L’asset allocation del tempo

Mi è piaciuto molto il post apparso su questo blog  . Spesso per asset allocation  si intende la ripartizione di strumenti che caratterizzano un investimento, ripartizione che viene modulata sulla base di un profilo di rischio che tendenzialmente cala (ma non per tutti) con l’approssimarsi dell’ultima fase di vita. Sappiamo quindi come ripartire i nostri investimenti, ma per quello che riguarda il tempo che scorre nella nostra vita?

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La torta è esemplificativa e mi trova d’accordo. La vita va allocata suddividendola in tre parti uguali. La prima fase, quella che arriva fino ai 26-28 anni deve essere votata all’apprendimento. Studiare, viaggiare, giocare, imparare, ascoltare, leggere, tutto ciò insomma che può aiutare a far crescere il nostro cervello nella fase più produttiva della sua vita. Qui l’aspetto risparmio-investimento non deve essere messo in primo piano se non come necessaria residualità per cominciare a costruire le fondamenta del nostro patrimonio.

La seconda fase è quella delle maggiori responsabilità. Tra i 40 e i 60 anni ci sono dei bambini da seguire, ma anche dei genitori che potrebbero avere difficoltà nella fase finale del loro percorso. E allora qui dobbiamo accumulare ricchezza, guadagnare il più possibile, concentrarci sul lavoro, la produttività. E’ in questa fase che dobbiamo spingere gli investimenti finanziari, è qui che il risparmio deve avere una quota importante per tirare su muri spessi ed alti in grado di poggiare senza problemi sulle fondamenta create nella fase dell’apprendimento.

Poi c’è la terza fase, quella del ritorno. Ritorno in termini di tempo ed aiuto agli altri, alla famiglia, alla comunità, ma anche ritorno economico. E’ qui che i benefici della capitalizzazione composta si spingono al massimo livello. E’ qui che un determinato rendimento sugli investimenti anche basso,  fa impennare il nostro montante finale. E’ qui che cominciamo a far affluire verso il nostro portafoglio i frutti di anni di sacrifici, è qui che la redditività prodotta dai risparmi passati ci dovrebbe garantire la giusta serenità.

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4 thoughts on “L’asset allocation del tempo

  1. pgrecoit 28 luglio 2016 / 14:28

    Articolo come sempre molto interessante.
    Sarebbe bello se si potesse avere una linea guida di massima di come investire durante le 3 fasi della vita di ognuno di noi con tanto di pesi.
    Per certo all’inizio bisogna premere molto di più sull’accelleratore, in vecchiaia andare più sui bonds, si ma quali?

    per il resto complimenti ancora per il blog

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    • archeowealth 28 luglio 2016 / 19:24

      Grazie per i complimenti.
      Per quello che riguarda lo stile di investimento negli ultimi anni è stato portato avanti il coisddetto life cycle con i suoi pro e i suoi contro https://investireconbuonsenso.com/2015/03/31/funziona-linvestimento-lifecycle/
      Personalmente credo che ognuno di noi deve adattare i suoi investimenti in base a grado di avversione al rischio, obiettivi, situazione familiare, bisogni di breve periodo, stato di salute, ecc…
      Con i tassi attuali per me non è un’eresia avere il 50% di azioni anche a 65 anni e ti spiego il perchè. Con un bond a 30 anni prendo il 2%. Con i dividendi sulle azioni prendo il 3%. E’ vero l’azionario in 30 anni (e tu ne avresti 95) può oscillare tanto, difficilmente perdere soldi. Già qui si vede la convenienza, ma vado oltre. Se hai dei problemi di eredità, tu pensi che i tuoi figli avrebbero timore ad avere azioni piuttosto che obbligazioni (al netto delle tasse di successione e qui si apre un altro discorso). Certo non lo farei per l’intero capitale (le sfighe e le emergenze vanno messe in conto), ma il paradigma del passato per ora va cambiato e le azioni, anche se prima o poi daranno delusioni, rappresentano un pilastro previdenziale anche per un 60 enne.

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      • Cristiano 29 luglio 2016 / 21:38

        Quindi nel periodo attuale con un obiettivo a 20 anni, si può rischiare un azionario maggiore del 50%?
        Quali sono i parametri principali da monitorare per ridurre la fetta azionaria nel tempo, oltre alla diminuzione fisiologica dovuta all’ avvicinarsi dell’obiettivo?

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      • archeowealth 30 luglio 2016 / 12:14

        Ovviamente tutto dipende da età, tolleranza al rischio, budget di spesa ordinarie e straordinarie, ecc… Personalmente se avessi 60 anni un 50/50 mi sembrerebbe la soluzione più accettabile per cercare di costruire una rendita.
        Parametri? Mah anche qui andiamo molto sul soggettivo. Certamente l’avvicinarsi della scadenza, ma anche le attese di rendimento. Se per assurdo i bond dovessero offrire rendimenti attesi superiori al price/dividend di un azionario ovviamente non esiterei ad aumentare i bond all’avvicinarsi dell’obiettivo. Poi l’obiettivo stesso. Se è pensione si fanno delle considerazioni (rivalutazione oppure flusso costante di dividendi oppure passaggio generazionale), se è l’acquisto di una casa o dell’auto il discorso cambio e devo avere maggiore certezza del denaro accumulato.

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