Educazione Finanziaria = Libertà Finanziaria

Ce ne sono talmente pochi di articoli a tema educazione finanziaria che quando escono vale la pena segnalarli linkiesta.it/avidi-ignoranti-e-indifesi-viaggio-nella-testa-dei-piccoli-investitori.
Al di là dei racconti di vita più meno folcloristici che troverete nell’articolo focalizzatevi soprattutto sul grado di alfabetizzazione degli investitori italiani. Che disastro ragazzi!
Non mi appello ai 40/50 enni i quali hanno vissuto un ciclo finanziario sedati dai rendimenti elevati dei titoli di stato, quanto  piuttosto ai giovani di oggi (i cosiddetti Millennials).

1

Il primo grafico mostra il livello di competenze in materia finanziaria. Siamo completamente fuori dai giochi per la parte alta della classifica mentre siamo in vantaggio al livello 1, quello degli asini tanto per intenderci.

2Ma guardate questa seconda tabella, non c’è bisogno di commentarla.

Non avete scuse ragazzi. Grazie a internet le informazioni possono viaggiare in modo veloce, limpido e trasparente. Corsi di educazione finanziaria sparsi qua e là in rete si trovano. Ebook gratuiti o a modico costo anche.

Ricordate che la scuola non potrà compensare per anni questo buco anche ammettendo che da questo momento le istituzioni (ma non ci credo affatto) prendano atto della necessità di educare  i risparmiatori.

Mancano gli insegnanti di matematica, figuriamoci quelli di finanza. Se poi penso che qualcuno ha anche proposto un patentino, brevetto o roba del genere per cercare di catalogare le persone come risparmiatori “abili”, beh si sente l’eco da quanto nulla c’è intorno a tutti noi su questa materia.

Alla fine di tutto però ricordate sempre che un buon piano di investimento parte dalla conoscenza del passato (storia finanziaria), del presente (cosa state comprando) e del futuro ( i vostri obiettivi).

Leggi anche: Concetti chiave per investire bene

                        L’importanza di conoscere su cosa investiamo

                        I Millennials, Ferrari ferme in garage

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5 thoughts on “Educazione Finanziaria = Libertà Finanziaria

  1. Calcifer 22 gennaio 2016 / 8:29

    Ciao Archeowealth
    mi chiamo Calcifer. Concordo pienamente con l’articolo. Purtroppo rientro nella categoria asini, ma ho iniziato a rimediare, anche se da pochissimo. Allora, siccome parto proprio da zero, ho acquistato Investire per dummies, tanto per farti capire il livello eh! Leggendo qua e là su internet ho iniziato a capire qualcosa, tuttavia spesso e volentieri mi capitano cose che proprio non capisco, e che non trovo scritte in maniera comprensibile almeno per me, ad esempio “raggiungere il benchmark, battere il benchmarck”, il significato di “p/l” nella colonna del mio pac (che ho chiuso per le troppe spese e perché non rendeva)…
    Sono andata a dare un’occhiata alla tua pagina “Libri consigliati”, per integrare le mie letture, ma da quello che ho capito sono libri rivolti a chi è già competente.
    Sapresti consigliarmi qualche libro o ebook?
    Grazie mille 😀

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    • archeowealth 22 gennaio 2016 / 21:11

      Ciao Calcifer. Hai ragione spesso si tende a dare per scontate delle cose che tanto semplici non sono.
      Visto che stati uscendo dalla categoria “dummies” hai già fatto un primo passo verso uno degli aspetti fondamentali dell’indipendenza finanziaria, la conoscenza.
      Va bene qualsiasi libro se serve per smuoverti dallo zero.
      Allora per quanto riguarda il glossario potresti provare qui http://finanza-mercati.ilsole24ore.com/strumenti/glossario/glossario.php
      Trovi anche il benchmark che altro non è che un indice che rappresenta un certo mercato. Ad esempio il Msci World è il benchmark o parametro di riferimento di tutti gli ETF che investono in azionario mondiale. Di fatto altro non è che un medione delle contrattazioni di acquisto/vendita che avviene su tutti i listini del mondo sintetizzato in un indice. Questo lo puoi ovviamente creare per qualsiasi cosa quotata. Battere il benchmark vuol dire ottenere una performance migliore. Siccome il gioco è a somma zero ed il benchnark è una media ci sarà sempre qualche perdente che farà peggio del bench. L’ETF replica il benchmark perchè non fa altro che ricopiare questo indicatore comprando e vendendo azioni in pesi identici a questo indice di riferimento.
      P/L sta per profit and loss (profitti e perdite)
      Per quello che riguarda i libri basici non mi viene in mente molto. In Italia non c’è cultura e quindi nemmeno richiesta di questo tipo di materiale finanziario (chissà potremmo scriverlo noi del blog -))). Non l’ho letto ma dalle recensioni mi sembra valido, potresti provare questo Manuale di educazione finanziaria

      Acquisite le basi non tralascerei comunque i due “piccoli libri” che trovi nella mia lista. Il Piccolo Libro che salva i tuoi soldi di Zweig e il Piccolo Libro Penso dunque investo di Montier. Non sono tecnici ma mettono in luce aspetti che aiutano molto nella finanza personale.

      Per quello che riguarda il Pac hai fatto una cosa giusta e un errore. Quella giusta abbandonare perchè troppo costoso. Quella sbagliata abbandonare perchè non rendeva. Serve tempo per far lavorare i soldi per tuo conto. Se costava troppo cambialo e cerca fondi meno costosi, semplici e a semplice replica di un (appunto) benchmark. Però non spegnere la luce perchè ogni giorno che passa è un periodo di tempo in cui i tuoi soldi non sono in grado di produrre ricchezza nel lungo periodo per tuo conto e senza sforzi.

      Spero di averti chiarito qualche cosa in più. A presto

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  2. Calcifer 24 gennaio 2016 / 9:25

    Grazie Archeowealth!
    sei stato esauriente!
    Per l’ultimo punto, io sono strafavorevole ai Pac,
    Il mio aveva commissioni troppo alte, anche per quanto riguarda i versamenti 2€ su base mensile, e non rendeva nulla, anzi la stessa operatrice ha ammesso che aveva già dato il meglio e che non avrebbe più reso.
    Il fatto è che trovare un fondo a pac poco costoso, semplice e a replica del benchmarck (parli di Etf vero?), in banca almeno con due richieste precise che ho fatto fino ad ora non è stato facile. Mi hanno proposto un fondo cedola (……. senza parole…), e uno con costi troppo alti, oltre alle solite polizze vita, obbligazioni garantite da loro ecc.
    Per una persona come me, totalmente a digiuno di finanza cercare autonomamente un buon fondo risulta difficile. Al momento chiederò ancora in banca, e proporrò le varie offerte su certi forum (dove tra l’altro ho saputo del tuo blog), in modo da non sottovalutare nessun aspetto.
    Se vedo che la banca è sorda alle mie richieste di qualcosa di un po’ conveniente, non solo conveniente per loro, dividerò il mio veramente piccolo gruzzolo in due cd on line (ok non è un investimento ma almeno non stanno sul cc a languire) e aspetto che lo studio mi porti ad essere una persona autonoma.
    Mi sconvolgono due cose. La prima è il comportamento della banca, ho notato che sono sempre sorridenti e pronti a spiegarti su polizze vita, e cose che convengono loro, mentre se chiedi tu qualcosa di preciso che si discosta dai loro interessi addirittura ritardano nel dare informazioni; questo almeno hanno fatto con me. Ci si rimane delusi, l’unica vera alternativa è formarsi da soli.
    Altro punto, che si fonde un po’ con il primo: la reperibilità del materiale finanziario, quello base in modo particolare, è veramente scarso. In libreria occupa sempre un posto insignificante, in un angolo remoto del negozio, e soprattutto con pochissimi volumi. Sconfortante. E’ vero, ci sono forum, ebook, corsi, blog; ma mi chiedo come sia possibile che per alcuni argomenti come i corsi di inglese, giardinaggio ecc ci siano molteplici guide che partono giustamente da zero, mentre per la finanza no (grazie ancora per la dritta dei libri 😉 ). Alcune domande nei forum o in certi blog non hanno addirittura risposta, e vedo che sono di persone alle prime armi come me.
    Visto che sei così disponibile nei chiarimenti ne approfitterò per domande “tecniche” allora.
    Grazie ancora e buona domenica!
    Calcifer

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    • archeowealth 24 gennaio 2016 / 14:20

      Hai perfettamente ragione sul discorso legato al materiale didattico. O troppo specialistico, o troppo legato al guadagno facile (notato quanti libri di trading, analisi tecnica o come diventare ricchi in poche settimane…) oppure troppo banale e generalista. Manca qualcosa in mezzo. Ci stavamo pensando anche noi del blog. L’idea sarebbe quella di creare un ebook dal costo contenuto dedicato soprattutto a come risparmiare ed investire da zero a 25 anni (insomma dedicato al pubblico più giovane perchè sempre da lì si cominci). Non so vedremo se c’è interesse.
      Per quello che riguarda fondi a cedole, polizze, ecc…lascia perdere o meglio prima chiarisciti le idee. Ti dico solo che il fondo a cedola è inefficiente dal punto di vista fiscale visto che paghi subito le tasse allo stato sulla cedola a fronte di un capitale che per non è garantito. Quindi se va male e il fondo perde soldi tu ti ritovi ad aver pagato tasse quando in realtà non era necessario.
      Per le polizze non sempre sono negative ma costi e condizioni vanno sempre considerati. Prima di tutto però avvia un piano automatico e se sei giovane ti puoi permettere anche un pò di rischio. I 2 euro sono tanti ma tieni conto che anche l’Etf Replay di Fineco chiede cifre simili. Se ti fermi a 2 euro al primo versamento su un fondo bilanciato (diciamo di 100 euro) e quel fondo non ha costi esagerati si può fare. Altrimenti c’è la strada dell’Etf fai da te o tramite banche online che ti permettondo di farlo.

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  3. Calcifer 24 gennaio 2016 / 9:41

    Anzi, ne approfitto subito.
    Forse la domanda è ot su questa pagina, ma non so dove postarla.
    Vedo che ho difficoltà a comprendere il prospetto informativo dei fondi.
    Prendo l’esempio della voce spese del fondo cedola:
    “Commissioni legate al rendimento
    Il fondo è di nuova istituzione, pertanto non è disponibile il dato delle commissioni prelevate nell’ultimo esercizio.
    Applicate dal 30/03/2016, in misura pari al 20% della variazione percentuale positiva
    maturata nel periodo compreso tra il primo giorno lavorativo successivo al 29 marzo di
    ogni anno ed il 29 marzo dell’anno successivo (“anno convenzionale”) tra:
    – il valore della quota del Fondo (tenuto conto degli eventuali proventi distribuiti),
    rilevato ogni giorno dell’anno convenzionale,
    – il più alto tra i valori unitari della quota di ogni ultimo giorno lavorativo degli anni
    convenzionali precedenti (tenuto conto degli eventuali proventi precedentemente
    distribuiti) – c.d. High Water Mark – incrementato dell’equivalente di periodo del
    Rendimento Obiettivo (la variazione percentuale del valore dell’indice Barclays Euro
    TSY-Bills 0-6 Months Index Total Return Index Value Unhedged maggiorata di uno
    spread pari a 2,50% annuo).”
    queste sono le spese di Performance vero? Non è troppo il 20% di spese performance?
    Mi spiegheresti poi il significato di tutto quello che sta tra le virgolette? Non ci capisco veramente niente purtroppo.

    Altra domanda, dove vado a prendere visione del portafoglio dei fondi per vedere dove e come è posizionato il gestore del fondo? prendo il titolo del fondo e ad esempio vado su morningstar e controllo la voce portafoglio?

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