Perchè i fondi battono gli investitori privati

Ad ogni investitore sarà capitato nel corso della sua “carriera” di ricercare scuse per giustificare il modesto rendimento degli investimenti. Un tema già affrontato su questo blog e che vede tra le cause principali la scarsa cura che l’investitore dedica a quelle poche variabili che sono sotto il suo controllo.

In altri casi, le “lamentele” appaiono ingiustificate visto che la sottoperformance di un investimento è determinata dalla ricorrente ricerca del timing giusto.

E così i tanti aspiranti investitori fai da te perdono per strada frazioni importanti di rendimento allungando i tempi necessari per raggiungere un obiettivo.

Alla fine di questo articolo vedremo quattro regole molto semplici che possono contribuire ad alleviare una buona parte degli errori più comuni.

Prima di arrivarci voglio però segnalare una ricerca molto interessante che ci spiega perchè i fondi battono gli investitori privati.

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Nel 2019 i fondi attivi hanno battuto il benchmark?

  • Pubblicato il report SPIVA 2019 nel quale vengono indicate le percentuali di fondi di investimento capaci di battere il benchmark in un anno record come il 2019
  • Naturalmente anche l’anno passato la gestione attiva ha tradito le aspettative con un media del 70% dei fondi americani incapaci di battere il benchmark di riferimento
  • A distanza di 10 anni i gestori di fondi high yield nel 97% dei casi risultano battuti dal mercato

Poche settimane fa è stato pubblicato il consueto report annuale redatto da S&P Dow Jones Indices relativo all’anno 2019. Da quando questo blog ha cominciato la sua attività non abbiamo mai mancato di commentare questa preziosa risorsa informativa in grado di mettere a disposizione del pubblico una verità taciuta fino a pochi anni fa, sussurrata ora che l’industria finanziaria dispone dell’arma degli ETF per dirottare il denaro di chi non crede più nella narrazione della capacità della gestione attiva di battere il mercato di riferimento.

Assodato che la gestione attiva non batte il benchmark nel lungo periodo e che gli investimenti finanziari sono un gioco a somma inferiore a zero (anzi peggio di zero come scritto qui), andiamo a vedere in sintesi cosa è uscito dal rapporto di S&P. Continua a leggere

Fondi a gestione attiva vs passiva. Altra batosta per i guru

  1. Un recente report di Morningstar evidenzia l’incapacità della gestione attiva di essere vincente nel lungo periodo
  2. Confermati i risultati del più famoso SPIVA
  3. Consapevole di ciò il marketing

    finanziario punta a prodotti passivi incapsulati in costosi contenitori (wrapper)

Questa volta è Morningstar nel suo barometro semestrale European Active/Passive Barometer a colpire duro il mito della capacità dei gestori di fondi di generare alfa.

L’analisi di Morningstar misura periodicamente la performance dei fondi di investimento europei attivi confrontandola con quella dei fondi a replica passiva.

Il risultato misura il successo di un gestore nell’essere migliore di un classico ETF. L’analisi di confronto per il fondo attivo viene fatta non solo verso un fondo indice o ETF, ma verso un paniere di strumenti passivi in modo da avere un benchmark più affidabile di confronto già al netto delle commissioni.

Il paniere di fondi attivi e passivi sui quali Morningstar ha condotto l’analisi è di 10840 fondi per un totale di Asset Under Management di 2.7 miliardi di Eur, un terzo del totale dei fondi europei. Continua a leggere

Piove sul bagnato per la gestione attiva degli investimenti

Water, Raindrops, Raining, Wet, Liquid

Altra tegola per la mitica gestione attiva dei fondi di investimento.

Questa volta è Morningstar nel suo barometro semestrale European Active/Passive Barometer a colpire duro il mito della capacità dei gestori di fondi di generare alpha.

L’analisi di Morningstar misura periodicamente la performance dei fondi europei attivi confrontandola con quella dei fondi a replica passiva.

Il risultato determina il successo di un gestore nell’essere migliore di un classico ETF.

L’analisi di confronto per il fondo attivo viene fatta non solo verso un fondo indice o passivo, ma verso un paniere di fondi passivi in modo da avere un benchmark più affidabile di confronto già al netto delle commissioni. Continua a leggere

Bull o Bear market, per i fondi è sempre la stessa storia

Play Chess, Elephant, Mouse, Snail

Tempo di bilanci per il mondo dei fondi a gestione attiva e per il nono anno consecutivo i fondi americani che investono in azioni a larga capitalizzazione hanno sottoperformato l’indice S&P500. La fonte è sempre il solito report SPIVA di S&P Index ed i numeri sono, tanto per cambiare, impietosi.

Confermata quindi la regola che vede la maggior parte dei fondi incapaci di produrre un valore aggiuntivo rispetto al benchmark nel lungo periodo.

Di fatto sfatato, in un’annata nera per le borse, anche il mito che vede i fondi a gestione attiva fare meglio del mercato. Mito solo per chi cerca di vendere strumenti e strategie finanziarie che anni studi e statistiche hanno di fatto smentito in modo netto.

Leggi anche: L’investimento attivo è un gioco a somma zero? No peggio Continua a leggere

Problemi di resistenza

Pubblicato nel mese di luglio il report SPIVA , documento dal quale si desume la cosiddetta “Persistance Scorecard”, ovvero quanti fondi collocati negli Stati Uniti sono riusciti a mantenersi nei quartili più alti in termini di performance battendo di fatto un investimento a replica passiva che come ben sappiamo altro non fa che cercare di copiare l’andamento di un indice.

Come scrive S&P Dow Jones Index che cura questo rapporto, il detto “le performance passate non sono un indicatore di quelle future” è assolutamente azzeccato.

Non voglio commentare con tante parole questo rapporto, credo che i numeri risulteranno per tanti di voi molto parlanti.

Dei fondi azionari che erano al top nel primo quartile nel 2014 (571), nel 2015 erano ancora sulla cresta dell’onda il 30.4%, diventati il 7.8% nel 2016, lo 0.18% nel 2018. Continua a leggere

Esercizio da fare una volta all’anno

In attesa dell’uscita del report 2018, consiglio a tutti quanti ogni anno di gettare uno sguardo al rapporto di Credit Suisse Global Investment Returns Yearbook https://publications.credit-suisse.com/tasks/render/file/?fileID=B8FDD84D-A4CD-D983-12840F52F61BA0B4. Documento in inglese, ma tabelle e grafici sono parlanti e soprattutto analizzano un periodo storico molto ampio e che supera il secolo. Nel rapporto del 2017 alcuni elementi meritano attenzione soprattutto per inquadrare nel giusto contesto il momento che stiamo vivendo.

A seconda delle giornate e della necessità di catturare lettori sui media specializzati passiamo dalla pazzesca bolla sui bond, all’azionario con rapporto prezzo utili assolutamente irrealistici.

Nel rapporto di Credit Suisse tutto diventa molto più ovattato ed adatto ad investitori di lungo periodo. Non avrete certezze,non avrete indicazioni di investimenti, ma metri di misura questo sì.

Cominciamo a vedere qualche dato. Continua a leggere