Conversazione semi-seria con un cliente sull’inutilità di investire nell’oro

Anche oggi pubblichiamo l’articolo di un autore con il quale abbiamo deciso di collaborare. Il nostro per ora mister X (che di professione fa il consulente finanziario indipendente) scrive sempre newsletter originali e competenti per i suoi clienti e così abbiamo deciso di tanto in tanto di far apprezzare le sue riflessioni anche ai lettori di investireconbuonsenso.com. L’articolo segue idealmente quelli delle ultime due settimane focalizzati sull’investimento in oro. Buona lettura.

Dopo la disamina molto accattivante e approfondita di investireconbuonsenso.com sull’oro delle newsletters delle due settimane scorse, vorrei trattare il tema dell’investimento” in oro dal punto di vista delle ragioni “emotive” del cliente che decide di comprare oro.

Sia che lo compri in versione fisica con i lingotti dai numismatici e dai Compro Oro che tramite ETF o ETC.

Essendo io focalizzato io sul mercato americano e sul comportamento degli investitori statunitensi, ho notato che la natura umana è davvero uguale in tutto il mondo: ovvero che gli investitori italiani ed americani si comportano allo stesso modo ed hanno le stesse motivazioni per giustificare l’acquisto dell’oro – insomma siamo in buona compagnia. Continua a leggere

Oro, l’investimento più emozionante della storia (ma non il più redditizio) – parte seconda

Salvadanaio, Soldi, Finanza, Bancario

L’articolo della settimana scorsa dedicato all’oro si era concluso su quanto costa investire nel prezioso metallo giallo. Costi spesso sottovalutati da coloro che, abbagliati dall’emozione di possedere oro, perdono una parte di quel buon senso che ogni bravo investitore dovrebbe avere.

L’oro infatti ha un costo se viene detenuto attraverso strumenti finanziari come gli ETC. Pur essendo sempre consigliato andare su strumenti con sottostante fisicamente detenuto nei caveau delle banche (a proposito, uno dei rischi maggiori di perdere il diritto di proprietà sull’oro acquistato è il sequestro dei caveau da parte della nazione ospitante, lo sapevate?), le commissioni annue di gestione del prodotto si sommano ad un rischio emittente dell’ETC spesso ignorato dall’investitore.

Ma l’oro costa (e tanto) anche se viene scambiato fisicamente con banche o numismatici. In questo caso i differenziali tra prezzi di acquisto e di vendita (il cosiddetto bid-ask spread) superano anche il 5-6%. Percentuale da moltiplicare per due se avete anche intenzione di vendere. A quel punto addio protezione dall’inflazione.
Costa anche se la sicurezza dell’oro viene garantita con cassette di sicurezza piuttosto che con cassaforte domestiche. Continua a leggere

Oro, l’investimento più emozionante della storia (ma non il più redditizio) – parte prima

Nel prologo del suo libro “Oro, storia di un’ossessione”, Peter Bernstein cita una storia raccontata dallo scrittore americano John Ruskin. Questo l’estratto. Un uomo salì a bordo di una nave portando con sé tutti i propri averi in una borsa piena di monete d’oro. Una terribile tempesta in mare spinse il capitano della nave a dare il segnale di allarme affinché tutti i passeggeri si mettessero in salvo. L’uomo salì in coperta con la borsa legata intorno alla vita con una cinghia e si gettò in acqua per salvarsi. Ovviamente andò a fondo immediatamente e se ne persero le tracce.
Era quell’uomo a possedere l’oro o l’oro a possedere lui si chiese Ruskin.
L’oro rappresenta da decenni uno strumento finanziario a tutti gli effetti accessibile sotto forma di veicoli di investimento quotati che la maggior parte di noi investitori può acquistare. In alternativa possiamo soddisfare il desiderio di possesso acquistando il prezioso metallo giallo sotto forma di monete o lingotti. Già ma prezioso per chi? Continua a leggere

Oro, più Croce che Delizia

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L’oro rappresenta da sempre l’oggetto del desiderio per molti investitori, un bene che dovrebbe proteggere i risparmi  da un crack definitivo del sistema finanziario. In realtà di questo non ne abbiamo la controprova visto che finora di collassi non ne abbiamo mai visti dagli anni ’70 ad oggi, ovvero da quando il metallo giallo cominciò a fluttuare liberamente in termini di quotazioni. Continua a leggere

Gli Asset di Investimento Reali per Battere l’Inflazione

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Molto spesso si sente parlare di asset di investimento reali la cui caratteristiche peculiare dovrebbe essere quella di difendere l’investitore da periodi di inflazione crescente.

Non che questo risulti essere un problema immediato, ma molto spesso le campagne commerciali delle case di investimento stuzzicano l’investitore con accattivanti immagini o scenari che insinuano nel risparmiatore la paura di veder eroso il capitale  da improvvise fiammate inflazionistiche o, ancora peggio, nell’investitore emerge la volontà di anticipare tutto il mondo su uno scenario escluso dalla maggior parte degli analisti.

In realtà è di buon senso considerare questi asset, ma per altri motivi che capirete alla fine dell’analisi.
Abbiamo preso quattro classici asset reali (REIT, Inflation Linked Bond, Commodities e Oro) e li abbiamo confrontati con l’andamento di un classico portafoglio 60% azioni 40% bond investito sul mercato americano dal 1972. Continua a leggere

L’oro sta diventando un investimento high yield?

La tabella che postiamo sotto illustra i rendimenti nominali e reali delle obbligazioni governative emesse dalle principali economia sviluppate. Rispetto ad un anno fa i segni rossi si stanno intensificando e quei segni rossi sono la nuova realtà del mercato, ovvero tassi negativi.
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Pagare per possedere titoli di stato tedeschi o francesi piuttosto che svizzeri e olandesi, è la nuova realtà di un mercato che evidentemente sconta uno scenario di inflazione negativa nell’immediato.
Ma se dobbiamo pagare per dare in prestito ad una controparte i nostri risparmi, non converrebbe acquistare oro? Cerchiamo di chiarire alcuni aspetti anche basandoci sulla storia dell’ultimo secolo.

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