi al consumo più forte dall’inizio degli anni ’80. Un +7% che ha fatto tremare i polsi, ma che racchiude dentro di sè anche tante complicazioni per la classe medio bassa della popolazione. Non è un caso che appena rieletto il capo della Federal Reserve Powell ha svoltato ad U la politica monetaria, trasformando l’inflazione da temporanea a strutturale.

I prossimi anni saranno quella della lotta all’inflazione da parte delle banche centrali. Una lotta che come ho scritto in passato non sarà però all’ultimo sangue.

Ma inflazione non è una parola negativa per tutti gli attori in gioco. L’inflazione strillata in questi giorni in maniera anche un pò scomposta, va contestualizzata guardando alla storia e alle previsioni che quotidianamente mercati efficienti rendono disponibili al pubblico.

L’articolo di oggi spero possa aiutare il lettore nel muoversi con un pò meno di incertezza nell’attuale scenario.

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Missione impossibile, rendimento positivo sulla liquidità

come impiegare la liquidità sul conto corrente?

La gestione della liquidità sembra essere diventata improvvisamente centrale nelle strategie di istituti finanziari, imprese e piccoli correntisti. Ognuno di questi attori ha ovviamente una sua prospettiva e un suo interesse, ma quella di far “rendere” la liquidità è diventata per tutti quanti una missione da realizzare con ogni mezzo.

Dovrei pure pagare per portare i soldi in banca, questa la frase più gettonata che scatena la ricerca di conti correnti a costo zero e prodottini sicuri in grado di generare un pò di rendimento positivo sui soldi risparmiati.

Un privato cittadino con un livello di ricchezza medio difficilmente dispone di un saldo di conto corrente con oltre 100 mila euro per periodi prolungati di tempo. Questo gli permette di avere a disposizione uno strumento dove depositare il denaro tutto sommato privo di rischi (i depositi sono garantiti dal fondo interbancario di tutela dei depositi fino a 100 mila euro per depositante e per banca) e mediamente con costi molto contenuti.

Per imprese e banche il cash diventa invece un onere aggiuntivo da gestire in quantità sicuramente differenti che necessitano trattamenti diversi.

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Inflazione personale, come calcolarla (e utilizzarla) nel mondo della personal finance (seconda parte)

Nella prima parte dell’articolo dedicato al tasso di inflazione personale abbiamo cercato di comprendere l’importanza di questo numero per le nostre tasche di risparmiatori. Ma come possiamo calcolare il suo valore e soprattutto, come possiamo utilizzarlo per la nostra attività di pianificazione finanziaria?

Prima di tutto bisogna essere chiari e onesti con noi stessi. Non si può fare nulla se non si è in grado di certificare il bilancio di spesa annuale della nostra famiglia.

Come scrivo spesso su questo blog, uno dei pilastri fondamentali per una buona gestione delle finanze personali è il monitoraggio delle spese ordinarie e straordinarie.

Per queste ultime l’attività è utile per quantificare quanto deve essere capiente il nostro serbatoio di emergenza. Per le spese ordinarie l’utilità è invece quella di avere, con buona approssimazione, un’idea dei costi che la nostro “impresa familiare” dovrà sostenere ragionevolmente l’anno prossimo.

Che si tratti di carta e penna, di un file excel o (consigliata) di una app sullo smartphone, il bilancio delle spese è fondamentale per capire anno dopo anno se i ricavi superano i costi, ma anche quali sono le maggiori voci di spesa che incidono sui nostri conti.

In questo modo avremo definito il nostro personale paniere di spesa che differirà quasi certamente differirà da quello ufficiale.

Ripetere l’esercizio l’anno successivo e con una certa costanza ci permetterà di confrontare di quanto è salita o scesa la spesa. La cosiddetta inflazione personale.

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Quel pessimismo che non riusciamo a toglierci di dosso quando investiamo i nostri risparmi

La tragedia piace. L’ottimismo un po’ meno.

Questo è quello che ho capito durante tanti anni di blog. Semplicemente osservando il comportamento di media mainstream (ma non solo) è abbastanza facile arrivare a una conclusione. Nel mondo degli investimenti le cattive notizie trovano molto spazio, le buone un pò meno. Concetto semplice, forse banale, ma che ha degli impatti notevoli sul nostro modo di risparmiare e investire soldi.

Il titolone che richiama disastri, drammi, probabile fine di tutto il genere umano, invasione aliene, locuste e cavallette, attira la maggior parte delle persone. Non c’è niente da fare.

Se avessi messo a questo articolo il titolo “Perché il mercato azionario crollerà nel 2022” oppure “Il vero motivo che spingerà bitcoin a 500 mila dollari”, le statistiche di traffico di domani sarebbero probabilmente dalle 3 alle 5 volte più alte di quelle che invece otterrò con l’attuale titolino, striminzito e poco sexy.

La tragedia piace perché arriva all’improvviso, inaspettata, violenta, mette a nudo le debolezze dell’umanità ma (se ci salviamo) anche la nostra capacità di schivarne gli effetti.

E poi la tragedia mette tutti sullo stesso piano, il ricco come il povero. Ma soprattutto una striscia di eventi negativi soddisfa chi un giorno sì e l’altro pure ripete il più classico dei “te l’avevo detto”. Quante volte abbiamo incontrato sulla nostra strada consulenti finanziari, amici o familiari che ci hanno donato gentilmente una fetta delle loro doti di preveggenza allertandoci circa l’imminenza di un nuova crisi finanziaria.

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Inflazione personale, come calcolarla (e utilizzarla) nel mondo della personal finance (parte prima)

 

La parola inflazione trova sempre più spazio nei dibattiti pubblici.

Dal web alla tv, dalla radio fino alla carta stampata la variazione percentuale annua dei prezzi al consumo dopo anni di ibernazione sembra essere tornata in auge grazie agli effetti del Covid.

Anche il mondo degli investimenti e della pianificazione finanziaria in genere ha riscoperto un concetto che “stranamente” era stato lasciato per strada. Questa attenzione al rendimento reale di un investimento è già di per sè un risultato per l’educazione finanziaria di casa nostra (poi in quanti sono in grado di rendicontarvelo è un altro discorso), ma la vera domanda da fare al nostro consulente finanziario di fiducia (o a noi stessi se agiamo in autonomia) è questa.

Quale tasso di inflazione stiamo utilizzando per fare dei progetti di lungo periodo?

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I 12 principi di Jack Brennan

Jack Brennan ha rappresentato un pezzo molto importante della storia di Vanguard, il più importante gestore di fondi passivi e ETF al mondo.

All’interno della società fondata da Jack Bogle, Brennan ha rivestito il ruolo di CEO (Chief Executive Officer) dal 1996 al 2008 ed è tuttora Chairman emerito di Vanguard.

Dopo lo scoppio della bolla tecnologica di inizio secolo Brennan decise di scrivere un libro Straight Talk on Investing 

Il motivo era legato alla necessità di fornire una guida di riferimento a quegli investitori che si stavano trovando davanti uno scenario molto diverso per quello che riguardava il modo di investire i propri risparmi.

Strumenti fino a quel momento accessibili solo ad investitori istituzionali stavano diventando alla portata di tutti.

Se questo era il lato buono dell’innovazione finanziaria, quello meno buono si scoprì qualche anno dopo quando la Grande Crisi Finanziaria portò allo scoperto prodotti poco trasparenti ed ultra speculativi che gli stessi investitori istituzionali avevano piazzato nei portafogli degli investitori di mezzo mondo.

Negli anni successivi il “mondo migliore in cui investire” è effettivamente diventato ancora più interessante e conveniente per un piccolo investitore.

Ma quando si entra in una gioielleria o in una galleria d’arte piuttosto che in una enoteca rischiamo di aver a nostra disposizione un’offerta molto vasta e interessante della quale conosciamo il giusto, salvo essere specialisti o autodidatti del tema.

Non serve essere dei geni per investire con buon senso e raggiungere gli obiettivi. Ma bisogna seguire certe regole.

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Normalmente non va mai come previsto

Scadenza, Cronometro, Orologio, Tempo

Semplice quanto desiderata in questi ultimi mesi. La libertà di muoversi dove e come vogliamo. Green pass o tampone non cambia granchè, l’importante è riassaporare il piacere di “quello che si faceva prima della pandemia”.

Non ce la facciamo più dopo mesi di lockdown e allora, giustamente, decidiamo di uscire di casa. A piedi, in bicicletta, in moto, in auto, in barca, in camper, in treno, come volete insomma.

Quando ci siamo svegliati c’era il sole, la temperatura era gradevole, tutto perfetto. Magari siamo anche stati bravi pianificatori e nei giorni scorsi abbiamo consultando ogni 4 ore la nostra app preferita di previsioni meteo avendo la sospirata conferma. Semaforo verde, solo il 2% di probabilità di pioggia. Perfetto.

Partiamo, fischiettando, e cominciamo a pianificare i luoghi che vogliamo visitare, attraversare o semplicemente godere con la vista e ascoltare con l’udito.

Pensiamo anche di fermarci nel tale parco a fare un bel picnic comprando qualche buon prodotto locale. E perché no mettiamo pure la palla nello zaino per i bambini, metti mai che incontriamo qualche amico. Il portafoglio è bello pieno, il cellulare carico, le scarpe sono quelle leggere e sportive, proprio quelle giuste per il periodo. Se prendiamo l’auto il serbatoio è full, se prendiamo la bici le gomme gonfie.

Chi non ha mai vissuto o pensato di vivere una giornata di questo tipo? Penso che tutti quanti più o meno abbiamo potuto realizzare questi piccoli piaceri della vita.

Ma chi tra di noi non ha mai vissuto almeno una sorpresa negativa tra tutto ciò che ho elencato?

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