By |Categorie: Risparmio|Pubblicato il: 21 Settembre, 2020|

L’assegno unico e universale è finalmente attivo da marzo 2022. Qualche ragionamento su come impiegare questi soldi parametrati al patrimonio familiare dobbiamo farlo per mettere a frutto un importo apparentemente limitato, ma che se correttamente investito potrebbe dare una bella spinta ai sogni dei nostri figli.

L’INPS ha messo a disposizione degli utenti una pagina dedicata con tanto di video, e l’invito rivolto a tutti è di non disperdere questa opportunità inserendo nel modo più corretto la richiesta online.

Ognuno può avere le proprie idee sull’efficacia di queste misure, ma essendo questo un blog di finanza personale credo sia abbastanza importante inquadrare la questione perché ogni famiglia con figli a carico avrà la possibilità di costruire fin da subito un bel castello di denaro che all’età di 21 anni permetterà ai nostri eredi di realizzare qualche obiettivo concreto.

Gli importi dell’assegno unico e universale sono parametrati al reddito ed al patrimonio di ogni famiglia, ma credo sia molto utili capire perché è importante fin da subito non sprecare questi soldi in consumi inutili o beni non necessari. Meglio costruire un bel piano di investimento destinato al futuro di nostro figlio.

Partiamo dall’orizzonte temporale. Lunghissimo, 21 anni.

Considerando che nostro figlio non avrà bisogno di quei soldi prima dei 21 anni potremo partire fin da subito acquistando con questi soldi uno strumento azionario globale a basso costo riducendo eventualmente il rischio (anche se non dovrebbe essere necessario vista la giovane età) nel corso degli anni.

Passiamo all’importo da destinare all’investimento.

Nella tabella che propongo di seguito la scaletta degli importi va da 50 a 200 €. Non tutti potranno utilizzare per l’investimento la cifra stanziata dal Governo e non tutti avranno accesso a quella cifra per l’intero periodo.

Con un semplicissimo piano di accumulo sarà possibile costruire un patrimonio che andrà oltre le più rosee aspettative.

Qui sorge uno dei principali problemi dei risparmiatori mancati. Ragionare nel breve termine, incapaci di rinunciare a consumi presenti e soddisfacimento di bisogni immediati, piuttosto che programmare e pianificare nel lungo periodo.

E’ proprio così che rinunciamo a capitali importanti.

I 200 € al mese per 21 possono diventare 100 mila € se il rendimento annuo composto sarà nell’ordine del 6%.

Ma anche nell’ipotesi più conservativa di un rendimento del 2% avremo la possibilità di aprire in futuro uno scrigno di denaro sonante superiore ai 60 mila €.

Fate due conti su quando servirà a vostro figlio per pagare un corso universitario completo e capirete quanto è importante arrivare preparati finanziariamente parlando all’appuntamento.

La tabella riportata qui sopra indica l’evoluzione del bonus partendo dai 50 fino ai 200 € mensili. Una parte dovrà necessariamente spesare il quotidiano, ma un’altra dovrà (e dico dovrà) spesare il futuro. E’ tutto nelle nostre mani.

Ma non finisce qui.

Se questo bonus entrerà nelle disponibilità dei genitori c’è la possibilità di destinarlo ad un piano di accumulo con fondi o ETF, ma c’è anche la possibilità di aprire un fondo pensione intestato ai nostri figli. Con questa scelta il papà o la mamma verserà i 200 € mensili al fondo pensione ed a fine anno avrà la bella sorpresa pagando meno tasse.

Considerando che il fondo pensione è anche un’ottima palestra di educazione finanziaria al risparmio ( è smobilizzabile solo una parte di esso)  e che l’erede inevitabilmente si troverà costretto ad aprire una sua autonoma posizione previdenziale per integrare il pilastro previdenziale tradizionale quando abbraccerà il mondo del lavoro, il bonus figli appare l’occasione giusta per unire l’utile al dilettevole.

Buon investimento.

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Un commento

  1. dddeee777888 21 Settembre 2020 at 22:43 - Reply

    Bell’approfondimento.
    Ti segnalo però che per i fondi pensione la deduzione degli importi versati sulle posizioni dei familiari a carico è del 50%, quindi quei 76 euro di risparmio fiscale diventano 38.

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