Piani di Accumulo per Scenari Negativi

Come sempre molto interessante per i risvolti pratici che può avere nel mondo reale degli investimenti il post di Novelinvestor.com. Per spiegare i grandi vantaggi del Piano di Accumulo si parte da un esempio numerico, ovvero quanto ha portato a casa un investitore che ha messo sul mercato soldi durante il cosiddetto decennio perso, ovvero il periodo 2000-2012.
La premessa è legata al fatto che quando si acquistano delle azioni e lo si fa con intenti di lungo periodo, non bisogna solamente guardare alla variazione di prezzo di un indice, ma al suo total return, ovvero il valore dell’indice + i dividendi che anno dopo anno le aziende liquidano a favore dei loro soci.

Ecco perché puntare il dito su un grafico di borsa che ritocca i suoi minimi non ha grande senso se non si tiene conto dei dividendi erogati. Quando un’azione stacca un dividendo ha un calo di prezzo percentuale pari al dividendo pagato in rapporto al prezzo di mercato e quei soldini ve li mettete in tasca voi.

Osservando il ritorno dello S&P500 dal 2000 al 2012 vediamo come il dato cumulato è pari a +4,6%. Deludente è vero, ma se prendiamo un ETF storico come quello di SPDR (il più celebre sulla borsa americana SPY) potremo vedere che in realtà l’investitore ha portato a caso comprendendo i dividendi il 32,5%, tutta un’altra prospettiva vero?

Ora vediamo cosa sarebbe successo comprando con regolarità ogni inizio mese un importo di ETF identico, il classico Piano di Accumulo PAC.

pac negativo

Il grafico che vedete è rappresentato dalle chiusure mensili dell’ETF che replica lo S&P500 (parte superiore) e dal numero di quote acquistate (parte inferiore) ipotizzando un esborso mensile di 500$.
E’ abbastanza logico che il numero di quote di ETF acquistate aumentano a fronte di una discesa di prezzo del mercato azionario, ma quello che è interessante notare è come all’apice del bear market si arriva a comprare il doppio delle quote rispetto ai momenti in cui il mercato era sui massimi. Compriamo le stesse azioni a valori scontati a cui si aggiunge un flusso di dividendi periodici.

Ecco perché il meccanismo del Piano di Accumulo è ideale per chi fa investimenti di lungo periodo. Non sappiamo come i mercati si muoveranno in futuro, ma automatizzando il nostro piano possiamo essere sempre presenti quando si aprono delle opportunità che ci permettono di comprare a prezzi inferiori.

Ed i risultati si vedono. Sempre tra il 2000 ed il 2012, portando avanti questa pratica di PAC i risultati ci mostrano un risultato cumulato che sale a 24,2% a fronte di un total return del 42,3%.

Ecco uno strumento di investimento sotto il vostro controllo che non può che fare bene al vostro risparmio. Quando lo dico molti mi prendono per gufo o pazzo, ma io lo ripeto, spero veramente in una forte caduta del mercato per chi, come il sottoscritto, ha ancora davanti anni di lavoro e si spera di risparmio accumulato.

Più il mercato cadrà più ampie saranno le porzioni di aziende (o di titoli di stato) che il mio investimento potrà inglobare per aumentare le mie attese di rendimento negli anni a venire.

Leggi anche: Piano di Accumulo (PAC), alla fine la soluzione di investimento migliore

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