By |Categorie: Pensione|Pubblicato il: 8 Settembre, 2017|

Recentemente mi è capitato di dover parlare di pianificazione previdenziale ad un nutrito gruppo di giovani che da pochi mesi o pochi anni sono entrati nel mercato del lavoro. Spiegare loro alcuni fondamenti di finanza, di matematica attuariale o gestione di portafoglio, argomenti che non possono reggere il passo con social media, sport, viaggi ecc. è un compito arduo!

Non è facile parlare a qualcuno che è all’inizio della carriera di una pianificazione previdenziale complementare a lunghissimo tempo, mediamente oltre trent’anni. So bene che nei pensieri di un giovane, nei suoi primi anni di lavoro, ci sono urgenze più impellenti di un fondo pensione come la prima auto, i viaggi, la prima casa, ecc. Esigenze che non dovrebbero distrarci completamente da obbiettivi di lunghissimo periodo che per questo ci sembrano meno importanti, ma che di fatto non lo sono come un fondo pensione complementare. Come potete immaginare non tutti questi giovani hanno metabolizzato il messaggio, ma confido che il tempo aiuterà tutti a essere più consapevoli sulla necessità di un fondo pensione complementare.

Questa esperienza mi porta oggi a rivolgermi ai genitori, sicuramente più sensibili a certe tematiche come la sicurezza e la pianificazione. Per chi non lo sapesse, ormai da tempo, il minore può essere intestatario di un fondo pensione e questa è una cosa importante da tenere a mente per alcune caratteristiche che vedremo più avanti.

Premessa Storica

Prima di passare oltre, è interessante illustrare i motivi storici che hanno portato il nostro legislatore ad incentivare, attraverso sostanziosi vantaggi fiscali, l’utilizzo del fondo pensione, anche per un minore. Incentivi e caratteristiche che di fatto ne fanno la forma di risparmio più efficiente fino al limite previsto dalla legge che è di 5.165 euro; in pratica un rigore a porta vuota! Il cosiddetto welfare nobile che comprende pensione, sanità e istruzione è stato appannaggio esclusivo dello stato italiano dal secondo dopoguerra. Il notevole incremento del debito pubblico negli ultimi trent’anni, unito ad una popolazione con una vita media in costante aumento, ha di fatto sbilanciato il rapporto tra entrate (leggesi tasse) e prestazioni (leggesi welfare), costringendo il legislatore ad intervenire a più riprese modificando in modo peggiorativo per il cittadino la copertura pensionistica, la sanità pubblica e anche il sistema scolastico. Oggi le voci di spesa più importanti del bilancio statale sono pensioni e sanità e quindi non è una sorpresa che si cerchi di agevolare il più possibile il risparmio privato e aziendale in questa direzione.

Un rigore da mondiale

Dopo questa piccola digressione è giunto il momento di elencare alcune delle caratteristiche più importanti del fondo pensione ed evidenziare perché accendere un fondo pensione per un minore è un rigore che vale un mondiale!

Un’ultima precisazione: non esiste una differenza tra fondo pensione per minori o adulti e quindi quanto segue vale anche per tutti noi lavoratori, dipendenti o autonomi.

  • Il fondo pensione ha intestazione nominale, anche per il minore! Al genitore (o chi a fiscalmente a carico il minore) è riservato il vantaggio fiscale.
  • il vantaggio fiscale di poter dedurre dal proprio reddito una somma fino a 5.165 euro. Sia che versiamo nel nostro fondo pensione o in quello dei nostri figli, il limite cumulato rimane invariato. In pratica la nostra aliquota marginale Irpef (l’aliquota più alta che paghiamo) è il risparmio fiscale che otteniamo. Se abbiamo un’aliquota marginale del 38% e versiamo 1.000 euro, 380 euro ce li regala lo stato italiano o se preferite il primo anno avete un rendimento del 38% garantito… sfido chiunque a fare altrettanto!
  • Un capitale a disposizione per quando sarà necessario. Il fondo pensione è per sua natura un investimento a lungo termine, ma la normativa prevede che si possano prelevare una parte consistente del fondo per alcuni casi specifici, dopo otto anni di permanenza nel fondo. Un’altra ragione per accendere una posizione pensionistica: prima si inizia prima parte il conteggio degli otto anni!
  • Diversificazione dell’investimento nel tempo. Normalmente la contribuzione al fondo pensione avviene anno per anno ed anche all’interno dell’anno stesso si hanno contribuzioni mensili, trimestrali o semestrali. Questa dinamica aiuta moltissimo nel lungo periodo a smorzare la volatilità dell’investimento nonché ad aumentare considerevolmente le possibilità di guadagno.
  • Investimento a prova di panico. Abbiamo evidenziato che il fondo pensione è un investimento a lungo periodo e che non si tratta di un bancomat, nel senso che non si possono avere degli anticipi dal fondo tranne nei casi previsti dalla legge. Proprio questo è un fattore che io chiamo a prova di panico. Mi spiego meglio, molti investitori fanno l’errore di liquidare i loro investimenti quando vedono il mercato scendere (presi appunto da ansia o panico). Questa possibilità invece non è consentita con il fondo pensione e ci lascia più fatalisti sulle sue sorti. Proprio quella che noi viviamo come fatalità in realtà lavora per noi e ci evita di fare errori che potrebbero costarci caro.
  • Pensione integrativa con aliquota agevolata. Immaginiamo che una volta arrivati all’età della pensione il nostro fondo pensione ci possa dare una rendita mensile di 1.000 euro. Su questa rendita, se abbiamo acceso il fondo pensione da 35 anni o più, l’aliquota che andremo a pagare è solo del 9%, infinitamente inferiore all’aliquota IRPEF base che andremmo a pagare sulla pensione erogata dall’INPS. Prima iniziamo e prima arriviamo ai 35 anni; anche questo ci dice che aprire un fondo pensione per un minore è un rigore da mondiale!

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