Lo Spauracchio della Pensione

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Articolo del Financial Times abbastanza discutibile e che, come spesso accade, tende a ricercare il titolone affrontando il problema dal lato sbagliato.  Secondo la Treccani la parola Spauracchio ha il significato di persona, cosa, situazione che incute timore e spavento. Pur condividendo il sottoscritto la necessità di pianificare il proprio futuro finanziario a volte si tende un attimino a esagerare e, spesso e volentieri, credo anche a qualche conflitto d’interessi di troppo. Ma andiamo con ordine.
Il fatto che i millennials (all’italiana i 20-30enni di oggi) possano avere in futuro degli enormi problemi di adeguate prestazioni pensionistiche è noto da tempo. Il nodo critico non è però legato al costo della vita o ai bassi stipendi nella fase iniziale della carriera (quello bene o male è toccato a tutti), quanto alla continuità delle prestazioni lavorative abbinato ad un numero di alternative professionali credibili e di qualità che possano permettere di far crescere progressivamente gli stipendi in base al merito .
L’articolo del FT è tarato sulle realtà anglosassoni dove il welfare pubblico è meno presente (quindi il risparmio privato assume maggiore importanza) ed il costo della vita, soprattutto nella cintura di Londra, molto elevato. Il quadretto che ne esce di ragazzi che preferiscono una vacanza ad un sacrificio in termini di risparmio per il futuro però non mi trova affatto d’accordo.

Intanto non c’è niente di male nel godersi la vita. Le soddisfazioni che derivano dal consumare qualcosa sono il vero motore per raggiungere degli obiettivi. Qui vi ho fatto un esempio (proprio di risparmio abbinato a viaggi) di come anche il risparmiare può avere risvolti piacevoli capaci di fare uscire questa pratica dalla (spesso) troppo arida narrativa finanziaria.

Se accantono qualche soldino per il prossimo viaggio in Patagonia e magari lo abbino al versamento di una quota mensile di denaro al fondo pensione o ad un piano di accumulo in fondi / Etf , trovo la scelta assolutamente corretta.

Come sempre sono gli estremi che rischiano grosso. Chi spende tutto e subito per godersi la vita, come chi rinuncia alle bellezze del presente risparmiando anche ciò che non è necessario. Purtroppo per questi ultimi vale una legge universale, nessuno conosce il proprio destino.

Nell’articolo in questione viene citato un esempio che mi lascia molto perplesso, ma che tutto sommato non mi stupisce per la mancanza di realismo che spesso pervade la City londinese il cui mondo gira quasi esclusivamente attorno alla finanza.

L’esempio riguarda un 25enne che, secondo l’esperta interpellata dal FT, dovrà necessariamente risparmiare nel corso della sua vita 800 euro al mese per i prossimi 40 anni; tutto questo per raggiungere a 65 anni un reddito di 30 mila sterline annui.
Tenete contro che 30 mila Sterline sono circa 37 mila Euro ai cambi odierni. Ora, 37 mila Euro sono 3.125 Euro al mese, direi una bella pensione tutto sommato.

Questo è il primo elemento critico dell’analisi. Penso che all’età di 65 senza più figli da mantenere e magari con una moglie a carico 2300/2500 euro netti al mese possano essere considerati una discreta pensione, tutto quello che verrà di più tanto meglio.

Utilizzando il calcolatore online della pensione pubblica (in Italia ce l’abbiamo ed è tutto basata su un sistema democratico e sostenibile che si chiama contributivo) ed ipotizzando di avere un reddito lordo di 20 mila euro all’anno a 25 anni con un tasso di crescita dello stipendio nell’ordine del 1% annuo, il risultato sarà quello di una pensione pubblica di circa 27 mila Euro all’anno all’età di 67 anni e 8 mesi.
Diciamo quindi che mancano 10 mila Euro all’anno per arrivare ai famosi 37 mila del FT. Come possiamo ottenerli?

Partendo da 25 anni di età la tabella qui sotto ci dice che, accantonando 300 Euro al mese con un rendimento del 3% annuo reale (al netto di fisco e inflazione), arriveremo tra i 65 e i 70 anni a disporre di una cifra compresa tra i 279 mila e i 343 mila Euro. Dividete questa cifra per i 30 anni che vi rimangono di vita (o fate una polizza privata che eroga un rendita) ed otterrete i 10 mila Euro annui che vi mancavano e forse qual cosina di più considerando che maturano interessi nel durante del decumulo.

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Certo 300 Euro non sono uno scherzo (ma se aderite ad un fondo pensione ci pensa il datore di lavoro a contribuire, e se poi sommate anche il vostro Tfr l’obiettivo è abbastanza agevole) e non è detto che si lavori sempre con continuità.

Messa giù in questa maniera a me però non sembra affatto così drammatica come gli inglesi (in palese conflitto d’interesse visto che vorrebbero accaparrarsi i risparmi di tutto il mondo) vogliono farci credere. Il risparmio deve essere piacevole e  mai considerato come una costrizione altrimenti al primo alito di vento verrà spazzato via distruggendo anni di sacrifici.

Leggi anche: Sacrificio o beneficio?

                       Travel Plan, il lato piacevole del risparmio

                       La differenza tra risparmio e investimento

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