Non sempre vince chi risparmia di più

Tra gli eterni dilemmi che attanagliano ogni risparmiatore c’è quello relativo alla giusta quantità di denaro da accantonare nel corso degli anni. Nello stesso tempo l’investitore spesso cerca le soluzioni migliori per ottenere il rendimento migliore con il minor rischio.

Mettiamoci il cuore in pace. La prima scelta possiamo controllarla, la seconda no. Certamente possiamo avere aspettative di rendimento, possiamo aumentare le componenti più rischiose all’interno di un’asset class, possiamo affidarci a fondi hedge spregiudicati, tuttavia il risultato sarà incognito fino all’ultimo.

Quindi che si fa Archeowealth? Beh intanto proviamo con un esempio a eliminare un po’ di nebbia da questi concetti (ovviamente i numeri che seguono sono un po’ altini per chiarire meglio il tutto).

Supponiamo di avere Marco che all’età di 20 comincia a risparmiare 500 Euro al mese aumentando la quota del 2% all’anno; il rendimento medio annuo composto stimato sarà del 5%. Il suo amico Giovanni fa la stessa cosa ma investe 250 Euro al mese su investimenti decisamente più rischiosi che offriranno rendimenti annui del 10%.

Il grafico che riportiamo sotto ci fa vedere cosa succede ai rispettivi montanti finanziari di Marco (in blu)  e Giovanni (in rosso).

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Nella fase iniziale del proprio percorso risparmiare ed investire una somma più alta con rendimento più contenuto è vantaggioso in termini di montante finanziario accumulato, ma poi con l’avanzare del tempo le curve si avvicinano e a 44 anni scatta l’inversione.

Progressivamente chi investe meno, ma ottiene un rendimento superiore, permette all’effetto capitalizzazione composta di sprigionare tutta la sua potenza. La proporzione di vantaggio per Giovanni negli ultimi 10 anni (dai 55 ai 65 anni) passa da 1.45 a 2.10.

Praticamente Giovanni investendo la metà ma ottenendo un rendimento doppio, si ritroverà a 65 anni con un capitale più che doppio.

Sarebbe da pazzi ovviamente pensare di mantenere inalterato il rischio del proprio portafoglio con l’avvicinarsi dell’obiettivo finale. Ma sarebbe altresì da pazzi investire cospicue somme di denaro fin da giovani limitando al massimo il rischio.

La soluzione migliore e di buon senso probabilmente sta nel mezzo, sempre tenendo ben presenti gli obiettivi finali, questo ci tengo a rimarcarlo.

Risparmiate il 10% del vostro reddito per iniziare e poi taratevi con il tempo sulla quantità giusta per riuscire a centrare l’obiettivo.

Se l’orizzonte è molto lungo potete permettervi di rischiare cercando di catturare rendimenti più elevati e se anche non andrà bene nei primi anni, aumentando il tasso di risparmio o semplicemente procedendo con regolarità con il vostro piano di accumulo smusserete e di molto  nel corso del tempo il segno negativo.

Procedendo con gli anni sarà opportuno scalare la marcia senza comunque azzerare il rischio. Un maggiore reddito vi permetterà magari di aumentare il risparmio riducendo un po’ delle componenti volatili di portafoglio (ma non azzerarle mi raccomando), decisione saggia perché il capitale deve avere una maggiore protezione visto che comincerà ad essere presto utilizzato.

Togliere però ogni prodotto “rischioso” ingolferebbe il motore della capitalizzazione composta  vanificando gli sforzi di risparmio degli anni precedenti. A meno che l’investimento non risulti finalizzato ad un acquisto “tutto d’un colpo”, allora potrete permettervi di ridurre l’esposizione al rischio più gradualmente nel tempo visto che il prelievo magari riguarderà una piccola porzione del totale (ad esempio nel caso di una pensione integrativa).

Il motore continuerà a girare e la possibilità di ottenere ritorni più interessanti del classico investimento monetario rimarrà viva.

Informazioni su archeowealth

Prima trader poi "architetto" di portafogli di investimento. I risparmi accumulati giorno dopo giorno possono realizzare i sogni del futuro, per questo è fondamentale investire in modo efficiente e diversificato. Archeowealth perchè la ricchezza va costruita, ma anche scoperta, conoscendo i mercati finanziari e usando il buon senso, due concetti che spero di trasmettere a tutti i lettori di questo blog.
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2 risposte a Non sempre vince chi risparmia di più

  1. Giuseppe ha detto:

    Buongiorno
    Spero che quanto scrivo possa centrare con l’argomento trattato.
    Ho avviato un piano d’accumulo unico dove inserire i miei risparmi. La finalità del PAC è per pagare gli studi universitari, sostenere l’avvio di una possibile attività e altri possibili progetti per mio figlio. I tempi d’uso del capitale sono: tra 5 anni per l’università oppure apertura di un’attività e nel frattempo continuerò ad investire nel PAC, invece di lasciare i risparmi sul conto corrente, per altri progetti e necessità di mio figlio.
    Secondo voi è una buona idea fare un “salvadanaio PAC” con due etf swda.mi e emg.mi dove investire periodicamente i propri risparmi? Successivamente si preleveranno la parte dei soldi che serviranno e il resto continuerà a rimanere investito.
    Ho fatto varie simulazioni con diversi etf settoriali e questi etf globali. Alla fine il risultato si discostava, a volte a favore degli etf settoriali ma, considerando le varie fasi di stress emotivo che si dovrebbe sopportare nelle fasi turbolente, penso che puntare su dei etf globali sia un buon compromesso. Aspetto con molto piacere un vostro parere.
    Grazie

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    • archeowealth ha detto:

      Ciao Giuseppe. La tua idea di prodotto bilanciato in questa maniera è ottima, però mi sento di dissentire per effetto dell’orizzonte temporale. Se tu mi avvessi detto che i soldi andranno agli studio di tuo figlio fra 10-12 anni, allora un 50/50 bond Euro / azioni internazionali poteva avere una sua logica, ma fra 5 anni tutto cambia.
      In un lustro può succedere di tutto sull’azionario come sui bond che a tassi così bassi ci vuole nulla per metterti per qualche anno il segno meno davanti. Tu però fra 5 anni hai bisogno dei soldi e quindi una certa sicurezza devi averla. In questo caso ti consiglierei più una strategia barbell. il 50% in risparmio monetario, il resto in azioni internazionali con una premessa. Se quel 50% monetario sarà sufficiente per gli studi ti potrai permettere di dare volatilità al resto del ptf per ambire a qualcosa di più. Se invece ti servisse di più per gli studi ridurrei l’azionario. Non ti puoi permettere di arrivare alla data dell’avvio degli studi “cannando” l’obiettivo economico.
      Dovendo fare di necessità virtù con due soli prodotti ti consiglierei questo. E per evitare spese inutili la parte monetaria cercherei di tenerla semplicemente sul conto creandomi una sorta di Pac mentale. Questo almeno è il mio parere.
      Per le simulazioni direi che è ovvio che i settoriali a volte sembrano meglio, altre volte peggio, non sono altro che i mosaici del puzzle azionario internazionale. Lascia perdere le scommesse settoriali per importi modesti e concentrati su 1/2 prodotti max.
      A presto

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