By |Categorie: Pensione|Pubblicato il: 7 Dicembre, 2016|

Il 2016 è iniziato con l’introduzione della legge sul bail-in nel sistema bancario italiano. La grande risonanza data da tutta la stampa ha sensibilizzato e molto spesso preoccupato i risparmiatori sulla sicurezza dei loro risparmi. Troppo spesso ci muoviamo solo quando siamo in procinto del potenziale pericolo o problema e altrettanto spesso ci rimproveriamo di non aver pianificato per tempo. Come dicono gli anglosassoni “the name of the game” (il nome del gioco) anche in questo caso è PIANIFICAZIONE.

A tutti sembra ragionevole il concetto di pianificare ma perché dovremmo farlo in campo successorio?

Come affrontare in modo efficiente il passaggio del patrimonio aziendale e/o familiare tra continuità e cambiamento

Un’altra ragione per PIANIFICARE? Come si può vedere dalla tabella sottostante l’Italia rimane l’unico paese all’interno dell’EU con imposte di successione estremamente favorevoli (4-6-8%). Questa situazione non durerà in eterno anche perché l’EU ha chiesto più volte al governo italiano di allineare le nostre aliquote e franchigie alla media europea come è stato fatto per le imposte sui redditi da capitali e capital gain, passate dal 12,5% all’attuale 26% (esclusi titoli di stato). Difficile dire quando questo succederà ma inutile fare delle scommesse se oggi, con una corretta pianificazione, possiamo sfruttare l’attuale legge a nostro favore. Non ha senso prendersi dei rischi ed aspettare. Con il tempo le condizioni possono solo peggiorare e non migliorare. Si potrebbe anche azzardare che al prossimo accenno di rallentamento economico del paese il governo (qualunque esso sia) possa giocarsi questa carta per reperire nuovi fondi.

L’attuale imposta di successione

Qui sotto una tabella che illustra le vigenti aliquote da applicare sul valore netto dell’asse ereditario e le soglie di esenzione spettanti in base al grado di parentela che intercorre tra erede e defunto.

Ricordando che i possibili cambiamenti futuri per gli italiani possono venire da:

  • aumento delle aliquote delle imposte di successione
  • diminuzione delle franchigie, specie per coniuge o parenti in linea retta
  • la riforma del catasto in atto che entrerà in atto nel biennio 2018/2019
  • ricomprendere nell’asse ereditario i prodotti assicurativi (oggi esclusi e quindi non soggetti a imposte di successione)
  • ricomprendere nell’asse ereditario dei titoli di stato (oggi esclusi e quindi non soggetti a imposte di successione)

Se si pianifica e si agisce per tempo, i diritti acquisiti, specialmente di lungo corso, non verranno intaccati da una futura nuova legge sulle imposte di successione, che sicuramente sarà più sfavorevole per gli italiani.

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