By |Categorie: Investimento|Pubblicato il: 18 Novembre, 2016|

Il magico mondo della duration o della durata finanziaria sono ben noti a chi è abituato ad investire in obbligazioni e quindi conosce anche gli effetti dei tassi di interesse su quest’ultime. Per chi invece è un po’ fuori forma vale la pena ricordare cosa indica: la data entro la quale un titolo obbligazionario rientra in possesso del capitale inizialmente investito (per semplicità prendiamo in considerazione solo le obbligazioni a cedola fissa). Tanto più lunga sarà la data di rimborso del capitale iniziale tanto più lunga sarà la durata finanziaria (a parità dell’ammontare della cedola).

Proviamo ora ad immaginare cosa succede alla nostra obbligazione (prendiamo ad esempio il BTP 1,25% 2016 – cioè che maturerà fra 10 anni nel 2026). Questa obbligazione è stata emessa dal nostro Tesoro nel gennaio 2016 ad un prezzo di 100 nominale ed una cedola annuale del 1,25%. In quel preciso momento la cedola ed il rendimento erano la medesima cosa, oggi invece non è così: il titolo vale 92,35 ed ha un rendimento del 2,11%; cosa è successo in questi pochi mesi affinché la nostra obbligazione perdesse oltre il 7% passando da 100 a meno di 93? Semplicemente negli ultimi 3 mesi i tassi a 10 anni sono passati da 1,07 a 2,07 (vedi riquadro nella foto sotto)in pratica un aumento dell’1% ed un raddoppio del rendimento.

Da diversi mesi la comunità finanziaria e gli operatori di mercato stanno dibattendo sulla necessità di un’alternanza tra politiche monetarie e politiche fiscali nonché su un aumento dei tassi di interesse che molto tempo e per diverse ragioni (che non affronteremo qui) hanno visto livelli storici estremamente bassi.

 

In questa sede non vogliamo approfondire i motivi di questo movimento al rialzo dei tassi di interesse su tutte le curve mondiali. Basti sapere che buona parte è stata innescata con l’elezione di Donald Trump in USA e l’aspettativa sulle sue politiche reflazionistiche e che i tassi italiani stanno risentendo anche delle aspettative sul referendum del prossimo quattro dicembre.

Gli effetti sui nostri portafogli

Concentriamoci sugli effetti del movimento dei tassi di interesse sui nostri portafogli facendo qualche ipotesi. Abbiamo visto che un aumento del 1% dei tassi su un’obbligazione a 10 anni provoca una perdita di valore del 7%, di conseguenza per una corretta gestione del rischio dovremmo chiederci:

  • qual’è la duration media del mio portafoglio?
  • quanta percentuale del mio portafoglio è investita in obbligazioni?

Infatti se prendo in considerazione sempre il nostro BTP a 10 anni ed immagino che in portafoglio ho solo quel titolo obbligazionario mi resta solo da sapere quanta percentuale del mio portafoglio è investita in questo strumento per sapere la contribuzione alla performance di tutto il portafoglio.

Facciamo qualche piccolo esempio:

(*) Ipotizziamo un portafoglio iniziale di euro 1.000.000 dove si è investito rispettivamente il 5%, 10%, 20%…

(**) qui abbiamo semplicemente ipotizzato che un portafoglio che vale 100 per il semplice effetto di un investimento obbligazionario dove i tassi sono aumentati del 1% ha provocato un impatto negativo in senso assoluto (in soli 3 mesi ) di 1,4% (in caso avessi il 20% del portafoglio investito in BTP a 10 anni).

Tutto questo per evidenziare ancora una volta alcuni punti fondamentali:

  1. Le decisioni di asset allocation sono quelle fondamentali per la buona riuscita dell’investimento
  2. Per una corretta gestione del rischio devo sapere in ogni momento la duration media dei miei investimenti obbligazionari e di conseguenza la contribuzione al portafoglio in caso di aumento o diminuzione dei tassi di interesse
  3. La ricerca spasmodica di rendimento può fare assumere rischi troppo alti. Per incassare 1,25% di cedola in 3 mesi ho perso il 7% in conto capitale.
  4. La liquidità con i tassi a breve a zero è una risorsa importante… se avessi aspettato 3 mesi a comprare questo titolo lo avrei pagato 93 invece di 100

Tutto il ragionamento ovviamente funziona al contrario in positivo… ma questa è una storia per quando i tassi scendono…

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