#Contrarian

Oggi post molto sintetico con la presentazione di due copertine apparse nel corso del 2019 su uno dei periodici più letti in ambiente finanziario, Bloomberg Businessweek.

Come già detto in diversi articoli, quando i media main stream, presunti esperti del futuro economico che verrà, si dilettano in copertine “sputa sentenze” siamo molto vicini all’esaurimento di quel fenomeno che media e lettori vogliono rispettivamente raccontare ed ascoltare per dare soddisfazione al proprio bias di conferma.

Se la mia previsione è confermata dal giornalone economico, allora sono un esperto penso tra me e me.

E se sono un esperto di finanza e il giornalone supporta le mie convinzioni non vedo l’ora di leggere altri articoli del genere che confermeranno come le mie teorie di investimento sono giuste.

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L’asset allocation di ArcheoWealth (Secondo trimestre 2019)

Terminato il trimestre spazio al consueto aggiornamento trimestrale del portafoglio di ArcheoWealth partito ad inizio 2015 con una dotazione fissa di 50 mila Euro.

Come avevo previsto il corposo progresso accumulato nel primo trimestre dell’anno (+8.4%) si è progressivamente consolidato nel corso del secondo trimestre con dei continui sali e scendi che portano il bilancio da inizio anno  a +10,2%. Quasi 1000 Euro in più di valore nel secondo trimestre con un montante di  61.375 Eur.

La performance complessiva sale anch’essa oltre il 22%, per un rendimento annuo composto del 4.5%, in linea con il mio target ideale nominale di 4-5%. Ricordo che il controvalore attuale è già al netto dei costi degli ETF (0,23% il valore medio delle spese correnti del portafoglio) ma al lordo di fiscalità ed inflazione.

Leggi anche: Come capire quanto costa un ETF

Ma chi ha generato questa eccellente performance nel 2019? Continua a leggere

Speciale Asset Allocation: Permanent Portfolio

Questo tipo di portafoglio valido “permanente” trova il suo padre fondatore in Harry Browne e può essere analizzato nei dettagli acquistando il libro The Permanent Portfolio: Harry Browne’s Long-Term Investment Strategy.

La caratteristica peculiare del Permanent Portfolio è quella di aver un approccio molto netto e stabile verso l’investimento, dividendo la torta in quattro parti uguali.

Quella che vedete qui sotto è la composizione ideale (ovviamente tarata sull’investitore americano).

25% Azionario America

25% Treasury Lungo Termine

25% Treasury Breve Termine o Conti Deposito

25% Oro

Ma come si è comportato questo portafoglio dal 1972 ad oggi?  Ringrazionado PortfolioCharts.com per averci concesso il diritto di pubblicare i suoi grafici, al netto dell’inflazione e al lordo di eventuali commissioni e tasse, il grafico sotto mostra  il risultato storico dell’All Seasons Portfolio. Un rendimento medio annuo del 4,6% con una volatilità del 7%.

permanent

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Speciale Asset Allocation: All Seasons Portfolio

Questo tipo di portafoglio valido “per ogni tipo di stagione” trova il suo padre fondatore in Ray Dalio con una notevole visibilità negli ultimi anni generata dalla citazione dello stesso all’interno del libro di Tony Robbins Soldi: Sette semplici passi per la libertà finanziaria (Overlook).

Se non volete acquistare il libro (comunque molto interessante per coloro che vogliono diventare finanziariamente più indipendenti) potete leggere qui  la filosofia che pervade questo tipo di portafoglio. Sintetizzando, lo scopo dell’All Seasons Portfolio è quello di andare bene in ambienti di alta o bassa inflazione, di alta o bassa crescita, insomma in ogni stagione economica.

Quella che vedete qui sotto è la composizione ideale (ovviamente tarata sull’investitore americano).

30% Large Cap americane

40% Treasury Lungo Termine

15% Treasury Medio Termine

7,5% Commodities

7,5% Oro

Ma come si è comportato questo portafoglio dal 1972 ad oggi?  Ringrazionado PortfolioCharts.com per averci concesso il diritto di pubblicare i suoi grafici, al netto dell’inflazione e al lordo di eventuali commissioni e tasse il grafico riportato qui sotto mostra  il risultato storico dell’All Seasons Portfolio. Un rendimento medio annuo superiore al 5% con una voltatilità inferiore al 9%.

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Aspettatevi previsioni “inflazionate” nel 2017

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Immagino già ora outlook 2017 in cui verranno (ancora!!!) dipinti tassi di interesse in netto rialzo sulla parte lunga della curva dei rendimenti e soprattutto un’inflazione in salita. Ah l’inflazione tanto desiderata che ora con il ciclone Trump non potrà far alto che impennarsi. E via che arriveranno serviti su un piatto d’argento fior di prodotti inflation linked standard o con duration hedged. E perchè non qualche prodotto absolute return in grado di contrastare il rialzo dei tassi? Ed infine come dessert l’immancabile macedonia di asset reali per contrastare il rialzo nel costo del denaro.

Prima di parlarvi di inflazione vorrei però invitarvi a leggere due post che scrivemmo tempo fa e che hanno analogie molto forti con il periodo attuale. In Era il 1936 e tutto sembrava caro e in Era il 1936 e tutto sembrava caro, la storia continua   abbiamo ricordato ai lettori come il periodo post 1929 fu caratterizzato in America  da tassi ufficiali e decennali molto bassi per oltre 20 anni, con sporadiche quante effimere fiammate sui rendimenti esattamente in un momento in cui le politiche keynesiane andavano alla grande (quello che vorrebbe fare Trump).

Nonostante opere pubbliche imponenti l’inflazione americana rimase mediamente sotto l’1% fin dopo la Seconda Guerra Mondiale. Continua a leggere

Vizi Globalizzati

Il sito americano Bankrate.com pubblica periodicamente un sondaggio tra i suoi clienti ponendo una delle più classiche domande che spesso i clienti stessi fanno ai consulenti. Indicateci  quel’è il miglior modo di investire oggi il denaro che avete a disposizione.

Beh le risposte appaiono molto “italiche”  a dispetto della preparazione finanziaria americana vera o presunta tanto decantata su siti specializzati e non solo.

La tabella riportata sotto mostra il dettaglio dei risultati e casa + liquidità risultano la scelta migliore per quasi il 50% degli intervistati.

bankrateLa cosa più stupefacente a mio modo di vedere non è però neanche questa, quanto piuttosto vedere che oro e preziosi vengono visti come investimenti più rassicuranti rispetto ad azionario e bond. Mistero, ma probabilmente figlio di un’incertezza che attanaglia anche il popolo americano. Continua a leggere