By |Categorie: Investimento|Pubblicato il: 5 Maggio, 2017|

Durante l’ultimo GP di F1 in Russia, Valtteri Bottas ha ottenuto la sua prima vittoria in F1 guidando una Mercedes dopo che Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen avevano segnato rispettivamente il primo e secondo tempo nelle prove ufficiali del sabato. Alla partenza le Ferrari non sono riuscite a mantenere la posizione e questo è costato loro la vittoria.

Mantenere la posizione a volte risulta la cosa più difficile da fare, un po’ come sui mercati finanziari per chi, in questo periodo, ha investito in azioni. Ottenere risultati positivi dai nostri investimenti non è mai facile, anzi posso dire che è sempre difficile e spesso non sono d’accordo con chi afferma che i soldi facili sono stati fatti. Chi può pensare che sia facile comprare durante un mercato al ribasso quando le valutazioni delle società sono attraenti? Decidere cosa fare durante un mercato laterale è difficile; realizzare che altri stanno facendo soldi mentre il tuo portafoglio non performa è una situazione difficile; seguire il piano e le regole che ci siamo dati quando le cose non vanno come abbiamo pianificato è difficile. C’è sempre una ragione, una tentazione che ci può portare a decisioni sbagliate per il nostro portafoglio. Oggi voglio focalizzarmi su un altro aspetto molto arduo, mantenere la posizione durante un bull market.

Da marzo 2009 ad oggi l’indice americano S&P 500 ha prodotto un ritorno annualizzato vicino al 20% annuo. Questi ritorni sono circa il doppio di quelli di lunghissimo periodo ed un investitore attento non può aspettarsi che le medie registrate dal 2009 possano essere mantenute all’infinito, specialmente con gli attuali tassi di interesse, livelli di dividendo e multipli azionari.

Mercato Azionario in USA dal 1877

La tabella qui sopra ci mostra l’andamento del mercato azionario dal 1877 ad oggi, mettendo in evidenza sei trend di lungo periodo dove il mercato si è mosso al rialzo e cinque trend, sempre di lungo periodo, dove il mercato si è mosso al ribasso. La prima cosa che possiamo notare è la notevole differenza di ritorni tra mercati bull (al rialzo) e mercati bear (al ribasso) ma questo non ci aiuta a capire quanto a lungo un mercato (bull o bear) può durare. Tuttavia la storia può darci qualche indicazione e dirci che solo una volta questi trend di lungo periodo sono andati oltre i venti anni.

Nell’arco di pochi anni dall’inizio del secolo gli investitori sono stati testimoni di due epici crash di mercato che hanno lasciato segni tangibili nella loro psiche. E’ quindi comprensibile che man mano che i mercati crescono gli investitori diventino sempre più nervosi per un altro potenziale crash. La parte difficile negli ultimi anni è stata quella di mantenere le posizioni ed è quindi difficoltoso capire di chi fidarsi e cosa fare durante un mercato che continua a salire anno dopo anno.

Cosa dobbiamo sapere quando investiamo in azioni?

  • Le Azioni sono l’investimento migliore a lungo termine per avere ritorni superiori all’inflazione
  • Le Azioni, in media, registrano ritorni positivi tre anni su quattro Le Azioni, in media, ritracciano del 5% circa tre volte l’anno
  • Le Azioni, in media, ritracciano del 10% circa una volta all’anno
  • Le Azioni, in media, ritracciano del 20% o oltre una volta ogni 3-5 anni
  • Le Azioni, in certe occasioni, mostrano una volatilità che è in grado di piegare molti investitori

Il problema è che non sappiamo quando la volatilità tornerà a salire e non sappiamo se questo causerà una correzione sana (tra il 5% e 10%) oppure un bear market (correzione oltre il 20%). La domanda nasce spontanea, come faccio ad essere sicuro di mantenere gli investimenti durante un bull market e sopravvivere al prossimo bear market? Prendere decisioni di investimento in tempo reale durante un mercato bull o bear senza un insieme di regole e principi ben definiti ci espone a sicuri problemi. Decisioni emotive sono il nemico di ogni portafoglio e raramente permettono all’investitore di prendere decisioni razionali quando ci si trova in mezzo ad un mercato al rialzo ed ancor di più durante un mercato al ribasso. Un’ultima cosa sull’insieme di regole e principi che ci siamo dati:

ADATTA REGOLE E PRINCIPI ALL’AMBIENTE ECONOMICO IN CUI TI TROVI

Facciamo un esempio: molti operatori considerano l’attuale mercato azionario, specialmente americano, come caro o molto caro a seconda di quali indicatori o multipli di mercato prendono a riferimento. Questi indicatori e multipli hanno sicuramente una valenza statistica storica, ma le attuali condizioni demografiche sono assai differenti da quelle di solo pochi anni fa. Di conseguenza assumere che oggi il mercato azionario è caro potrebbe farci prendere la decisione sbagliata. La ricerca di rendimento da parte delle generazioni che andranno in pensione a breve potrebbe spingere queste persone verso classi di investimento più volatili come le azioni, in quanto le obbligazioni “sicure” di una volta non sono in grado di produrre un rendimento desiderato… facile dedurre che qualcosa che oggi consideriamo caro possa diventare ancora più caro.

“It’s not the things you buy and sell that make you money; it’s the things you hold.” Howard Marks Oaktree Capital

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